Atrium Bar, agile classicità

A Firenze, nel salotto dei cocktail dell'hotel Four Seasons, un luogo divertente e di grande ricerca. Tra passato e futuro

18-11-2019
Il bancone dell'Atrium Bar del Four Seasons,

Il bancone dell'Atrium Bar del Four Seasons, Borgo Pinti 99 a Firenze (foto fourseasons.com

Quanto si è curiosi di entrare nei grandi alberghi di lusso per il semplice istinto di “vedere”? E quante volte ci si sente in soggezione davanti a ingressi imponenti e concierge vestiti di tutto punto? Spesso e volentieri. Spingetevi oltre questa timidezza superflua e varcate la soglia del Four Seasons di Firenze, situato all’interno dello splendido palazzo cinquecentesco Della Gherardesca, uno dei primi casini di delizie sorti in città. Dobbiamo a uno dei gruppi alberghieri tra i più impeccabili al mondo il restauro conservativo degli affreschi e degli arredi di questo hotel, che oltre al corpo principale comprende un giardino di più di 4 ettari, una piscina estiva con pool bar e una spa d’eccezione.

Dopo il patio di ingresso, abbellito da imponenti composizioni floreali, si passa una reception estremamente discreta che guarda una conciergérie altrettanto timida. Sullo sfondo noterete subito un certo via vai, un accompagnamento musicale leggero, piatti appetitosi che escono fumanti dalla cucina, il rumore lontano di uno shaker. Siete giunti in quello che - senza eguali - possiamo definire il cuore pulsante dell’hotel: l’Atrium Bar, ci racconta Tommaso Ondeggia, bar manager e ormai parte della famiglia Four Seasons da più di 10 anni. Tommaso conosce ogni meandro di questo albergo, ogni settore, dopo aver passato quasi due anni di gavetta in più reparti, nonché tutti i segreti per conquistare clienti italiani e internazionali senza nemmeno doverli convincere a tornare. Perché ritorneranno, è già scritto.

Negroni Vintage: Gin Beefeater, elisir di china, Antica Frmula Carpano

Negroni Vintage: Gin Beefeater, elisir di china, Antica Frmula Carpano

Moulin rouge: liquore di sambuico, prosecco e frutti di bosco

Moulin rouge: liquore di sambuico, prosecco e frutti di bosco

In ambienti dove spesso il lusso tende a prevalere su altro, qui ritroviamo un perfetto equilibrio tra un approccio classico e distinto combinato a un servizio estremamente agile, giovane e pronto. Che la qualità dell’offerta debba essere massima è una regola, ma ciò su cui davvero si investe è il tentativo di scardinare l’impostazione distaccata tipica dei cinque stelle mettendo subito a proprio agio il cliente, guidarlo nella scelta, coccolarlo con tutti i benefit possibili e fargli vivere un’esperienza pensata esclusivamente per lui. Non si esce dall’Atrium senza un ricordo speciale per via di un drink, uno snack eccellente o un cadeau ricevuto.

Più volte si è visto passare dietro il bancone del bar qualche bambino intento a creare il proprio analcolico o in cucina a prepararsi una omelette guidato dallo chef. Non da tutti. L’Atrium Bar è una certezza a ogni ora del giorno ma è indubbiamente quando scende la sera che Edoardo Sandri – head bartender – insieme a Simone, Karen e al resto dello staff, aprono le danze a una miscelazione sempre attuale, divertente e di grande ricerca. Mentre il nuovo menu è in uscita a fine anno, per il 2019 la cocktail list è stata dedicata al tema della "sfida", articolata su quattro soggetti: cinema, sport, musica e storia. Ogni dettaglio del drink, dagli ingredienti alle garnish, alla tecnica, fino alla presentazione finale con un bicchiere realizzato ad hoc sono coerenti con il tema scelto.

Tommaso Ondeggia, bar manager

Tommaso Ondeggia, bar manager

Il ristorante Palagio del Four Seasons, una stella Michelin con lo chef Vito Mollica

Il ristorante Palagio del Four Seasons, una stella Michelin con lo chef Vito Mollica

Il cocktail ha un aspetto seducente, un gusto deciso e soprattutto una storia sempre diversa che fa viaggiare oltre al palato anche la mente. Il processo creativo è, come spesso succede per i team più affiatati, condiviso, e cerca di guardare a una tipologia di clientela che ricerca piacevolezza di bevuta, facilità di comprensione, eleganza e varietà della proposta. Tuttavia, la certezza di potersi far servire un buon classico perfettamente eseguito non è da sottovalutare e anzi qui ci si può divertire con qualche bottiglia d’eccezione o proposte senza tempo, come un Vintage Negroni invecchiato in botte con metodo Solera.

Programmate un weekend in questa intramontabile città d’arte, date sfogo al vostro istinto curioso e regalatevi un’esperienza di grande fascino e atmosfera all’Atrium Bar del Four Seasons. Ne resterete meravigliati e per la prima volta forse vi sentirete come a casa, con un pianoforte di sottofondo, seduti su divani di velluto con un drink e un buon risotto all’onda, circondati da statue in marmo e affreschi rinascimentali.


Rubriche

Shake & shock

ll mondo dei cocktail e dei bartender raccontati da Identità Golose.