TheFork Manager 3: presentato il nuovo gestionale

La piattaforma leader per le prenotazioni online ha lanciato una versione innovativa del software che offre ai ristoratori

26-11-2019
Almir Ambeskovic presenta a una platea di ristorat

Almir Ambeskovic presenta a una platea di ristoratori, giornalisti e operatori del settore il nuovo software di TheFork

Si chiama TFM3, ma non è il droide protagonista di un nuovo episodio di "Star Wars". L’acronimo sta per TheFork Manager 3, ovvero la terza edizione del software che TheFork, piattaforma leader per le prenotazioni online dei ristoranti, dedica ai ristoratori che scelgono di affidarsi ai suoi servizi. Un software che è stato presentato, poche ore prima del lancio ufficiale, negli spazi di Identità Golose Milano, alla presenza di Almir Ambeskovic, responsabile dell’area Western Europe e membro del board di TheFork, e del padrone di casa, presidente di Magenta Bureau, Claudio Ceroni.

La presentazione si è aperta con alcuni interessanti dati che rendono in modo efficace l’idea dell’efficacia del servizio di TheFork per i ristoratori, in quanto essere prenotabili online rappresenta un’opportunità preziosa per i ristoranti. Secondo il recente studio “Studio dell’impatto economico di TripAdvisor e TheFork sul mercato della ristorazione 2019” realizzato in partnership con Strategy&, parte del network PwC, i ristoranti presenti su TheFork beneficiano mediamente di 5.1 settimane di ricavi aggiuntivi, con una media di 35 milioni di pasti aggiuntivi. 

In questo modo i clienti di TheFork registrano 16 volte il ritorno sull’investimento necessario a pagare il servizio, anche grazie a commissioni tra le più basse del mercato. In Italia, paese tra i più importanti in assoluto per la piattaforma di prenotazioni, i ristoratori sono circa 20mila. 

L’Italia, in virtù di questi rilevantissimi numeri, è quindi uno dei primi paesi in cui viene lanciato il nuovo software gestionale di TheFork, su cui, come ha raccontato Ambeskovic, «stiamo lavorando da diversi anni». Motivo di questo lavoro impegnativo, la necessità di ripensare radicalmente il programma: «Volevamo fornire ai nostri partner uno strumento di lavoro completamente nuovo, progettato con alcuni principi molto attuali e importanti», ha continuato. Primo fra tutti quel must rappresentato dal concetto di “Mobile first”: il nuovo software è stato infatti pensato prima per essere utilizzato su smartphone e tablet, che sono ormai di gran lunga i device più utilizzati, e solo in seguito adattato per desktop.

Inoltre con questa nuova versione del software, sarà per TheFork più semplice adattare il gestionale alle nuove richieste ed esigenze dei ristoratori, permettendo una personalizzazione più capillare rispetto a quanto si potesse fare con l’edizione precedente. «Siamo partiti da un concetto semplice - ha detto ancora Ambeskovic - ovvero la necessità di trattare i ristoratori come utenti di una app. Anche sapendo che, in base alle ultime ricerche, l’età media dei ristoratori in Italia è di 29,1 anni, dunque abbiamo a che fare con un pubblico giovane, esigente, che conosce perfettamente le applicazioni per la telefonia mobile e si aspetta un servizio all’altezza».

Uno degli elementi fondamentali del successo di TheFork è stata la possibilità di ottimizzare, grazie alle sue impostazioni, le prenotazioni per più di un servizio nel corso di una cena o di un pranzo, trovando così nuovi posti a disposizione per gli utenti in cerca di un luogo dove pranzare o cenare. Con la nuova versione del software, questa ottimizzazione sarà legata non più ai servizi quotidiani, ma ai singoli tavoli, promettendo così di incrementare ulteriormente la possibilità di far ruotare più clienti tra i coperti a disposizione.

Inoltre, grazie alla personalizzazione del rapporto che si crea tra cliente e ristoratore, come hanno confermato anche diversi chef presenti durante la presentazione, l’utilizzo di TheFork per le prenotazioni abbassa drasticamente il numero dei cosiddetti “no show”, ovvero di quei clienti che prenotano e poi non si presentano al ristorante (o disdicono all’ultimo momento). Ambeskovic ha raccontato che una delle prossime novità su cui TheFork sta già lavorando (con alcuni ristoratori che stanno conducendo una sperimentazione) sarà la possibilità di pagare una cena direttamente attraverso la app. Questo, oltre a offrire un servizio utile e sicuramente richiesto dai clienti per velocizzare le pratiche di richiesta del conto, in ottica “no show” potrebbe consentire, a chi lo desiderasse, di chiedere un acconto a chi prenota un tavolo, da trattenere come penale nel caso in cui il cliente non si presentasse la sera della cena. 

Ambeskovic con Claudio Ceroni di Magenta Bureau

Ambeskovic con Claudio Ceroni di Magenta Bureau

L’Hub di Identità Golose in via Romagnosi non è stata una scelta casuale come sede di questa presentazione: TheFork è infatti dal primo giorno partner di Identità Golose Milano, che si appoggia integralmente alla piattaforma per la gestione di tutte le prenotazioni, che come saprete si possono perfezionare solo online. Claudio Ceroni, presidente di Magenta Bureau, ha ricordato come questa collaborazione sia stata molto preziosa per la gestione e lo sviluppo del nuovo progetto di Identità

«Grazie alla piattaforma di TheFork - ha ricordato - abbiamo potuto tenere perfettamente sotto controllo l’andamento di questa nostra ambiziosa start up. Erano tante le incognite, le variabili da valutare e analizzare, e con i dati forniti da TheFork è stato tutto più semplice e affidabile. Inoltre vorrei sottolineare come un altro enorme potenziale rappresentato da TheFork risieda nella comunicazione. Sia per la possibilità di raggiungere un pubblico molto vasto che utilizza la app e che è certamente interessato a scoprire nuovi ristoranti, sia per il modo in cui i commenti, sempre lasciati da persone che hanno effettivamente prenotato e poi consumato un pasto nel ristorante di cui scrivono, si sono dimostrati utili, fonte, nelle poche occasioni in cui sono arrivate delle critiche, di spunti concreti e meritevoli di una riflessione».


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