MAG La Pusterla, la nuova creazione di Flavio Angiolillo e soci

A Milano, a due passi da Porta Genova, la rinascita di uno storico bar: restyling a tempo di record, una bottigliera di cui innamorarsi e una ricchissima carta cocktail

19-10-2020
L'ingresso su via De Amicis al numero 22. Il l

L'ingresso su via De Amicis al numero 22. Il locale è aperto utti i giorni dalle 7.30 alle 2

A pochi passi da corso Genova, 300 mq di ricordi e di storia per chi come tanti ha studiato all’Università Cattolica. Un caffè prima delle lezioni, un aperitivo rubato a un uggioso mercoledì sera, un piccolo giardino e l’allure del caffè parigino… Ecco un tempo La Pusterla, seduta sulle vecchie glorie, oggi un nuovo Via De Amicis 22 grazie a Flavio Angiolillo e ai suoi soci, Marco Russo, Carlo Dall’Asta, Benjamin Cavagna, Loris MelisFrancesco Bonazzi e Lorenzo Raimondi, che ne hanno fatto un fratellino minore del MAG cafè in Ripa di Porta Ticinese.

Mobili originali degli anni ’40, tavoli per coppie e compagnie, divani comodi e quei volti che hanno fatto la storia della miscelazione milanese dal 2011 a oggi. In un qualsiasi pomeriggio milanese, sedetevi e osservate la vita che vi scorre dentro. Scoprire che c’è una cucina e una lista vini e champagne inedita, chiacchierare amabilmente di cucina e di vita con uno dei soci e, magari, ascoltare anche il patron Flavio Angiolillo raccontare del suo “Big Plan” che sta inseguendo da diversi anni e senza risparmiarsi in creatività e determinazione. 

Imparare a diventare barman per una vita quando i progetti iniziali erano altri, buttare un occhio al tavolino accanto per vegliare che non manchi nulla e, nel contempo, non abbandonare l’appassionato racconto di un lavoro che è un modo per esprimersi ed essere ancor più sé stessi. Gestire gli ordini, affidarsi sinceramente a soci e collaboratori, perdere le notti nel trovare le giuste note speziate di un cocktail o nel definire l’etichetta del nuovo nato Bitter Fusetti

Crescere nuove leve di barman, trovare lo spazio per una festa di compleanno nonostante le limitazioni del CoVid e ricordarsi, sempre, che la cura del cliente e un sorriso – sebbene dietro una mascherina – fanno la differenza. 

Flavio Angiolillo

Flavio Angiolillo

Non si può non avvertire, in questo luogo più che in altri e forse perché nato dopo/durante una pandemia, il desiderio di ridare vigore e speranza ai bar. Sì perché il MAG La Pusterla, così come gli altri locali di “famiglia” (1930, Iter, Backdoor43), sono la Milano che si rialza e che investe anche quando è la paura a chiudere le menti e i cuori degli imprenditori. 

Forse non è un caso, che questa apertura cada nell’anno del decennale del primo locale dei Navigli. Era il 13 ottobre 2011 quando nacque un locale che, oggi, sembrano una manciata di metri quadri a confronto del suo fratello minore, ma che è stato in grado negli anni di superare l’asticella dei 200 drink a serata. 

In un decennale ancora più significativo, perché il lockdown ha messo in serio pericolo posti di lavoro, Angiolillo e i soci rilanciano e scendono in campo tutti insieme garantendo continuità. Con un restyling a tempo di record, una bottigliera di cui innamorarsi e una carta cocktail dove trovano dimore gli spirits Farmily e 13 “Best Of” che hanno conquistato gli appassionati e insegnato ai neofiti a bere bene e uscire dagli schemi della solita e tramontata “Milano da bere”. E per chi volesse avventurarsi alla scoperta di questa nuova carta, prima che venga sostituita da altrettanti “Best of”, vi diamo qualche suggerimento. 

Visto l’avvicinarsi dell’inverno, il Farmer’s Punch di Vito Pietroburgo promette di riscaldarvi come nel 2016 con un’ottima combinazione di Farmily mediterraneo, Bitter Fusetti, limoncello Villa Massa, sciroppo di lampone, tè ai frutti rossi, limone. Nel 2017, invece, Carlo Dall’Asta ha giocato sull’amaricante, vincendo a mani basse con Aperitivo in Fusetti ovvero Bitter Fusetti, Bayou Spiced Rum, Rabarbaro Fundeghera, salvia, salamoia e pepe.

Di Marco Russo è la primavera/estate 2016 con un profumato Farmily Daiquiri a base di Farmily Mediterraneo, Clarin Casimir, sciroppo della casa e lime. Una primavera/estate 2019 offre un ottimo palcoscenico all’eleganza misteriosa di Benjamin Cavagna direttamente dal 1930 con un Parigi non è la Francia visto che oltre a un meraviglioso Champagne, il barman accosta Pienau de Charante, JNPR N°1, sciroppo di rosmarino e lime. 

Ma permetteteci di fare un omaggio a Flavio Angiolillo e a quello che rimane un grande classico da sempre del MAG, il Negroni del Marinaio con le note affumicate del Mezcal Bruxo n°1, impreziosito dall’Old Sailor Coffee, Vermouth del Professore ambrato e Bitter Fusetti. Tanti auguri MAG, aspettiamo la prossima apertura sempre sotto la stella fortunata del numero 13.


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