Tutto il buono dei piatti di recupero, spiegato ai bambini

Come coniugare bontà, no-spreco e sostenibilità ambientale, nelle lezioni di Cuttaia, Lo Coco, Costa e Basiricò ad Agrigento

06-04-2019
Pino Cuttaia mentre spiega ai bambini l'import

Pino Cuttaia mentre spiega ai bambini l'importanza del no-spreco in cucina (tutte le foto sono di Angela Amoroso)

Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo verso l’educazione alimentare: «Tenete bambini, questo è un sacchettino di mollica, portatelo alle vostre mamme, così anche loro potranno farvi a casa le polpette di pane che oggi abbiamo preparato insieme». Pino Cuttaia, chef due stelle Michelin del ristorante La Madia di Licata e presidente de Le Soste di Ulisse, si congeda così dai bimbi che lo hanno ascoltato con attenzione e religioso silenzio - interrotto solo per porre domande - nel corso del workshop “La cucina degli avanzi. Piccoli chef per grandi piatti svolto giorni fa presso il Palacongressi di Agrigento.

L’associazione presieduta da Cuttaia ha deciso di partecipare attivamente alla 74ª edizione della scorsa Festa del Mandorlo in fiore di Agrigento attraverso la realizzazione di un’iniziativa rivolta ai più piccoli, per trasmettere loro l’importanza di ogni singolo alimento che si trova in cucina, anche il più povero o quello che spesso si pensa di gettare perché avanzato. «Abbiamo voluto dare il nostro contributo a questa manifestazione – afferma Cuttaia - attraverso l’ideazione e la realizzazione di questo laboratorio, per coniugare i temi della sostenibilità ambientale e di una buona cultura alimentare; il nostro pubblico di riferimento non poteva che essere costituito dai bambini, per insegnare loro il valore del cibo, ma anche per far sì che, nelle rispettive famiglie, possano suggerire ai genitori scelte consapevoli».

Insieme allo chef di Licata in questa esperienza altri tre colleghi e soci de Le Soste di Ulisse: Gaetano Basiricò del ristorante Serisso 47 di Trapani, Tony Lo Coco de I Pupi di Bagheria, e Giuseppe Costa, de Il Bavaglino di Terrasini. Ognuno di loro si è accostato ai bimbi con cura, attenzione e semplicità, coinvolgendoli nella realizzazione di alcune ricette e facendo sperimentare loro l’esperienza di gusto e di piacere che si può provare mangiando rispettivamente una torta di pane, la pasta fritta del giorno prima, o la rivisitazione dello sfincione palermitano, il tutto attraverso un momento ludico-didattico; anche i capricci del “non voglio il formaggio” o “non mi piace la cipolla” sono stati abbondantemente superati.

Tony Lo Coco

Tony Lo Coco

Giuseppe Costa

Giuseppe Costa

«I nostri figli spesso non danno importanza al cibo e non ne capiscono l’importanza - ha commentato Lo Coco - Momenti come questo, che vedono i bambini coinvolti da protagonisti, ci permettono di trasmettere loro valori preziosi, che porteranno con sé nel percorso di crescita. Se poi si riesce a coniugare l’idea del recupero con quella di gusto e piacevolezza, come può essere nella pasta avanzata dal giorno prima che diventa croccante e più saporita, il risultato sarà ancora più soddisfacente».

I bimbi e i ragazzini d’altronde sono i giudici più severi, quelli anche più temuti, come afferma Giuseppe Costa: «La loro spontaneità a volte ci mette a dura prova: sono molto curiosi, ci hanno seguito con attenzione e posto domande attinenti. Proprio per questo è importante spiegare che un pane realizzato sei giorni prima può essere ancora utile in cucina e non va gettato, occorre solo un po’ di creatività».

Gaetano Basiricò

Gaetano Basiricò

L’ingegno di un bravo cuoco non si sperimenta infatti soltanto quando ha una lista di ingredienti scelti e selezionati per una realizzazione ad hoc, ma soprattutto quando è in grado di creare un buon piatto utilizzando materie prime rimasti in dispensa o recuperate dal giorno prima. Gaetano Basiricò è un convinto sostenitore di questa tesi: «La fantasia in cucina viene maggiormente stimolata se subentra il recupero, ed inoltre è possibile creare ricette sempre diverse, anche a casa; quando io ero un bambino mia nonna al mattino mi preparava il tuorlo d’uovo sbattuto con lo zucchero, l’albume però non veniva di certo buttato ma utilizzato in diversi modi, come nella torta di pane che ho preparato oggi durante questo evento».

Piccoli consigli, buone pratiche e sane abitudini che permettono di sprecare di meno e preservare di più il pianeta in cui viviamo, senza nulla togliere in termini di gusto e golosità.


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