Turismo Esperienziale, una nuova sfida per gli Ambasciatori del Gusto

Si è tenuto a Napoli il convegno annuale dell'Associazione, dedicato a un tema fondamentale per il nostro paese

01-10-2019
Il Premio Ambasciatore del Gusto 2019 è stato ass

Il Premio Ambasciatore del Gusto 2019 è stato assegnato, nel corso della due giorni napoletana, a Franco Pepe, qui fotografato insieme a Cristina Bowerman, Presidente AdG, Paolo Marchi, Vicepresidente, e Cesare Battisti, Segretario Generale

Creare valore e relazioni per la comunità per generare innovazione sociale: questi i principi base su cui bisogna focalizzare, oggi più che mai, le esigenze del turista. Il turismo di questi ultimissimi anni ha cambiato i propri intenti e i propri obiettivi, evolvendosi e modificandosi.

“Turismo Esperienziale: scenario e previsioni per il futuro”: questo il tema affrontato durante il convegno annuale organizzato dall’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto (AdG) - dalla sua fondazione portavoce della valorizzazione più autentica del Made in Italy – e patrocinato da Città Metropolitana di Napoli ed Ente Nazionale Risi, che si è svolto lo scorso lunedì 30 settembre negli spazi del Complesso Monumentale Donnaregina.

Una interessante panoramica che, dopo i saluti istituzionali, ha esaminato il concetto di turismo esperienziale, in stretta correlazione con il turismo enogastronomico, sia in linea generale, sia con una particolare attenzione al territorio campano. Cristina Bowerman, Presidente Associazione Italiana AdG e Paolo Marchi, Vicepresidente Associazione Italiana AdG, hanno introdotto la prima sessione del convegno, in cui sono stati tanti i contributi interessanti. Tra cui quello di Roberta Garibaldi, autrice del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2019, che ha illustrato in modo chiaro, e con dati alla mano, gli ultimi trend in termini di domanda e offerta.

Il concetto di esperienza va sempre più associato alla qualità, all’unicità e alla declinazione delle proposte. I bisogni attuali del turista sono cambiati ed è proprio la definizione di "Turismo Esperienziale" che identifica al meglio le tendenze del turismo attuale: offrire non più solo luoghi da vedere, ma esperienze da vivere a stretto contatto con le realtà locali, con un coinvolgimento attivo, diventa condizione necessaria e strumento indispensabile per valorizzare le tradizioni.

Sul palco del convegno, da destra Roberta Garibaldi, Elena Di Raco, Nicola Cesare Baldrighi e Giorgio Scarselli

Sul palco del convegno, da destra Roberta Garibaldi, Elena Di Raco, Nicola Cesare Baldrighi e Giorgio Scarselli

In questo approccio al turismo, l’esperienza è dunque il fulcro, il cuore della vacanza. La domanda diventa: “Quale esperienza voglio vivere?”. Oggi i viaggiatori sono alla ricerca di nuovi “paesaggi culturali” dove incontrare persone vere, con le quali poter condividere momenti costruttivi, partecipando attivamente alle attività locali, vivendo momenti di vita quotidiana del territorio che visitano, entrando nel vivo delle tradizioni, degli usi e dei costumi del luogo.

Lo scopo è quello di tornare a casa con una memoria, un arricchimento interiore, avendo imparato qualcosa. Aspetti che si legano direttamente al tema del turismo enogastronomico, che ha un forte valore motivazionale e potenzialità ancora inespresse. Occorre ripensare il territorio in un’ottica di unico sistema dove convergono le eccellenze, coinvolgendo gli attori interessati al miglioramento della qualità di vita della comunità, con un conseguente sviluppo della cultura dell’accoglienza.

Attraverso la breve esperienza dell’assaggio è possibile condurre le persone verso l’italianità, verso il fascino della cultura, della storia, del territorio, che ogni prodotto enogastronomico ha nel Dna e che deve riuscire a raccontare. Come illustrato da Elena Di Raco, Responsabile Ufficio Studi ENIT turismo enogastronomico, è inoltre fondamentale saper raccontare la storia di un luogo attraverso immagini, sensazioni, emozioni e autenticità. Finalità essenziale è che queste “esperienze” rappresentino un valore sostenibile per il territorio, con un’influenza positiva sulla valorizzazione dello stesso.

Una parte dei 20 cuochi che hanno cucinato durante la cena annuale di AdG

Una parte dei 20 cuochi che hanno cucinato durante la cena annuale di AdG

Significativi anche gli interventi di Nicola Cesare Baldrighi, (Presidente Consorzio Tutela Grana Padano) e di Giorgio Scarselli, (proprietario del Ristorante Il Bikini - Vico Equense), che ha portato la sua formula/equazione sul turismo esperienziale legata ai sensi e il concetto di Turismo di Lusso. Ulteriori esempi concreti legati al territorio campano, sono stati quelli riportati da Mariella Caputo, (Ristorante Taverna del Capitano, Nerano, Massa Lubrense) e Giuseppe Di Martino, (A.D. Pastificio di Martino, Antica Pasta di Gragnano), che hanno raccontato l’esperienza di "Pasta in Spiaggia" e del “Consorzio AmoNerano”, esempi virtuosi del fare comunità che hanno confermato le potenzialità del territorio e delle risorse dell'enogastronomia.

Serve dunque promuovere una conoscenza del prodotto non tanto come comunicazione, ma come cultura gastronomica. Il cambiamento e le nuove tendenze a cui assistiamo nel Turismo sono, quindi, strettamente legate al rapporto tra individuo, territorio e comunità, ispirate da una maggiore sensibilità alla cultura e dalla creazione di un valore collettivo che ponga al centro il bene comune e il senso di autenticità.

Ha chiuso il convegno Severino Salvemini, Professore presso l’Università Bocconi di Milano, affrontando il concetto di impatto e di indotto. L’enogastronomia e la ristorazione italiana hanno molti margini di crescita: lo ha confermato questo convegno davvero stimolante, che è stato preceduto da una serata di scambio e condivisione, con la cena annuale dell'Associazione, organizzata per la prima volta a Napoli.

Ospitati nel bellissimo Palazzo Caracciolo, 10 Ambasciatori campani e 10 Ambasciatori provenienti da tutta Italia si sono riuniti per cucinare insieme combinando i sapori della terra di appartenenza. Dieci inedite coppie hanno formato una squadra di 20 tra i migliori rappresentanti della cucina italiana di qualità, riuniti per sostenere il progetto Fare Formazione che vede gli Ambasciatori del Gusto concretamente impegnati in prima linea nell’attività didattica per allievi e insegnanti delle scuole alberghiere.

Una carellata di gusti e di creazioni, da Essenza del Sud a cura di Enzo Coccia e Gioacchino Sensale, ai Paccheri in salsa di pomodoro, salsiccia napoletana e grana padano a cura di Alfonso Caputo ed Enrico Cerea, passando per 500km di gusto italiano a cura di Paolo Gramaglia e Raffaele Ros, alle Candele rotte con il ragu’ dei suppli’ e il provolone del monaco a cura di Peppe Guida e Arcangelo Dandini, il fresco Gobbetto tra Campania e Calabria, andata e ritorno a cura di Francesco Pucci e Giuseppe Romano, il Merluzzo sottosale a modo nostro a cura di Mimmo De Gregorio e Giorgio Servetto, la saporita Cialda di patate e totani a cura di Pasquale e Gaetano Torrente e Gianfranco Pascucci, il Ricordo tra Terra e Mare a cura di Antonio Tubelli e Solaika Marrocco, fino alla dolce chiusura di Incontri: bufala, cioccolato, agrumi e liquirizia a cura di Salvatore Avallone e Caterina Ceraudo e all’intrigante In viaggio con il babà a cura di Scarselli con Fumiko Sakai e Franco Aliberti.

Cristina Bowerman e Paolo Marchi sul palco per introdurre la cena annuale AdG

Cristina Bowerman e Paolo Marchi sul palco per introdurre la cena annuale AdG

Nel corso della serata l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha assegnato per la prima volta il riconoscimento “Ambasciatore del Gusto - Anno 2019”, che rende omaggio all’associato che durante gli ultimi dodici mesi si è più distinto in termini di entusiasmo e condivisione degli scopi associativi.

Il premio è andato a Franco Pepe (di Pepe in Grani, Caserta): “Per aver contribuito, da sempre e in maniera considerevole, al successo dell’Associazione promuovendone la filosofia in Italia e all’Estero, interloquendo con le istituzioni e i privati, senza dimenticare mai l’impegno nel formare le nuove generazione e nell’aiutare chi più ha bisogno”.

Franco Pepe

Franco Pepe

Ulteriore premio è stato quello del “Bando Premiare l’Eccellenza”, destinato alle microimprese che hanno sviluppato progetti a beneficio della filiera agroalimentare, assegnato a Soplaya, giovane team di 6 appassionati di eccellenze agroalimentari, che hanno ideato questo utile strumento informatico e logistico che crea una connessione diretta tra produttori locali e ristoranti, negozi di alimentari, scuole e agriturismi.

Un ringraziamento va anche alle aziende che supportano l’Associazione e che hanno deciso di essere presenti anche in questa importante occasione: Allegrini, Berlucchi, CHS Group, GILBACH GIN, Pastificio Felicetti, Intrecci, Pastificio dei Campi, Gruppo vinicolo Santa Margherita, Berto’s, Molino Rachello, Grana Padano, Riso BuonoMoretti Forni, Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, Molino Quaglia. Local Partner: MCar Concessionaria MINI e BMW Italia.


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