Goeldlin Chef: una linea di giacche innovative e di successo

Il brand è dall'inaugurazione uno dei partner di Identità Golose Milano. Ne raccontiamo la storia con il fondatore

07-09-2019
Andrea Ribaldone, coordinatore delle cucine di Ide

Andrea Ribaldone, coordinatore delle cucine di Identità Golose Milano, con la sua giacca Goeldlin Chef

La storia di Antonio Goeldlin, Presidente e Amministratore delegato della Goeldlin Collection, è una storia di passione e di successo. Di intraprendenza, soprattutto. Il brand che sin dall'inaugurazione fornisce l'Hub Internazionale della Gastronomia di Identità Golose Milano, nasce infatti dalle ambiziose idee di un giovane ragazzo. 

«Frequentavo l'istituto odontotecnico - ci racconta Goeldlin - avevo 14 anni. Per le ore di laboratorio era necessario acquistare un camice, ogni studente doveva averne uno. A scuola ci dissero di andarlo a comprare in un negozio, dove i camici costavano allora 40000 lire. Mio padre era impiegato alla FIAT di Pomigliano d'Arco: quando gli dissi il prezzo, fu un po' perplesso, ma mi diede quei soldi. Io però iniziai a ragionare sulla cosa, a come trovare il modo di vendere quei camici a un prezzo inferiore. Per puro caso, nel negozio di cancelleria di mio zio, qualche giorno dopo, entrò un fornitore di camici: allora mi informai, scoprii che potevo comprarli all'ingrosso a 10000 lire.

Antonio Goeldlin al Congresso di Identità Golose: il brand campano è stato anche partner dell'evento lo scorso anno

Antonio Goeldlin al Congresso di Identità Golose: il brand campano è stato anche partner dell'evento lo scorso anno

Con Ciccio Sultano

Con Ciccio Sultano

E cosa decise di fare?
Nei mesi successivi lavorai con questo progetto in testa, e alla fine decisi di investire tutti i risparmi raccolti con il mio lavoro e comprai una prima fornitura di camici. All'inizio dell'anno scolastico successivo riuscii a venderli tutti, a 20000 lire l'uno, raddoppiando il mio investimento. Da allora la mia strada è proseguita, passo dopo passo: ho aperto una partita IVA, ho iniziato a fare sul serio, ho conquistato sempre più clienti. Oggi siamo un'azienda in cui lavorano più di 70 persone.

Come è entrata la ristorazione nei vostri obiettivi di mercato?
Tre anni fa ho iniziato a riflettere sul fatto che con i nostri 10 punti vendita avevamo circa un 60% del fatturato che già proveniva dal mondo della ristorazione. Così l'idea è stata quella di puntare più in alto, a quella ristorazione di qualità per cui la giacca da chef non è soltanto uno strumento di lavoro, ma è anche un elemento distintivo, di moda. Ho fatto uno studio del mercato e mi sono convinto che un'azienda come la nostra potesse diventare competitiva, anche valorizzando quella grande tradizione sartoriale che da lungo tempo caratterizza la zona di Napoli. 

E così è nata la collezione Goeldlin Chef...
Esattamente. Siamo partiti da un attento studio dei modelli, grazie ai nostri stilisti, arrivando a creare una collezione di cui sono molto orgoglioso, con oltre 80 modelli di giacche diversi. Abbiamo lavorato molto anche sui tessuti, proponendone di vario genere: tessuti tecnici, ma anche tessuti naturali, di faggio, di eucalipto. Puntando sia sulla bellezza che sulla comodità e sulla freschezza. Poi ho avuto l'idea di coinvolgere alcuni dei protagonisti di questo settore...

Da dove avete deciso di iniziare?
Ho puntato subito a una delle insegne più storiche per la ristorazione italiana, e campana in particolare. Così sono andato a incontrare Ernesto Iaccarino di Don Alfonso 1890: nonostante la famiglia Iaccarino non si fosse mai legata a nessun brand in precedenza, Ernesto comprese subito che il progetto che gli stavo presentando era innovativo e interessante, diventando il primo dei nostri partner. Da qui abbiamo iniziato a girare in tutt'Italia per farci conoscere: adesso mi arrivano molte telefonate di chef che mi fanno i complimenti, l’ultimo è stato Mauro Uliassi, ed è stato per me un grande onore. Poi grazie a personaggi come Alessandro Borghese o Gabriele Bonci, le nostre giacche ora sono anche in televisione. E abbiamo in cantiere un altro progetto ambizioso.

Quale?
Stiamo lavorando a un catalogo della nostra collezione che sarà veramente innovativo, unico al mondo, un vero libro. A ogni giacca della collezione verranno dedicate quattro pagine, con uno chef diverso a rappresentarla, donandoci anche una sua ricetta. Sarà quindi un libro-ricettario dedicato alla nostra linea di giacche: lo presenteremo, se tutto andrà come previsto, a novembre.

Cosa distingue Goeldlin dagli altri concorrenti di questo mercato?
Da subito abbiamo capito che era fondamentale puntare su un design contemporaneo, giovane, che si distaccasse dalla classicità per proporre soluzioni ispirate dalla moda: i nostri clienti in questo settore vogliono contemporaneamente apparire ed essere sempre comodi e freschi. E anche il prezzo deve essere competitivo. Inoltre per noi ogni cliente è speciale e non ci basiamo esclusivamente sui modelli del nostro catalogo, ma siamo pronti a personalizzare le nostre giacche sulla base delle esigenze e delle richieste degli chef che lavorano con noi. Così riusciamo a proporre prodotti unici, che non esistono sul mercato: gli chef amano questo nostro approccio creativo.

E quale sarà la sfida per il prossimo futuro di Goeldlin?
Voglio riuscire a portare la nostra qualità all'estero, per imporre il made in Italy anche in questo settore.


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