I ristoranti dell'estate: il Tirreno laziale

Cinque insegne per mangiare bene, dal litorale romano fino all'isola di Ponza, selezionate dalla Guida di Identità Golose

13-08-2019
Vanessa Melis e Gianfranco Pascucci, anima e cuo

Vanessa Melis e Gianfranco Pascucci, anima e cuore di Pascucci al Porticciolo, a Fiumicino (Roma)

In queste settimane troverete su Identità Golose tutti i migliori ristoranti d'Italia nei luoghi di villeggiatura. Oggi esploriamo il Tirreno laziale

Il Tino (+39.06.5622778, via Monte Cadria, 127, Fiumicino, Roma, www.ristoranteiltino.com)
Di Lele Usai ci piace - sin da quando lo conoscemmo anni fa nel precedente locale nel cuore di Ostia, in un contesto assai poco gourmet - il senso della misura. Intendiamo con questo la capacità di crescere a piccoli passi, senza mai esagerare ma mantenendo la barra a dritta della propria idea di cucina. Che è, fondamentalmente: materia prima di alto livello e una creatività che non si perde mai nella gestualità autoreferenziale. Naturalmente Lele è un cuoco di mare. Ha sempre lavorato a due passi dal mare, dapprima tra i palazzoni del quartiere balneare di Roma, oggi a Fiumicino, qualche chilometro più in là, dentro a uno yacht club e canitere nautico che assomiglia a un'imbarcazione che bordeggia nell'ultimissimo tratto del Tevere. Leggi l'intera recensione di Andrea Cuomo

Osteria dell'Orologio (+39.06.6505251, via della Torre Clementina, 114, Fiumicino, Roma, osteriadellorologio.net)
Una sala rinnovata, più raffinata e accogliente, con i tavoli distanziati e l'illuminazione indovinata, fa adesso da adeguata cornice (in attesa del restyling dello spazio esterno) alla cucina di Marco Claroni, giovane chef tra i protagonisti della rinascita gastronomica del litorale romano. Molto attento alla qualità della materia prima ittica - in arrivo quotidianamente dai pescherecci locali, scegliendo il meglio anche tra il pesce povero trasformato con rispetto e inventiva - Claroni ha saputo conquistare la clientela locale e quella della capitale con una cucina ben riconoscibile, confortevole ma che si è andata progressivamente affinando, affiancando alla tradizione marinara belle suggestioni lontane e intuizioni originali. Leggi l'intera recensione di Luciana Squadrilli

Marco Claroni, chef dell'Osteria dell'Orologio

Marco Claroni, chef dell'Osteria dell'Orologio

Pascucci al Porticciolo (+39.06.65029204, via Fiumara 2, Fiumicino, Roma, pascuccialporticciolo.com
C'è poesia, al porticciolo di Fiumicino. E anche bellezza, in un posto che tanto bello non è, gli aerei che passano sopra alla testa, la gente che ha imparato a convivere con lo straniamento e una certa mancanza d'identità: porto e aeroporto, un po' periferia degradata, un po' luogo di passaggio, un po' casa dolce casa. Eppure, dicevamo: poesia e bellezza (ed evocazione). Basta varcare la soglia del Pascucci al Porticciolo. È il regno di Gianfranco Pascucci e della sua Vanessa Melis; troverete un'immensa determinazione nei loro sorrisi. E nei piatti certo, dato che questo è pur sempre un ristorante, ma non solo un ristorante. È un avamposto, una frontiera avanzata, l’avanguardia di un certo impegno per l'ambiente che abbiamo descritto, tempo fa, per Treccani (leggi qui). Tale capacità di regalare carica e vibrazioni è continuata nel tempo, perché da Pascucci al Porticciolo i piatti non sono mai stati così buoni, belli, intriganti. Leggi l'intera recensione di Carlo Passera

Rosario all'Albos Club (+39 06 66560539, lungomare di Levante, 52, Fregene, Roma, albosclub.it)
Uno stabilimento balneare elegantemente razionalista e bianco come il vestito di una sposa felice. Una cucina di mare per cui uno è poco ma due sono troppi. Uno chef appassionato e accogliente, che vuole tenersi mille miglia marine lontano dallo sbraco nel dna della ristorazione balneare romana, che se hai i piedi nella sabbia puoi scrivere ti amo quanto ti pare ma sempre così così mangerai. Sono gli ingredienti che spiegano il successo di questo posto che si è creato una certa meritata fama in quel di Fregene, buen retiro di quella parte benestante e abitudinaria della capitale che è Roma Nord. Un paio di anni fa perfino Oscar Farinetti se ne interessò, decidendo di aprire al piano terra dello stabilimento un piccolo temporary store per la ristorazione veloce. Leggi l'intera recensione di Andrea Cuomo

Lele Usai con la squadra de Il Tino

Lele Usai con la squadra de Il Tino

Acqua Pazza (+39 0771 80643, piazza Carlo Pisacane, Ponza, Latina, acquapazza.com)
Il futuro è una cosa strana: un giorno sembra lontanissimo e quello dopo è qui, è ora. Questo accade all’Acqua Pazza di Ponza, dove ogni estate è sempre la più bella mai vissuta e il piatto di spaghetti ai ricci di mare, preparato dalla chef Patrizia Ronca e servito da quel gentiluomo e uomo di sala che è Gino Pesce, è il più buono mai mangiato. Così accade che il ristorante sia sempre più accogliente, con le tovaglie stirate poco prima alla luce rossastra del tramonto, con i fiori freschi sui tavoli, con il bianco degli arredi che contrasta con il blu del cielo e l’azzurro del mare. Così accade che le bollicine di benvenuto siano sempre freschissime e di grande spessore e perlage, sapientemente scelte dal sommelier (sempre Gino, infaticabile nella ricerca enologica per la sua cantina) e che i Rigatoni con calamaretti a spillo come pure i crudi di pesce come il Carpaccio di gamberi rossi e mango o la Ricciola con zucchine alla scapece, provengano tutti dalle acque circostanti l’isola, acquistati da pescatori locali e siano ottimi. Leggi l'intera recensione di Belinda Bortolan


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