Essere coccolati all'hotel Tyrol, a Selva di Val Gardena

La cucina di Alessandro Martellini e l'accoglienza dei patron in un gioiellino dietro il quale si cela una lunga storia di famiglia

09-01-2019
L'hotel Tyrol innevato

L'hotel Tyrol innevato

Si va a mangiare da Alessandro Martellini, chef del Suinsom dell'hotel Tyrol a Selva di val Gardena, perché lui è bravo di suo, ce lo aveva già raccontato su queste stesse pagine la nostra Paola Pellai (leggi Alessandro Martellini, questo chef è una roccia) e quindi ripeterci sarebbe inutile, anche se un po' alla fine ci ripeteremo.

Una tavola dei Suinsom, il ristorante gastronomico del Tyrol

Una tavola dei Suinsom, il ristorante gastronomico del Tyrol

Ma si va a mangiare da Martellini del Suinsom anche per l'hotel Tyrol. Vogliamo dire: si sa come agli italiani la ristorazione dentro le mura di albergo non stia granché simpatica, la guardano per tradizione con una certa diffidenza, l'approcciano con sospetto. Atteggiamento che si è un po' superato negli ultimi anni, per fortuna; ma di certo anche oggi, per un'insegna gastronomica essere all'interno di un hotel non è mai un punto di forza. Ci sentiamo di dire che questa a Selva è una felice eccezione. Qui si va da Martellini al Suinsom perché si prevede di mangiare bene, ma anche perché la prospettiva è di essere accolti da Bibiana Dirler.

Al centro, Bibiana Dirler e il marito Maurizio Micheli, con loro figlio Emanuele e lo chef Alessandro Martellini

Al centro, Bibiana Dirler e il marito Maurizio Micheli, con loro figlio Emanuele e lo chef Alessandro Martellini

La signora Bibiana è la patron del Tyrol, col marito Maurizio Micheli. Non ce ne voglia quest'ultimo, che è persona gradevolissima, cordiale, con quell'ironia tutta toscana che ne certifica peraltro le origini: ma, proprio perché appunto "vien da fuori", come noi, l'anima del Tyrol è lei, la moglie, una specie di concentrato di attenzioni, una valanga rosa di premure che t'investe appena oltrepassi l'uscio della hall e non ti lascia più, però capace di esserci quando serve e di accomiatarsi quando è il caso, perché la privacy è importante quanto l'accoglienza.

E si vede che Bibiana ha quest'ultima nel sangue, iscritto nel dna, insieme a un'attitudine spontanea a considerare l'ospite come uno di casa, perché alle famiglie grandi è abituata. Il Tyrol ha compiuto 50 anni nel 2016. Ma nonno Joseph Kasslatter aveva iniziato la professione di "albergatore" già subito dopo la Prima Guerra Mondiale: era tornato dal fronte da invalido, a causa di una ferita rimediata in Galizia a una gamba, e così aveva dovuto vendere il proprio grande maso per aprire un ostello sull'Alpe di Siusi, a Bulla, «lassù» indica col dito Bibiana, raccontandoci questa storia.

Una foto storica di nonni Joseph e Marianna con i figli

Una foto storica di nonni Joseph e Marianna con i figli

Nonno Joseph era un gran lavoratore, i tempi erano duri e lui aveva tante bocche da sfamare: sua moglie Marianna è tuttora ricordata come la donna gardenese che ha avuto più figli, venti, anche se alcuni deceduti ancora in fasce, così spesso accadeva, purtroppo, all'epoca. L'ostello di Bulla ebbe fortuna: all'epoca di turisti non ce n'erano, ma in compenso l'alloggio era meta di tanti pellegrini che si recavano alla chiesa di San Leonardo, e anche di contadini in transito verso Castelrotto. Si dice anche che Joseph fosse ottimo cuoco: altro motivo per il quale il Platz di Bulla - questa la denominazione ufficiale - crebbe e diventò poco a poco, aggiunta dopo aggiunta, un vero e proprio albergo. Non c'era bisogno di cercare personale in giro: ogni membro della famiglia aveva i suoi compiti, il figlio più piccolo era addetto ad andare a prendere il pane fresco a Ortisei tutti i giorni, e poi a raccogliere le fragole nel bosco per le torte.

Raccontiamo queste faccende antiche e, in fondo, minori, per far comprendere come l'accoglienza sia un'arte; e come Bibiana Dirler quest'arte l'abbia appresa sin dalla culla, tramandata di generazione in generazione, immersa com'era in questa grande famiglia che aveva issato la bandiera dell'ospitalità: "Ancora oggi ci sono dei clienti che raccontano delle serate al Platz, delle rappresentazioni teatrali impegnative e divertenti, dei canti, di come si trascorrevano lunghe serate discutendo su tematiche d'attualità, a volte fino all'alba. da allora in poi l'idea di intrattenere gli ospiti alla sera diventò un'attività consolidata e amatissima, che in seguito si è poi portata avanti anche qui all'hotel Tyrol".

La grande famiglia del Tyrol

La grande famiglia del Tyrol

Sono parole che traiamo dal libro, uscito tre anni fa e scritto proprio da Bibiana per celebrare il mezzo secolo di vita dell'hotel gardesano. Venne costruito appunto nel 1966 da Frida, una delle figlie di Marianna e Joseph, dunque zia di Bibiana, e dal marito Karl, bolzanino: i due avevano già gestito un piccolo albergo a Malcesine, il San Marco, quando decisero di tornare in Sud Tirolo, acquistando un terreno a Selva (all'epoca era solo un piccolo paese di montagna circondato da masi e pascoli) ed edificando la nuova struttura. Buona parte della famiglia accorse per dare una mano in vista della nuova impresa: anche Resi, mamma di Bibiana, che lavorava al Klostersepp di Chiusa, altro albergo, questa volta del fratello Sepp. Ancora una volta: il dna non mente.

Una camera

Una camera

Da Frida e Karl a Bibiana e Maurizio. Oggi l'hotel Tyrol è un magnifico quattro stelle superiore, gestito con enorme cura, con arredi pregiati che profumano di storia e di pulito; con la piscina coperta e la bella Spa. Quando ci siamo arrivati la prima volta, ci hanno fatto accomodare e ci hanno servito, con un drink, anche un enorme tagliere di formaggi e salumi. Abbiamo pensato: "Trattamento di favore...". No, è così per tutti. Al Tyrol il cibo è ovunque, a ogni ora del giorno, come coccola sempre offerta insieme a un sorriso radioso; come tramite di conoscenza.

Alessandro Martellini, classe 1985, toscano di orbetello, è lo chef dell'hotel Tyrol, all'ombra del Sassolungo

Alessandro Martellini, classe 1985, toscano di orbetello, è lo chef dell'hotel Tyrol, all'ombra del Sassolungo

Insomma, per tirare le somme tornando all'inizio di questo breve racconto: si va a mangiare da Martellini perché è un ottimo chef (vanta esperienze importanti a Il Pellicano di Porto Ercole, ai tempi di Antonio Guida, e al Villa Feltrinelli a Gargnano con Stefano Baiocco, oltre ad aver lavorato con Enrico Crippa) e lo certificano le foto sotto, di Tanio Liotta; ma poi si rimane anche a dormire al Tyrol una notte, e poi magari un'altra ancora, perché si sta proprio bene.

Trota salmonata, salsa agli agrumi

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Rocher di foie gras e nocciole

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Chips di quinoa, caviale di luccio e burrata

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Tirtlen con crauti

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Ragù di porcino, spuma di patate, tartufo nero

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Il pane maison

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Polpo arrosto, burrata di Andria, rapanelli aciduli, salsa di barbabietola

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Cipolla in saor, cotta nel sale, fonduta di pecorino

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Ravioli di pappa al pomodoro, basilico, salsa al parnigiano reggiano 36 mesi

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Risotto Carnaroli Ecorì mantecato all'aglio nero fermentato, tartare di cervo leggermente affumicata, cipolla di Tropea in agrodolce, germogli di piselli

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Branzino all'amo, salsa di caciucco, asparagi di mare

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Agnello della val di Funes arrostito con purea di patate e bietolina tenera saltata

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Hugo: sorbetto al fior di sambuco, cremoso al prosecco, torta alla menta

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Scorte dell'inverno: crema alle nocciole e caramello, pistacchi, spugna e granita alle mandorle di Noto

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Hotel Tyrol
strada Puez 12, Selva Gardena (Bolzano)
Tel. +39 0471 774100
www.tyrolhotel.it

Il suo ristorante gastronomico Suinsom è chiuso il lunedì, mai in alta stagione
Menu degustazione a 80 e 95 euro


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