Il nuovo, storico, Grand Hotel della Posta di Sondrio

La nuova gestione negli ultimi 5 anni ha portato energie e idee. E una particolare attenzione alla proposta gastronomica

10-12-2018 | 12:00

Quando un hotel profuma di storia ed è radicato nel territorio non ha bisogno di biglietti da visita. E' il suo passato e il suo presente a raccontarlo ed è la sua voglia d'inseguire il futuro a tenerlo “giovane”. Te ne accorgi in fretta appena t'imbatti nella nobile ed imponente facciata del Grand Hotel della Posta, il 4 stelle che, a Sondrio, domina piazza Garibaldi.

Costruito tra il 1855 e il 1862 svolse sin dall'inizio un'importante funzione per la città, diventando la base delle diligenze per Bormio, Santa Caterina, Valmalenco e Poschiavo e per le vetture private dirette sui passi dello Stelvio, Bernina e Tonale. Non solo, presso l'hotel c'erano gli uffici della posta e del telegrafo e pure l'agenzia della ferrovia per la spedizione di bagagli. 

Si rivelò subito come un punto d'appoggio fondamentale per la rete viaria e per l'economia non solo di Sondrio, ma anche delle valli circostanti e della vicina Svizzera. La grandezza di questo hotel è stata proprio quella di non snaturarsi anche in tempi difficili, quando la concorrenza è cresciuta, l'economia si è impoverita e il “business” delle banche locali ha trovato nuovi sbocchi sulle filiali milanesi. 

I frequenti lavori di ristrutturazione nel corso del tempo non hanno mai “violentato” l'idea originaria dell'ingegnere Giacinto Carbonera che aveva saputo guardare lontano. Anche il complesso intervento di restauro e di riqualificazione che lo ha coinvolto dal 2006 al 2008 non ha sovvertito le spazialità e il contenuto materico e decorativo dell'albergo storico mentre ha adeguato l'immobile alle più moderne tecnologie e finiture in tema di edilizia alberghiera. 

Si è intervenuto, innanzitutto, sulla redistribuzione degli spazi, fondamentale per assicurare servizi esclusivi richiesti da un 4 stelle. Il risultato è stato sorprendente, con una Spa raccolta e luminosa, e un piano interrato che è un gioiello architettonico: attraverso un attento restauro degli ambienti voltati, anticamente adibiti a cantina, sono stati ricavati una sala per la prima colazione, una per incontri, conferenze e meeting, oltre all'allestimento di una raffinata enoteca e di una piccola taverna, nella quale è stata ricollocata un'antica stua valtellinese, in legno cirmolo, risalente al XVIII° secolo.

La veduta interna d'insieme restituisce soffitti alti, pareti affrescate, scalinate spettacolari ed arredi antichi e tutto ciò è stato possibile grazie all'investimento di 30 milioni di euro messo a segno dal proprietario Credito Valtellinese che, nel 2008, una volta conclusi i lavori di riqualificazione ha deciso di collocare all'interno dell'hotel pezzi prestigiosi delle proprie collezioni d'arte. E così l'hotel si è gradualmente trasformato in un museo, con importanti dipinti dei secoli scorsi, bronzi di Arturo Martini e pezzi unici di alcuni degli autori europei contemporanei, tra cui Takis, Avalle, Spoerri.... 

Non è una città facile Sondrio, è molto provinciale e con una mentalità molto vicina a quella delle sue montagne: chiusa, un po' timida, molto tradizionale. Ecco perché un hotel come quello del Posta aveva bisogno anche di una svolta in fatto di gestione. E questo è avvenuto 5 anni fa, mettendolo nelle mani di un imprenditore locale radicato nel settore della ricezione sul territorio e la cui famiglia è a capo di Lungolivigno, una solida realtà (5 hotel e 6 fashion boutique) consolidata da oltre 50 anni a Livigno.

Fabio Giacomelli ha così cercato di portare al Grand Hotel della Posta tutto ciò che sta facendo funzionare a pieni giri le realtà di famiglia nel Piccolo Tibet: idee, inventiva e capacità imprenditoriale. «Devi sempre – ci spiega Fabio Giacomelli – cercare il meglio per ogni posizione del tuo hotel. Quindi il miglior cuoco, il miglior maitre, il miglior direttore.... E poi devi aprire gli spazi alla gente, alle iniziative. In molti si fermano intimoriti da quelle 4 stelle e invece questa è una realtà che vuole entrare il più possibile nel cuore della città e di chi la abita. E per farlo giochiamo il jolly della ristorazione».

Giacomelli spiega con orgoglio come «il 1862, il ristorante dell'hotel, sia un punto di ritrovo e di convivialità non necessariamente legato a chi ci soggiorna.  In particolare abbiamo un menù express che, a pranzo, ti offre un pasto completo a 16 euro, acqua e caffè inclusi».

E toglietevi dalla testa che sia uno dei soliti menù turistici elaborati con cibi precotti, qui tutto è fresco e preparato da chi del cibo ha fatto la propria cultura, ancora prima della propria professione. Lo chef è Michele Bordoni, 32 anni, sondriese, laureato all'Università dei Sapori di Perugia con una dedizione particolare per la pasticceria e la lavorazione del cioccolato. Per Bordoni lavorare nella terra in cui è nato, e dopo aver approfondito la sua arte a Bormio e a Santa Caterina Valfurva, è il valore aggiunto della sua “filosofia”.

E' lui stesso a spiegarlo: «Cucinare è la mia vita ed è un lavoro impegnativo. Ma oltre alla fatica la cucina è studio e riflessione e qui al Grand Hotel della Posta mi sento libero di esprimermi trovando quei connubi tra la tradizione valtellinese e sapori sempre nuovi che sposano a meraviglia i prodotti della nostra terra».

E allora diamoci un occhio (e naturalmente un assaggio) ad un menù a 16 euro di un venerdì qualsiasi, tenendo conto che non c'è rotazione fissa delle proposte ma ogni giorno la carta viene elaborata e rivista in base alla freschezza degli ingredienti. La scelta è sempre tra due per ogni portata. Tortelloni verdi con formaggio di fossa o Insalata di farro, speck e sedano come primo piatto e già intuite che gli ingredienti del territorio sono parte fondamentale.

Come secondo si può optare tra gli Arrosticini d'agnello alla piastra o una Zuppetta di merluzzo, con contorno di patate al forno o spadellata di verdura.  Ed è una piacevole sorpresa verificare come la chiusura sia affidata ad un dessert che non è l'abusata panna cotta ma un delizioso semifreddo alla vaniglia. C'è, addirittura, la possibilità di “spezzettare” il menù, riducendone il prezzo: solo il primo piatto 7 euro, un secondo con contorno 10 euro e 4 euro per il dessert.

Le portate sono abbinabili a proposte di bicchieri di vino con etichette ed annate importanti tra i quali un rosso di Valtellina (Plozza 2012, 4 euro), un Inferno al Carmine (Caven 2010, 5 euro) o un Franciacorta Saten Plozza (6 euro).

Un'offerta importante per un ristorante ed un hotel che vogliono stringere un legame ancora più forte non solo con la città ma con chi a Sondrio ci arriva da turista o per lavoro. Soggiornare nella storia e degustare un menù che abbina la tradizione ad un'attenta rivisitazione dei piatti (rigorosamente a chilometro 0) è un'esperienza sensoriale completa. Almeno una volta nella vita va fatta.  

Grand Hotel della Posta
Piazza Giuseppe Garibaldi, 19
Sondrio
+39.0342-200397 


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