Nell'incanto del Renon

Itinerario sul magico altopiano sopra Bolzano. Tra ristoranti, sole costante, coltivazioni a km 0 e splendide atmosfere

12-09-2019
Il trenino del Renon storico (foto Tourismusverein

Il trenino del Renon storico (foto Tourismusverein Ritten/Tiberio Sorvillo)

Una meraviglia. Immaginatevi un balcone panoramico che vi spazia con lo sguardo su vigneti buoni, cime sempre innevate, costruzioni liberty, gerani interrati, un clima mite tutto l'anno e un concetto di ospitalità sviluppato sin dal 1600 quando d'estate i nobili di Bolzano abbandonavano l'afa della città per soggiornare sull'altipiano del Renon. Risale proprio ad allora l'invenzione della sommerfrische, la villeggiatura estiva che, da queste parti, conquistò anche Sigmund Freud. “Il Renon – scriveva lo psicanalista all'amico Carl Gustav Jung – è divinamente bello ed accogliente”. 

Ieri come oggi, impreziosito dal 2009 da una funivia che in 12 minuti di panorama mozzafiato unisce il centro di Bolzano con Soprabolzano. Ma fin dal 13 agosto 1907 l'intero altipiano è collegato (da Collalto a Soprabolzano) dallo storico trenino. L'ultracentenaria ferrovia del Renon è stata un gioiello di tecnologia e, prima della funivia, è stato suo il compito di collegare la bolzanina piazza Walther all'altipiano, affrontando un dislivello di un migliaio di metri, grazie all'innovativa trazione a cremagliera, ispirata ai trenini alpini svizzeri. 

Il Renon, dunque, ha sempre saputo stare al centro del turismo, aprendosi al mondo e crescendo nel segno di quegli elementi che restano peculiarità mai tradite: il sole, coltivazioni a km 0, strutture alberghiere che non hanno violentato il tempo (tra l'altro lo scorso 27 giugno è stato inaugurato il primo 5 stelle dell'altipiano, l'Adler Lodge Ritten, a Soprabolzano), 300 km di sentieri ed escursioni attrezzati per la villeggiatura di famiglia. Se chiacchieri con gli abitanti locali, ti accorgi in fretta di quanto questo per loro sia il posto migliore per vivere. “Da noi – mi raccontano - non esiste disoccupazione e neppure quella piaga tutta italiana che sradica i giovani dalle proprie origini. Siamo una comunità, piccoli centri che hanno come comune denominatore Renon. Ognuno di noi si tiene stretto il suo altipiano”. 

Stephan Zippl, ristorante 1908

Stephan Zippl, ristorante 1908

Toerggelen Kastanien (foto Tourismusverein Ritten/Karin Micheli)

Toerggelen Kastanien (foto Tourismusverein Ritten/Karin Micheli)

Loacker Wine Estates

Loacker Wine Estates

Qui le tradizioni affondano in buona parte nell'enogastronomia, così resta un rito da non perdere quello autunnale del Toggelen che ha origini nel Medioevo. La parola deriva dal latino torquere ("torchiare") e si riferisce alle uve pressate in tempo di vendemmia, quando i contadini camminavano da un maso all'altro per assaggiare i prodotti del vicino. L'autentico Toggelen non può fare a meno dell'assaggio di speck, castagne, il vino nuovo o quello dell'anno precedente ed è un rito che porta turismo anche da oltreconfine. Nei mesi estivi resta invece un punto di forza da ormai 16 anni l'iniziativa delle corse gastronomiche sul trenino del Renon. Una cena in un contesto particolare che registra sempre il tutto esaurito, al punto che ogni anno si amplia il numero delle date. Partenza alle 19 a bordo delle carrozze storiche (quelle originali) del trenino del Renon e in ognuna delle cinque fermate viene servito un piatto, con l'immancabile grappa finale (costo 112 euro, prenotazioni ad info@renon.com). 

Sul Renon non ci sono ancora ristoranti stellati, ma l'offerta è molto ampia e, a Soprabolzano, il 1908 “governato” dal giovane Stephan Zippl è un gioiello su cui scommettiamo a colpo sicuro. E' annesso al Park Hotel della famiglia Holzner, storico albergo in stile liberty, capace di guardare avanti senza dimenticare da dove si è partiti. Una storia di passione ed imprenditoria che attraversa due guerre, debiti e riscatti, orgoglio nell'affermare che non c'è “mai stato un anno senza aver reinvestito i guadagni in lavori di rinnovamento” e pure l'immenso rammarico di non ribaltare ancora quella percentuale che mette gli ospiti tedeschi al 50% e gli italiani al 20%.  

Il Renon è la poesia del tempo che fa coltivare ed allevare rispettando con onestà il concetto di chilometro zero, pur aprendosi a sfide coraggiose come quella dell'agruturismo Oberweidacher Hof di Collalbo: Stefan Rottensteiner alleva bovini della pregiata razza di origine giapponese Wagyu, tra le più costose al mondo. 

I wagyu di Stefan Rottensteiner (foto Benjamin Pfitsche)

I wagyu di Stefan Rottensteiner (foto Benjamin Pfitsche)

Maso Plattner

Maso Plattner

E a proposito di avanguardia tra i produttori che hanno saputo esportare il loro brand ben oltre l'altipiano del Renon un posto di merito spetta a Thomas Kohl che, nel suo maso ad Auna di Sotto, produce succhi di mela monovarietali, ovvero ottenuti da una sola varietà di mela ai quali è stato abbinato il partner ideale: bacche, frutta, verdure... Ovviamente senza l'aggiunta di coloranti e conservanti e con la possibilità di una super degustazione gratuita se passate a trovarlo. Vi accorgerete che talvolta il meglio lo si estrae da quello che agli occhi appare piccolo, deforme, irregolare. 

Senza spostarsi di paese, una visita di eccellenza la merita anche il maso Buhler-Hof per la coltivazione di frutta, verdura ed erbe aromatiche mentre a pochi chilometri, a Siffiano, il maso Rielingerhof è un punto di riferimento per la produzione di vino biologico. Il maso resta l'abitazione tipica dove vivere e dove produrre, dando continuità all'albero genealogico. E quindi vi sarà facile seguire dal vivo la stagionatura dello speck o diventare esperti di formaggi:  imperdibili quelli alle erbe e alla tipica pera essiccata Kloatze del Renon, oltre al classico e saporito Graukäse, ottimo punto di partenza per primi a base di ur-spatzle, tagliatelle e risotto. In alternativa non perdetevi la zuppa d'orzo o gli schlutzkrapfen, ravioloni ripieni di spinaci e ricotta conditi con abbondante burro fuso. 

L'altipiano del Renon è una fucina di genuinità, basta camminarci dentro per incontrarla. Come a Costalovara quando su un sentiero t'imbatti con il museo di apicoltura Plattner aperto nel 1991 in un maso con oltre 500 anni di storia, vissuto fino all'ultimo da due sorelle. Ci sono le pentole, l'angolo per essicare i salumi, il tavolino con le carte da gioco, la stube, immaginette sacre, il bagno come non vi potreste mai immaginare... Ma il maso è anche l'occasione per continuare l'arte dell'apicoltura ed assaggiare tutto quello che è collegato al miele, propoli e polline nella varietà delle sue forme ed aromi. 

(foto Sonja Kaserer)

(foto Sonja Kaserer)

Le caratteristiche piramidi di terra

Le caratteristiche piramidi di terra

Il Renon e i pendii soleggiati di Santa Maddalena, Signato, Auna di Sotto e Siffiano restano territorio privilegiato per la coltivazione di mele e vitigni. E tra le tante tenute ricordiamo la Loacker Schwarhof, imparentata con il maggior produttore italiano di wafer, tra le prime aziende vinicole ad orientarsi rigorosamente ai principi della biodinamica e dell'omeopatia. Quindi niente chimica ma, per esempio, l'utilizzo dell'arnica per rimediare ai danni provocati dalla grandine o della silicea per rinforzare la struttura di foglie e germogli. Ma naturalmente il Renon resta anche un paradiso delle vacanze e della natura, fruibile tutto l'anno per quel clima temperato che lo fa definire come “la Riviera delle Dolomiti”. Escursioni a piedi (non perdetevi l'unicità delle piramidi di terra), in mountain bike ed in e-bike, ma anche tiro con l'arco, equitazione, arrampicata.... Qui dimenticherete di essere pigri. E sarete d'accordo con noi: una vacanza sul Renon non basta per “assaggiarlo” tutto. Insomma, ci tornerete.


Rubriche

Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose