Che Sherbeth a Palermo

Conoscere Antonio Cappadonia, direttore del Festival internazionale del gelato artigianale

26-09-2015

Antonio Cappadonia è il direttore dello Sherbeth: per la sua settima edizione, il Festival Internazionale del Gelato Artigianale si è svolto a Palermo: durante i quattro giorni dell'evento, dal 17 al 20 settembre, il centro della città siciliana si è trasformato in Villaggio del Gelato, rigorosamente artigianale, tra degustazioni, dibattiti, concerti, spazi dedicati ai bambini e corsi per aspiranti gelatieri

Eccoci di ritorno dallo Sherbeth, il Festival Internazionale del Gelato Artigianale. Per la prima volta si è svolto a Palermo, città dai mille volti e culture, ricca di chiese e tradizioni. All'ingresso nelle vie del centro dove si svolge la manifestazione, dappertutto pullula di coni e coppette, musica e spettacoli. Tutto, intorno a noi, scorre allegro e goloso, tanto da catapultare chiunque nella wonderland del gelato come nel film "La fabbrica di cioccolato".

Circondati da un esercito di gelatieri in perfetta divisa bianca, incontriamo con grande gioia Antonio Cappadonia, direttore artistico della manifestazione, nonché Il gelatiere per eccellenza con bottega a Cerda in provincia di Palermo, info@gelateriacappadonia.com. Colui che negli ultimi 15 anni è stato il precursore dell’utilizzo della materia prima di qualità nel mondo del gelato. Siamo abituati a sentirne parlare nell’alta ristorazione, ma pochi ne parlano riguardo al gelato. Cappadonia in questo è maestro, e ha fatto dell’etica il motore trainante della sua filosofia lavorativa e di vita. Sostiene da sempre la necessità della ricerca di prodotti sani e del territorio.

Fin dai suoi inizi ha sempre utilizzato la frutta dei contadini della sua regione o dei suoi campi. Quando non poteva approvvigionarsi nella sua amata Sicilia, andava in cerca di prodotti delle cooperative di contadini. E’ così che ha, piano piano, selezionato il meglio dello zucchero e del latte; sempre seguendo il principio della qualità e del rispetto verso la natura, l’uomo e la sua salute.

Grande successo di pubblico nel centro di Palermo per lo Shertbeth Festival

Grande successo di pubblico nel centro di Palermo per lo Shertbeth Festival

In una società che definisce, dal punto di vista alimentare, riduzionistica, perché si bada poco a cosa si sta acquistando e consumando, Cappadonia sostiene che oggi è necessario, da parte di chi manipola cibo, avere una visione olistica, ovvero che il tutto è più della somma delle parti di cui è composto. Per il futuro è necessario quindi che l’artigiano, avendo la fortuna e la forza di poter stare a stretto contatto con il consumatore, abbia la consapevolezza che manipolare cibo è una missione. Ciò significa che sussiste un vero e proprio obbligo morale di portare a tavola la verità e la salute. Significa comunicare ed educare al buon gelato, al buon cibo, dove nella parola “buono” è insito il concetto di “sano”.

E’ proprio questo concetto di sano, di materia prima, di ricerca della purezza e della semplicità, che spinge Antonio Cappadonia a reintrodurre il metodo del “neviere”, dopo averlo vissuto e sperimentato a 200 mt di quota. Questo metodo affascinante consiste nell’immergere in ghiaccio e sale un cestello, con la miscela di acqua zucchero e succo di limone, per lavorarla fino ad ottenere un sorbetto cremoso. Sbaglia chi ritiene che, reintroducendo questo metodo, Cappadonia mostri avversione e contrarietà alla tecnologia ed al progresso: tutt’altro. Purché sia etico ed al servizio dell’uomo perché il prodotto «deve sempre avere dignità e verità».


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