Cristiano Tomei: un Box a forma di Imbuto dove è ammessa la creatività

Lo chef e il suo delivery, con basi e ingredienti per preparare il menu a casa: «Taglio sartoriale ma nessuna regola rigida»

02-05-2020
Cristiano Tomei lancia l'Imbuto Box, una scato

Cristiano Tomei lancia l'Imbuto Box, una scatola in delivery, da riempire con portate dal suo menu, che si possono scegliere «facendo qualsiasi richiesta, dalla vegetariana alla più strana»

Cristiano Tomei, patron e chef del Ristorante L’Imbuto di Lucca, si è organizzato per partire con la consegna a casa dei suoi piatti. Ma, coerentemente alla personalità istrionica che abbiamo imparato a conoscere non solo a tavola, ma anche attraverso le trasmissioni televisive che lo vedono protagonista ormai da qualche anno, si tratta di una sua personalissima versione di delivery, giocosa, quasi provocatoria.

«Inutile che ce lo nascondiamo – esordisce Tomei – l’esperienza al ristorante è insostituibile. Non c’è consegna a domicilio che ci si possa avvicinare, perché essere al tavolo vuol dire ricevere numerosissime sollecitazioni e non soltanto mangiare, significa relazionarsi con chi è in sala, con chi cucina, uscire di casa per raggiungere un posto e trascorrere una serata fuori, magari in compagnia. Ho quindi pensato a un modo il più possibile divertente e soddisfacente di condividere, come si fa con il cibo quando si è a tavola. Più stiamo lontani, più ci viene una gran voglia di stare vicini».

E così da Imbuto si può prenotare un Box (per ordinazioni Tel. 3319308931) che contiene 6 portate a scatola chiusa e in divenire, ossia alcune basi e tutti gli ingredienti per preparare il menu a casa propria. Sta al cliente finire i piatti, seguendo le indicazioni scritte – ma pure i video sui social del ristorante – e interpretare a modo proprio. «Ognuno saprà come fare, seguirà il proprio istinto e gusto oltre alle mie indicazioni – prosegue lo chef – e la stessa attesa del box fa parte di un viaggio di cui chi la riceve diventa protagonista assoluto. L’errore è contemplato e persino l’aggiunta. Vi dirò di più: sarò contento ogni volta che qualcuno sbaglierà un mio piatto! L’attenzione resta comunque massima: l’approccio al momento dell’invio è sartoriale, su misura, dato che appuriamo alla prenotazione cosa il cliente non gradisce mangiare, proprio come se fosse al nostro tavolo. Sarà il mio modo per creare una comunità di persone che si divertono cucinando, con cui stare in contatto diretto, con cui condividere non solo un’esperienza gustativa ma momenti insieme. Credo davvero che la ripartenza nei ristoranti non sarà solo questione di norme di sicurezza, ma soprattutto un recupero di rapporti. Tanto che l’avventura dei box proseguirà anche quando riapriremo le porte di Imbuto».

La sala di Imbuto

La sala di Imbuto

La proposta di Tomei, già attiva in tutta Italia con consegne un giorno alla settimana e più frequenti in lucchesia, arriva in un momento in cui la maggior parte della ristorazione si interroga sullo scenario del dopo emergenza sanitaria. «Alla riapertura non farò tagli sul personale, ma anzi penso a nuovi progetti che mi consentano di valorizzare tutta la mia squadra. Piuttosto mi regolerò in maniera diversa con gli acquisti, che saranno più consapevoli. La verità però è che a oggi è davvero azzardato fare previsioni sul futuro e io non voglio farne. Si dovrà innanzitutto capire il livello dell’interazione che ci verrà consentito e oltre a questo ci sarà il problema concreto della sostenibilità economica. Stiamo vivendo un momento senza termini di paragone per la nostra generazione. Quello che è certo è che manterremo lo stile Imbuto-Cristiano Tomei senza abbassare la qualità ma nemmeno i prezzi».

Uno stile che vedrà la ripartenza dal calore umano, dalla generosità e, perché no, dal puro piacere del cibo e dall’elemento giocoso, cui Tomei ci ha abituati.


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