Tenuta Castello: la sfida del Carnaroli Classico inizia dal terreno

Letame bio, falsa semina e pacciamatura: sono tante le accortezze che l'azienda agricola della famiglia Vercellone a Desana applica prima che il riso venga lavorato in riseria

03-12-2020
Il campo innevato a Tenuta Castello, azienda agr

Il campo innevato a Tenuta Castello, azienda agricola fondata nel 1833 a Desana (Vercelli)

Sono tanti gli elementi che contraddistinguono Tenuta Castello nella sua sfida più importante: fare cultura sul vero Carnaroli Classico, spiegavamo nel primo articolo.

Una missione che, prima che in riseria, ha inizio naturalmente nella terra, cioè nei 120 ettari coltivati (su 500 di proprietà) con le migliori varietà di riso e produzioni prevalentemente biologiche. I processi che vanno dalla concimazione del terreno alla semina sono fondamentali: cerchiamo di riassumerli qui nelle caratteristiche più importanti.

1) Le mucche di razza piemontese
Nulla può essere lasciato al caso, a partire dal letame utilizzato per concimare i terreni. La Tenuta Castello di Desana conta su un centinaio di capi di femmine di razza piemontese che partoriscono una cinquantina di vitelli, svezzati fino a 5–6 mesi e poi rivenduti. Se normalmente il ciclo produttivo delle femmine è di circa 13 anni, qui la vita media dei capi raggiunge i 18. Si nutrono di foraggio coltivato sui terreni biologici, trinciato o farine biologiche che derivano dalla lavorazione del riso e farina di mais biologica. Tutto questo dà origine a letami biologici.

Le mucche di razza piemontese

Le mucche di razza piemontese


2) La preparazione dei terreni
Oltre alla natura biologica del letame, questa fase cruciale prevede avvicendamenti annuali delle coltivazioni e una grandissima attenzione rivolta al contenimento delle emissioni di carbonio nell’aria. Tutto questo avviene grazie a una scarsa areazione del terreno, ottenuta sia per l’uso di lavorazioni leggere (tecnicamente, una leggera “erpicatura”) sia per il mantenimento anche nel periodo autunno/inverno di colture verdi che generano ossigeno per fotosintesi.
L'aratura

L'aratura

La semina in campo allagato

La semina in campo allagato


3) Falsa semina o pacciamatura
Indicativamente, a fine ottobre, si semina un mix di loietto, veccia e trifoglio con semi biologici. Ad aprile arriva il momento del sovescio, cioè l’interramento delle leguminose tramite aratuta. Successivamente, si allagano i terreni con uno o due centimetri d’acqua, così da lasciar crescere le erbe infestanti per 10/15 giorni (tecnicamente, il procedimento è chiamato “falsa semina”). Poi, si interviene sui terreni con appositi erpici per sradicare e interrare le erbe infestanti appena nate. Si procede quindi con la semina vera e propria del riso biologico - in totale assenza di diserbanti - e si allagano i coltivi.
Loietto, veccia, trifoglio

Loietto, veccia, trifoglio


Da maggio di quest’anno, Tenuta Castello ricorre alla “pacciamatura” verde su parte dei terreni. Di cosa si tratta? Si preme con un rullo gli erbai di loietto, veccia e trifoglio seminati in autunno, in modo da formare sul terreno un tappeto (la pacciamatura, appunto) che fermenta e impedisce la nascita di erbe infestanti. Successivamente si semina il riso biologico e poi ci si preparerà alla raccolta.
Pacciamatura pressata in acqua

Pacciamatura pressata in acqua

Carnaroli biologico di Tenuta Castello

Carnaroli biologico di Tenuta Castello

2. continua

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