I ristoranti dell'estate: il meglio della Calabria

Otto insegne dalla costa all'entroterra, tratte dalla nostra Guida. Per gustare i sapori intesi di una splendida regione

28-07-2019
Spaghettone al nero di sesamo, colatura di alici e

Spaghettone al nero di sesamo, colatura di alici e uvetta: un piatto di Luca Abbruzzino, tra i principali protagonisti della new wave della cucina calabrese

LA TAVERNETTA - campo San Lorenzo 14, Camigliatello Silano (Cosenza), +39 0984 57902, sanlorenzosialberga.it 
Nel cuore della Sila c’è una rinomata famiglia di ristoratori calabresi che, eroicamente, opera da sempre per valorizzare le ricchezze di questi luoghi: carni, formaggi, uova, patate e soprattutto funghi. I porcini, in primis, per i quali Pietro Lecce ha reso la sua Tavernetta un must, anche oltre le frontiere locali. A seconda delle diverse stagioni si trovano poi i profumatissimi tartufi del Pollino, ma sono tante le leccornie che incontrerete una volta entrati, dal godurioso aperitivo a base di bollicine locali, prosciutto di montagna e focaccia, alla podolica transumante calabrese da mangiare cruda, a tartare, o a tagliata, dopo una cottura al sangue... Leggi l'intera recensione di Passione Gourmet

 

ANTONIO ABBRUZZINO - via Fiume Savuto, Catanzaro, +39 0961 799008, antonioabbruzzino.it
Una famiglia che ha saputo crescere insieme nella ancestrale certezza che il successo di una cucina si misura dalla fedeltà e dall'amore che si porta alla propria terra. Se queste regole le impari e le condividi sin da bambino con papà Antonio e mamma Rosa, intuisci subito che nel sorriso e nello sguardo limpido di Luca, c'è la voglia di proseguire un viaggio che è arte e passione, basato sul rispetto delle stagioni e sulla valorizzazione dei prodotti della sua Calabria. Il giovane chef scalpita solo quando pensa a come la politica e le istituzioni non facciano nulla per promuovere e far crescere quel territorio tanto speciale. Intuito, talento e cuore: Luca Abbruzzino sta all'interno di questa triangolazione. La sua cucina è naturale congiunzione di terra e di mare, nell'elaborazione di piatti dai colori forti e dai sapori tenui. E così, a distanza di mesi, ci restano impressi nella memoria sensoriale... Leggi l'intera recensione di Paola Pellai

 

GAMBERO ROSSO - via Montezemolo 63, Marina di Gioiosa Ionica (Reggio Calabria), +39 0964 415806, gamberorosso.net
Insomma c'è questo stradone, che allinea la Marina di Gioiosa Ionica come una riga tirata sulla carta millimetrata, parallelo alla ferrovia ed al mare, che poi è la cifra urbanistica di tutta la Calabria ionica in realtà, e il mare di qui si chiama costa dei Gelsomini, che ci crescono e vi attanagliano le froge quando è stagione e tocca a loro, e non potete fare a meno di chiedervi come fanno qui ad avere davanti un mare così bello, sotto il culo una terra da mal di cuore e tutto intorno tirar su muri a forma di palazzi "che prima o poi li finiranno" che sembra abbiano tutti studiato su Minecraft. Però, mentre ve lo chiedete e visto che siete sullo stradone, cercate l'insegna un po' schiva del Gambero Rosso e fermatevi alla tavola bella degli Sculli che da questo splendido mare e questa terra da mal di cuore tirano su ogni giorno una spesa straordinaria, e Riccardo ve la cucina con passione palpabile... Leggi l'intera recensione di Giulio Francesco Bagnale

 

DE GUSTIBUS - via delle Rimembranze 58, Palmi (Reggio Calabria), +39 0966 25069, degustibuspalmi.it 
I passaggi generazionali sono forse i momenti più critici nella vita delle imprese, grandi o piccole che siano le botteghe, e il mondo della ristorazione non fa eccezione a questa regola. Qui al De Gustibus gli Sciarrone se la stanno cavando alla grande. Armando, entrato in cucina da pochissimi anni al fianco del padre Maurizio, si sta rivelando ogni giorno di più cuoco di grande maturità a dispetto della sua pur giovane età. La cucina degli Sciarrone è una delle più efficaci e intense della Calabria e non solo; qui si fa una spesa di grande qualità e gli si applica una cucina lieve e delicata. La Tartara di Leccia affumicata salsa di datterino e polvere di lattuga di mare, i Gamberi rossi e scapece, gli Spaghetti al nero di seppia con zucchine fritte e ricotta salata, la Pasta patate e mare, la Cernia con patate e porcini per dirvi della sequenza di piatti di straordinaria intensità... Leggi l'intera recensione di Giulio Francesco Bagnale

 

Nino Rossi con Rossella Audino, gran donna di sala

Nino Rossi con Rossella Audino, gran donna di sala

QAFIZ - località Calabretto, Santa Cristina d'Aspromonte (Reggio Calabria), +39 0966 878800, qafiz.it 
Non è più una sorpresa questo minuscolo ristorante, dentro un antico frantoio nel cuore più impervio e selvaggio dell’Aspromonte calabrese: l’interno candito e curato, ma leggermente sottotono, come non voler mai distrarre dalla cucina di Nino Rossi, giovane chef dalle esperienze internazionali e da uno stile solido e sempre più convincente. La cucina di Qafiz sa raccontare questo spicchio incredibile di Calabria con uno stile unico, molto prodotto nel piatto e una mano in cucina moderna e solida, che sempre più spesso riscopre vecchie tradizioni e stili di cottura classici, un cuoco anno dopo anno più convincente e tra i migliori del Meridione. L’offerta spazia tra mari, boschi e monti, come il paesaggio consiglia: piatti come il Tataki di tonno alalunga con consommè di prosciutto e porcini, la Battuta di podolica con pil pil e gelatina, o i Bottoncini di cipolla e nduja... Leggi l'intera recensione di Giulio Francesco Bagnale

 

SAN DOMENICO - via Colapesce 8, Pizzo (Vibo Valentia), +39 327 5971692, Facebook
Bruno Tassone, giovane chef di Pizzo Calabro, firma una delle cucine di pesce più intriganti che si possono gustare nella regione. Riprende i capisaldi delle abitudini culinarie del posto e non disdegna contaminazioni anche esotiche. Ama spaziare, tentando prospettive diverse con cui raccontare il territorio. Il tratto distintivo dei suoi piatti sono la leggerezza e la freschezza che si armonizzano con la visuale vertiginosa sul Tirreno della Costa degli Dei che si gode dal suo ristorante e che ricorda al commensale l’essenzialità della cultura ittica calabrese. La selezione di crudo, il carpaccio di capesante con gelato al frutto della passione e il calamaretto con estrazione di asparagi, polvere di crostacei e cipolla rossa di Tropea in agrodolce ci dicono tanto sullo stile del giovane chef. Leggi l'intera recensione di Manuela Laiacona

 

Caterina Ceraudo

Caterina Ceraudo

DATTILO - contrada Dattilo, Strongoli (Crotone), +39 0962 865613, dattilo.it
Approdare a Dattilo è come essere catapultati in “Alice nel paese delle meraviglie”. Pochi metri e la vita cambia in un batter di ciglia. I cellulari si silenziano, la calma prende il sopravvento e il sorriso di Caterina non smetterà di accompagnarvi. Circondati da ulivi secolari e vigneti che costituiscono una delle realtà viti vinicole più straordinarie e importanti d’Italia, verrete accolti con grazia calore e dolcezza da tutta la famiglia Ceraudo, a partire da Susy, regina indiscussa della sala, raffinata sommellier e abile manager nell’azienda di famiglia. Le vigne di Dattilo, unite ai racconti di Roberto Ceraudo, vi affascineranno e vi rapiranno come le sirene di Ulisse. Un percorso che vi permetterà di comprendere quanto sia importante il territorio nella vita è nella cucina di Caterina, fatta di grandi materie prime a partire dei prodotti della loro azienda... Leggi l'intera recensione di Francesca Brambilla

 

AGORÀ - via Rossini 178, Rende (Cosenza), +39 0984 838613, agorarende.com
Cresce davvero bene l’Agorà di Rende, alle porte di Cosenza, indirizzo goloso in una zona avara d’insegna di qualità. Chef è il giovane Michele Rizzo, classe 1987, cresciuto tra il mare Jonio e le bellezze del Parco Nazionale del Pollino, una prima esperienza di successo in un ristorante di terra a Civita, l’Agorà appunto, poi traslocata in città per replicare, ma con un nuovo focus: il mare. Dimostra un profondo rispetto della materia prima d’eccellenza che la Secca di Amendolara – e all’occorrenza anche il resto dello Jonio – gli fornisce. Rizzo era uomo di sala, passato infine ai fornelli grazie anche all’amicizia con lo chef-mentore Francesco Mazzei. Leggi l'intera recensione di Carlo Passera


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