Costruire il nostro futuro con Senso di Responsabilità

A luglio a Milano, Identità Golose 2020 sarà il luogo ideale per ripensare la ristorazione italiana e mondiale alla luce del terremoto Coronavirus

16-03-2020

Mai e poi mai, quando in autunno scrissi a Claudio Ceroni che Identità Golose 2020 avrebbe dovuto avere per tema Il Senso di Responsabilità, questo concetto, queste quattro parole sarebbero diventate la frase più scritta e pronunciata oggi nel mondo.

Dalla presentazione: «Tutti dobbiamo avere ben presente il valore più importante di tutti, che viene prima di qualsiasi legge, norma o regolamento: il Senso di Responsabilità. Tali i problemi che investono la Terra e chi l’abita, da non potersi più rinchiudere nel proprio microcosmo, un ristorante o una redazione, una cantina o una pasticceria, subendo passivamente quanto accade tutt’attorno. Abbiamo una coscienza, usiamola per fare subito ciò che possiamo e dobbiamo prima ancora che leggi o regolamenti ce ne impongano l’obbligo».

L’avevo pensato perché troppe persone e troppe cose avevano preso a scollarsi, a sragionare, a non avere un senso pieno e compiuto, dentro e fuori il mondo della ristorazione. E ora che in Italia siamo tutti obbligati per legge a restare chiusi in casa, il Senso di responsabilità assume una forza ancora maggiore se letto in chiave Identità Golose a luglio, da venerdì 3 a domenica 5.

Sono orgoglioso di lavorare con una squadra che non si sconnette mai dal cervello. Quando a febbraio si faticava a vedere lontano senza porsi delle domande pesanti, si decise di giocare in anticipo e annunciare che la sedicesima edizione di Identità slittava in avanti di quattro mesi.

E adesso che da quel giorno, da martedì 25, sono trascorse quasi tre settimane, siamo ancora più convinti della bontà della scelta fatta. Anche perché non siamo soli a pensarlo. La nostra forza si nutre di quindici anni scanditi da Identità nelle sue varie forme, a Milano, in Italia e nel mondo, mondo web compreso. Una lunga esperienza alla quale si aggiungono tutte le testimonianze raccolte in queste settimane. Perché un conto è cambiare pagina nel calendario e un altro è che facciano altrettanto tutti coloro, relatori, espositori, sponsor, esperti, pubblico, stampa, blogger… che vivono con noi l’edizione.

Giulia Corradetti e io abbiamo raccolto tanto entusiasmo in chiave luglio 2020 ogni qual volta abbiamo parlato con uno chef e un pasticciere, un pizzaiolo e un gelatiere. Non solo: il lavoro per confermare a luglio pressoché l’intero programma di marzo si è intrecciato con quello di rivedere il cartellone delle cene nell’hub di Identità Golose Milano per non perdere chi era prevista tra marzo e aprile in via Romagnosi. Non è tutto: il desiderio di fare gruppo nel nome della ristorazione di qualità, ovunque nel mondo, è tale che i tre giorni di marzo, ripensati per luglio, ci vanno stretti. E’ come se tutti coloro che sono stati relatori a Milano si sentissero in obbligo di portare una loro testimonianza.

E il mio e nostro lavoro riceve notevole supporto da quello parallelo del gruppo commerciale guidato da Cinzia Benzi. Se il congresso fosse un tavolo, ogni gamba sarebbe fondamentale per stare in piedi. Un paio non basterebbero. Lo scambio di pensieri e idee è così forte e incisivo che il lavoro tra redazione, commerciale e comunicazione sarà presto investito da un altro compito: ri-pensare anche il fuori congresso che non potrà limitarsi a cene e degustazioni al chiuso dei ristoranti. Passare dall’inverno all’estate vuole anche dire uscire all’aria aperta, cenare sotto le stelle, aperitivi al tramonto, dare spazio a forme diverse di godere cibi e vini. Aprirsi a nuovi settori commerciali e degustativi. Non siamo solo alle prese con nuovi contenuti nelle sale delle lezioni.

Come mi ha ricordato Elisa Zanotti, responsabile della comunicazione di Identità Golose, guai pensare che si tratti solo di avere chiuso per riaprire passata la tempesta, un po’ come accade ogni estate nelle grandi città. Per noi #IG2020 sarà un esempio di vita ritrovata e anche nuova perché è impensabile che tutto nel mondo della ristorazione possa tornare com’era prima.

Assisteremo a una straordinaria opera di restauro se non di ricostruzione dalle fondamenta, non fosse altro perché verrà meno per diversi mesi la clientela straniera e sarà pesante soprattutto per chi aveva tarato la sua offerta su chi arrivava dall’estero.

Sarà uno dei tanti temi di luglio. Intanto tutti noi siamo già impegnati a ricostruire le relazioni sociali perché il virus sta mettendo a dura prova anche la tenuta del nostro Paese.

Il senso di responsabilità fa in modo che il nostro primo obiettivo sarà quello di ricomporre i rapporti tra tutti, ridare significato vero e profondo alla concetto di Fattore Umano. Senza interrompere un rito che nel 2009 aveva fissato perfettamente Stefano Bonilli, una testa pensante che ci manca molto: «Andavamo tutti a Milano a Identità Golose, si potrà dire tra alcuni anni parafrasando il famoso titolo di Eugenio Scalfari La sera andavamo in via Veneto. Perché mentre sotto la neve si aprivano a Milano i lavori della prima giornata del Congresso italiano di cucina d'autore, idealmente si spegnevano le luci di San Sebastian e di quel congresso Lo mejor de la gastronomia che ha segnato un decennio».

Il meccanismo di queste kermesse è quello di vedere e farsi vedere, è un'occasione di incontri, è una vetrina anche per gli sponsor che possono mostrarsi in forma. E continuerà a esserlo perché c’è un mondo che deve rialzare la testa e tornare a essere desiderio, passione, intelligenza. Le cucine del mondo in questi mesi verranno tutte livellate a zero e a inizio estate verranno ridistribuite le carte. E non è detto che le future gerarchie saranno le stesse. Ne discuteremo a Milano.


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IG2020: costruire un nuovo futuro