Acquada, Berberè, Dessert Bar, Tokuyoshi, Vivarium: Milano creativa

I cinque nuovi ingressi nella Guida di Identità Golose confermano la vocazione alla sperimentazione della città

15-02-2020
Berberè Milano Colonne, la quindicesima pizzeria

Berberè Milano Colonne, la quindicesima pizzeria dei fratelli Matteo e Salvatore Aloe, nuovo ingresso nella Guida ai Ristoranti di Identità Golose

Acquada
(via Villoresi 16, Milano, +390235945636)
Quattro anni dopo aver aperto il suo ristorante Acquada a Porlezza (Como), nel dicembre 2019 Sara Preceruti ha deciso di spostarsi lei e spostare l'insegna: destinazione Milano, due passi dal Naviglio Grande. I locali sono gli stessi che erano occupati da Tano passami l'olio. Vi abbiamo ritrovato un piatto che ci è rimasto nella memoria, dal momento in cui assaggiammo per la prima volta la sua cucina, era il 2014 e lavorava - vi aveva conquistato la stella Michelin a soli 28 anni - alla Locanda del Notaio di Pellio Intelvi, in provincia di Como: Il gianduia veste rosso, diventato poi signature dish della chef, con merito, perché è dessert originale e stimolante, dominato dalle note aromatiche del peperone e del gianduia. Leggi l'intera recensione di Carlo Passera

Sara Preceruti, Acquada

Sara Preceruti, Acquada


Berberè Milano Colonne
(corso di Porta Ticinese 1, Milano)
E il 12 febbraio 2020 venne il giorno della quarta pizzeria milanese dei fratelli Matteo e Salvatore Aloe, dopo Isola, Navigli e Centrale. Che poi sarebbe la dodicesima in Italia (le altre sono a Bologna, Castelmaggiore, Verona, Firenze, Verona, Torino); la quindicesima se contiamo anche le 3 Radio Alice a Londra (e si preparano nuove sfide oltreconfine). Come fanno i due imprenditori calabresi a gestire le criticità di tutti i locali? «Ormai siamo come le famiglie che arrivano al quarto figlio: siamo talmente abituati che non li sentiamo nemmeno piangere», scherza Salvatore, dei due quello preposto alle questioni amministrativo-strategiche. Leggi l'intera recensione di Gabriele Zanatta.

Dessert Bar
(via Croceffisso 2, Milano, +390223054678)
Il panorama internazionale conosce già format simili, e ora anche Milano ha il suo Dessert-Bar. Il pensiero di fondo è uno per tutti: “Nel fine-dining il dolce arriva alla fine del menù e, spesso, si è troppo sazi per apprezzarne al meglio i sapori. Ma il dessert deve ricevere la stessa attenzione di un piatto ben fatto”. Federico Rottigni ha tutte le carte in regola per conquistarsi uno spazio tra le firme più note. Dal mercoledì a domenica il locale apre il sipario sul “dessert-dining show”, raccontato dal pastry chef che assembla i dolci in diretta al banco con il supporto del fratello Flavio e del barman Karim Aly, che miscela i cocktail. Una volta accomodati, arriva un menu fisso, scandito in due turni: alle 20 e alle 22.15. Leggi l'intera recensione di Aurelia Blanc
The Last Petal, Dessert Bar

The Last Petal, Dessert Bar


Tokuyoshi
(via S. Calocero 3, Milano, +393408357453)
«Avrei voluto un ristorante così anche quando ho aperto nel 2015. Ma erano finiti i soldi...». Il nuovo Tokuyoshi (inteso come ristorante) di Tokuyoshi (inteso come chef) ha esordito il 10 febbraio 2020, tutto rinnovato. Il locale si è allargato, inglobando le due vetrine dello spazio a fianco. Così si entra, ci si trova di fronte il bancone con sei coperti per desinare vista chef. Sulla destra la sala del ristorante, comodissime sedie di design anni '50, divanetti alle pareti e un tavolo sociale di palissandro da otto. Al lato opposto la saletta-salotto all'esordio, per godersi il dopocena in tranquillità. Qui domina il colore blu, «rappresenta il mare», ma ci sono quadri colorati, «ossia i pesci tropicali»... Leggi l'intera recensione di Carlo Passera.
Tokuyoshi 2, il ritorno

Tokuyoshi 2, il ritorno

Banana rossa, Vivarium

Banana rossa, Vivarium


Vivarium al Talea
(via Argelati 35, Milano, +390236577554)
Nato nel 2018 all’interno del cocktail bar sperimentale Talea, Vivarium è un progetto concepito da Filippo Sisti – a lungo al fianco di Carlo Cracco alla Segheria - per unire in una sola proposta il mondo della cucina e quello del cocktail. Qui, la figura del barman e quella di chef si fondono in maniera perfettamente complementare, generando un’esperienza gusto-olfattiva ancora inedita in Europa. La sala ospita fino a 6 posti e il percorso prevede 5 momenti: ognuno di questi inizia con una mise-en-place in cui il cucchiaio non manca mai. Interessante. Leggi l'intera recensione di Chiara Buzzi.


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