Grandi champagne e grande mixologia: il pairing del futuro

Francesca Terragni (Moët Hennessy): sempre più forte l'asse coi grandi chef. E la partnership con Identità Golose Milano...

15-05-2019 | 11:00

Grandi bollicine, ma anche ottimi cocktail a base di distillati di qualità, nell'abbinamento con l'alta cucina, in un pairing per molti versi ancora per noi inconsueto ma che può risultare estremamente affascinante: è una tendenza sempre più diffusa in tutto il mondo e che poco a poco, con quella maggior ritrosia tipica dei Paesi di forte tradizione enologica, sta penetrando anche in Italia. Non si tratta, va detto subito, di "adeguarsi" a concetti internazionali da adottare come adesione semplice a un trend; bensì di esplorare una nuova frontiera, che può fornire spunti assai interessanti agli stessi nostri chef. Un'arma in più, non una caratteristica identitaria in meno.

Francesca Terragni

Francesca Terragni

Francesca Terragni, direttore Marketing e Comunicazione di Moët Hennessy Italia, gode di una posizione privilegiata per intercettare, analizzare, persino questo andamento del mercato. In fondo, Moët Hennessy è partner di Identità Golose Milano proprio per tale ragione... E proprio da questo iniziamo la nostra chiacchierata.

 

La sala di Identità Golose Milano

La sala di Identità Golose Milano

MOËT HENNESSY A IDENTITÀ GOLOSE MILANO - «Siamo con voi - spiega la Terragni - perché intercettate perfettamente una "vocazione" che è cara anche a noi, e da tempo. Mi spiego meglio: assistiamo a una crescita sempre più entusiasmante dell'interesse per i viaggi gastronomici, occasioni per scoprire uno chef, la sua cucina, ma anche un territorio coi prodotti locali. Voi "semplificate" tutto ciò, portando direttamente gli chef con le loro prelibatezze a Milano; in questo senso, da un lato fornite una sorta di servizio alla città, dall'altra consentite di approcciarsi a tanti stili diversi di alta cucina, nel medesimo luogo e potendo comodamente scegliere compulsando il vostro calendario, e magari stimolando l'utente, poi, a far visita allo chef vostro ospite anche nel suo ristorante d'origine. È la quadratura del cerchio: a noi quest'idea è molto piaciuta, perché avvicina nuovi utenti al segmento e li spinge a fare esperienze gastronomiche di alto livello».

 

Un piatto di Ciccio Sultano a Identità Golose Milano, abbinato con uno champagne Moët & Chandon

Un piatto di Ciccio Sultano a Identità Golose Milano, abbinato con uno champagne Moët & Chandon

ABBINAMENTO CHAMPAGNE-ALTA CUCINA - «Quanto dicevo sopra risulta ancora più significativo se si considera quanto ci stiamo spendendo per diffondere sempre più un concetto: lo champagne (ricordiamo che Moët Hennessy significa brand quali Dom Pérignon, Krug, Ruinart, Veuve Clicquot e Moët & Chandon, ndr) non è più solo "la bottiglia delle feste", va insomma oltre l'identità - tradizionale, in Italia - di bollicina prestigiosa da gustare in occasione di una ricorrenza importanze, che sia il Capodanno, un matrimonio o così via. Ma possiede una vocazione naturale all'abbinamento con l'alta cucina; è un suo complemento. Così, quale miglior occasione di dimostrarlo, che in associazione coi vostri menu, e tenendo conto della vocazione internazionale che da sempre ha Identità Golose? Lo champagne innaffia tutte le occasioni belle della vita, e ci sta; ma è anche una componente che si sposa splendidamente e con versatilità alla gastronomia, soprattutto in alcune sue tipologie, penso ai millesimati. È un concetto che vogliamo rafforzare sempre più, perché possiede un grande potenziale di crescita».

 

ABBINAMENTO MIXOLOGY-ALTA CUCINA (CON ENRICO BARTOLINI) - Moët Hennessy significa grandi champagne ma anche distillati e liquori di qualità (vodka Belvedere, cognac Hennessy, whisky Glenmorangie e Ardbeg, ndr), sempre più funzionali alla mixologia. «È un fronte nuovo... L'abbinamento tra cocktail e alta cucina in Italia fa i primi passi, ma esistono già alcuni chef-pionieri che lo propongono, legandosi a una tendenza internazionale. Si apre dunque un orizzonte inesplorato, anche per noi che abbiamo prodotti di gamma alta nel nostro carnet. Stiamo a questo proposito per partire con un progetto firmato vodka Belvedere che prevede l'all day dining: abbinamenti di alcuni cocktail appositamente creati, a base Belvedere appunto, con i piatti di Enrico Bartolini. Non a caso abbiamo scelto lo chef più stellato d'Italia! Apriamo una prospettiva diversa, anche per lui, per sua stessa ammissione».

 

I vigneti dai quali nascono gli champagne Moët Hennessy

I vigneti dai quali nascono gli champagne Moët Hennessy

LUSSO O ESPERIENZA? - Alta cucina, hôtellerie di prestigio (del gruppo fan parte anche i marchi Belmond, Cheval Blanc e Bulgari hotels, ndr), champagne, mixology... «Mi chiedo io stessa se la parola "lusso" sia quella oggi più idonea a qualificare questo segmento in forte crescita. Io parlerei piuttosto di "esperienza": se uniamo il buon bere, l'alta cucina, l'ospitalità di qualità, il viaggio alla scoperta di un territorio e dei suoi prodotti, ecco tutto rientra all'interno di un concetto generale di esperienza. È quella che noi stessi di Moët Hennessy creiamo attorno ai nostri prodotti, cosa che li fa distinguere dagli altri sul mercato. Ecco: prima con il congresso, ora anche con l'hub internazionale della gastronomia, voi stessi distillate questi concetti semplificandone anche la fruizione. È un altro piano che ci accomuna».

 

Antonia Klugmann a Identità di Champagne - Atelier des Grandes Dames, la sezione di Identità Milano 2019 in collaborazione con Veuve Clicquot

Antonia Klugmann a Identità di Champagne - Atelier des Grandes Dames, la sezione di Identità Milano 2019 in collaborazione con Veuve Clicquot

MOËT HENNESSY AL FEMMINILE - «Lancio un appello attraverso Identità Golose. È infatti incredibile: il marketing sta diventando un mestiere per donne, e come tutte le concentrazioni non va bene. Dunque invito tutti i giovani laureati di sesso maschile: fatevi vivi con noi, perché abbiamo bisogno del vostro aiuto! Scherzi a parte (ma non scherzo più di tanto...) sono pochissimi, oggi, i ragazzi che si propongono di intraprendere una carriera nel mondo del marketing, puntano più alla finanza o al commerciale. Così, oggi Moët Hennessy si ritrova con responsabili marketing dei vari brand quasi tutte di sesso femminile. E vi assicuro, non è una mia scelta, non ho voluto a creare un team stile girl power. La cosa, la ammetto, pare curiosa perché ci confrontiamo invece con un mondo dell'alta cucina che è dominato invece da una prevalente componente maschile, per molte ragioni: si tratta di un lavoro faticoso, di sacrificio, che impone molte ore in piedi, in ambienti caldi e umidi, con poco (o nessun) tempo a disposizione per la vita famigliare. Anche per queste ragioni, siamo partiti anni fa con un progetto di supporto alle donne chef: è diventata col tempo una vera e propria vocazione per Veuve Clicquot - in questo, onorando il nome di madame Clicquot. Così oggi, a una segmentazione di mercato differenziata in base ai vari brand fa riscontro anche una differenziazione nella comunicazione, nel rispetto di un concetto comune e che mi è particolarmente caro, quello del living for a cause: Dom Pérignon interagisce soprattutto con i grandi stellati, Krug coi talenti fuori dagli schemi, Veuve Clicquot con le chef donne, e così via. In generale, cerchiamo sempre di creare un legame forte con gli chef, declinati via via in base al marchio di riferimento. Si è creato un rapporto di reciprocità, che poi era il nostro obiettivo». Moët Hennessy, gli chef, Identità Golose Milano: la quadratura del cerchio.


Rubriche

Identità Golose Milano

Racconti, storie e immagini dal primo Hub Internazionale della Gastronomia, in via Romagnosi 3 a Milano