Viaggio a Gigliopoli, la città del bambini che premia il cibo sano e il gelato 2.0

A Milazzo un'oasi solidale e antimafia propone pranzi bio. Qui s'è svolta la rassegna sulle nuove frontiere di coni e coppette

10-06-2019
La giuria di GeCo, la terza edizione della rasseg

La giuria di GeCo, la terza edizione della rassegna sulle nuove frontiere del gelato, svoltasi nei giardini di Gigliopoli: Simone Meriggi, Luca Bernardini, Arnaldo Conforto, Ida di Biaggio e Gianfrancesco Cutelli

A Milazzo, su un promontorio dal panorama mozzafiato che col suo lungo abbraccio si protende verso le Eolie, esiste una tenuta centenaria del tutto alternativa agli standard imposti dai tempi moderni. Qui, in 10 ettari di bellezza infinita, trova dimora una società a misura di bambino fondata sul rispetto per l’altro, per l’ambiente, per ogni essere vivente. Una realtà del tutto pioneristica dove la fratellanza, l’amicizia e l’educazione si fondono tra loro in progetti di vita comune tra bambini, ragazzi e adulti che abbiano sofferto un disagio (psichico, sociale o familiare) nella propria vita. Gigliopoli è una città piena di cuore, di musica, di ritmo, di cambiamento, un luogo dove i più piccoli possono riscoprire il rapporto con le ricchezze della natura, per progettare uno sviluppo educativo ecologicamente e socialmente sostenibile, incentrato sul rispetto dell’uomo e dell’ambiente.

Quasi un’utopia, un "luogo ideale", lontano dai rumori e dalla frenesia che caratterizzano la vita quotidiana, popolato da bambini che possono ancora giocare spensierati ed esprimersi liberamente, prendendo coscienza delle proprie abilità attraverso la vita di relazione e il contatto con la natura. Per esercitare un diritto elementare, spesso dimenticato o ingiustamente calpestato, il diritto, cioè, di essere bambini e di avere, pertanto, uno sviluppo psicofisico e sociale il più possibile normale e armonioso. Da anni, la fondazione Il Giglio guida i ragazzi per mano con mezzi finanziari propri, in attività di supporto tese soprattutto alla sperimentazione del vivere all’aperto e alla valorizzazione dell’ambiente.

Passeggiando per Gigliopoli si può così trovare il Giardino dei Giusti, in cui i 13 alberi sono stati intitolati ad altrettante vittime della criminalità organizzata, e il Giardino dei Responsabili, un folto frutteto piantato a simboleggiare “tutti coloro che oggi, con la loro testimonianza di vita, stanno contribuendo alla lotta alla mafia”.

E poi un orto biologico naturale, i cui prodotti vengono raccolti ogni mattina dai bambini stessi e utilizzati poi per la preparazione dei loro pasti giornalieri, ma anche per cucinare il menu vegetariano di ogni quarta domenica del mese, quando Gigliopoli apre le porte a chiunque desideri riscoprire il sapore degli alimenti coltivati con il cuore, a metro zero, attraverso un pranzo che funge da raccolta fondi per le attività dell’associazione.

Un’occasione di incontro e condivisione, in cui si costruisce fiducia e si diffonde consapevolezza, assieme al tradizionale appuntamento col mercato, in cui i contadini e gli artigiani che rispettano i sacri principi del “buono-pulito-giusto” si riuniscono per raccontare e vendere i propri prodotti. Dalle nocciole dei Nebrodi ai formaggi di capra Girgentana, e poi il riso di Lentini, lo zafferano dell’Etna, il tè di Raddusa, la gianduia di Modica e la frutta tropicale siciliana: il mercato è un viaggio di autenticità tra le cose fatte a mano e quelle coltivate con il cuore, un luogo in cui scambiare i sapori della terra e ritrovare il senso sociale delle piccole botteghe artigiane, il profumo e la genuinità delle cose di una volta.

Le nocciole biologiche delle sorelle Conti

Le nocciole biologiche delle sorelle Conti

Ed è qui, nei giardini di Gigliopoli, che si è svolta la sfida di GeCo, la terza edizione della rassegna sulle nuove frontiere del gelato. Ormai una vera e propria famiglia di professionisti del settore, che si sono ritrovati come ogni anno per infrangere gli schemi della gelateria italiana, attraverso una sfida sull’interpretazione contemporanea del gelato. I gelatieri partecipanti ai corsi dell’iniziativa si sono riuniti a coppie per la preparazione del miglior gelato d’avanguardia. Due le parole d’ordine: il vino (in variegatura, infusione o accompagnamento) di Cantine Planeta, che nelle tenute dell’associazione coltiva 8 ettari di Nocera e Nero d’Avola il cui ricavato è destinato alla fondazione; e almeno un ingrediente dei produttori del mercato locale. Sono stati oltre trenta i gelatieri partecipanti da tutta Italia, con una giuria tecnica presieduta da Giovanna Musumeci, condirettrice dello Sherbeth Festival (Pasticceria Santo Musumeci, Randazzo), Ida Di Biaggio, presidente Conpait Gelato (Gelateria Novecento, Pescara), Luca Bernardini (Fuori dal Centro, Lucca), Arnaldo Conforto, colonna portante della gelateria italiana e tra i fondatori di Artigiani del Gusto e Gelatieri per il Gelato, Gianfrancesco Cutelli, Miglior Gelatiere 2015 (Gelateria De’Coltelli, Pisa), e dal degustatore di caffè specialty Simone Meriggi.

I giurati di GeCo al lavoro

I giurati di GeCo al lavoro

È nato così, a colpi di cucchiaino, il vincitore premiato “per struttura, equilibrio e gusto”: Biancomangiare, com’è conosciuto nella tradizione modicana il gelato di mandorla Chiricupara (una varietà in via d’estinzione che cresce esclusivamente tra Modica e Ragusa), frappato di Cantine Planeta (coltivato ad Acate, Ragusa) e crumble di mandorle e riso. Un trionfo di sapori siciliani, attento al contenuto di zuccheri e alle intolleranze (il sorbetto è senza latte e senza glutine) con una consistenza cremosa e calda al palato in cui emergono note di fiori e ciliegia caratteristiche del vino utilizzato in variegatura. Un gelato che coniuga l’arte del pasticciere, dello chef e del sommelier, frutto di due compagni di classe e amici nella vita: Antonio Adamo (Caffè Adamo, Modica) e Stefano Baglieri (L’Artigianale, Pozzallo), uniti dalla stessa passione, sotto il nome del gelato… e della solidarietà: i premi in palio sono stati interamente devoluti all’associazione Gigliopoli, la città dei bambini spensierati.

Arnaldo Conforto, Antonio Adamo, Vetulio Bondi e Stefano Baglieri

Arnaldo Conforto, Antonio Adamo, Vetulio Bondi e Stefano Baglieri


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