Acaya, un'oasi nel Salento

Un resort vicino a Lecce, tra ulivi secolari, volti sorridenti e una ristorazione non banale

06-09-2016

La Masseria San Pietro, il ristorante contenuto nell'Acaya Golf & Spa Resort, a una manciata di chilometri a est di Lecce. La struttura a 4 stelle, parte della collezione di hotel Jsh e gestita da Double Tree Resort by Hilton, rappresenta un'ottima soluzione per una breve pausa settembrina, nel cuore del Salento più quieto

Non è che in Salento l’estate debba ancora cominciare, ma da Lecce in giù dura più a lungo che altrove. E forse è meglio scendere ora piuttosto che ad agosto perché da qui a fine ottobre è tutto tranquillo: se alla sera vuoi fare una scappata nel vivace capoluogo barocco, trovi parcheggio anche a due passi da piazza Sant’Oronzo; la fila per accaparrarsi un fazzoletto di sabbia nelle fantastiche spiagge assume contorni umani; i prezzi si danno una calmata e così il traffico delle mini-arterie che collegano il tacco dall’Adriatico allo Ionio, il Nord al Sud.

La pace assume contorni ancora più quieti all’Acaya, un Golf & Spa Resort una manciata di chilometri a est di Lecce, appena dietro alla riserva naturale protetta delle Cesine, che dà sull’Adriatico. Nel resort non sei direttamente sul mare e questo abbassa ulteriormente il volume. Soprattutto, gli spazi sono così dilatati che ogni rumore si spegne ben prima di raggiungerti: il campo da golf è un 18 buche distribuito su ben 133 ettari, punteggiato da un reticolo impressionante di macchia mediterranea (per i giocatori, si tratta di un par 71, che fa utilizzare tutti e 14 i ferri, di che sbizzarrirsi).

97 le camere e suite, ognuna con terrazzo o patio nel verde

97 le camere e suite, ognuna con terrazzo o patio nel verde

Le camere e suite (97 in tutto, ad agosto esaurite) sono ricavate in un complesso a due piani che si estende orizzontalmente e non verticalmente, nel rispetto dell’architettura locale: la sosta prima della cena nei relativi patii o terrazzini, con le folate di tramontana che spesso scompigliano le distese di ulivi secolari, vale una buona fetta del prezzo. Di che spesa parliamo? Prenotando adesso, a settembre, per una settimana, la king guestroom (la stanza più basica) viene 981 euro, la king suite doppia (50 metri quadrati) due volte tanto. Le cifre poi lievitano a seconda del trattamento concordato: il nostro consiglio è di scegliere la mezza pensione, così l’ospite è invogliato ad andare in gita nei meravigliosi paraggi (Otranto, Gallipoli, Lecce stessa, ma chi ha voglia può dirigersi fino alla magnifica Ostuni o a Borgo Egnazia).

Con la deluxe family room (ora 7 notti vengono 1.233 euro) siamo al capitolo famiglie: il resort è adatto alle coppie in cerca d’ozio, ma pure i nuclei di papà, mamma e uno/due bambini stanno bene, intanto perché c’è una superficie comoda e confortevole in camera (per quel poco che ci si dovrebbe rimanere). Soprattutto, non mancano luoghi e occasioni per i più piccoli: se è vero che il kids club potrebbe essere più attrezzato (magari con un’area giochi anche all’aperto, lo spazio non manca) e rinforzato nello staff, le possibilità per distrarre i più piccoli sono tante. Ricordiamo con piacere la visita alla fattoria di animali e una piscina gigantesca e ben curata, un bello sfogo quotidiano per bimbi e adulti, incorniciato da enormi spazi verdi, ben curati tutt’attorno. Non tema, poi, chi vuole bagnarsi lontano dagli schiamazzi infantili: la più piccola piscina relax nei cortili interni, punteggiata da alte palme, garantisce il giusto silenzio per divorare libri interi.

La piscina principale del complesso Acaya, circondata da muri in pietra e ulivi secolari

La piscina principale del complesso Acaya, circondata da muri in pietra e ulivi secolari

Ma l’elemento che colpisce nel resort diretto dal giovane romagnolo Claudio Oliva è la gentilezza verso grandi e piccini del personale, dai camerieri alla concierge fino al local advisor, quello che sa consigliarti tutto sui dintorni: i sorrisi non li spengono mai, così come la buona volontà e il desiderio di andare coi gesti oltre al protocollo della cortesia di maniera. È la formazione di scuola Hilton, un modello cui dovrebbe guardare certa stanca accoglienza italiana.

Il benessere vero è infine assegnato da una spaziosa… Spa - 1.200 metri quadrati col classico corredo di cromoterapia, sauna, calidarium, frigidarium, tiepidarium, doccia emozionale – ma soprattutto, per noi identitagolosoni, dalla ristorazione, che non viene interpretata come una penitenza da assolvere. Al lido dell’ultimaspiaggia delle Cesine - 10 minuti di comoda navetta dal resort, per raggiungere un mare azzurro trasparente che fa impazzire Ozpetek e non solo lui – ci si fa delle grandi frise e insalate creative, con ingredienti di stagione (per davvero).

La ristorazione è affidata ad Andrea Ribaldone, qui rappresentato dai suoi uomini di fiducia Nicola Angelini (in cucina) e Matteo Bertolino (in sala)

La ristorazione è affidata ad Andrea Ribaldone, qui rappresentato dai suoi uomini di fiducia Nicola Angelini (in cucina) e Matteo Bertolino (in sala)

Ma la goduria vera si prova al neonato ristorante della Masseria San Pietro, incluso nella proprietà del resort, un chilometro di passeggiata dalle stanze del resort, tra i sentieri sterrati del golf. La linea di cucina la detta il milanese (ormai di adozione alessandrina) Andrea Ribaldone: i suoi uomini di fiducia Nicola Angelini (in cucina) e Matteo Bertolino (in sala, scuola Due Buoi) allestiscono ogni giorno un gran buffet di frutta e verdura fresca poggiato sul ghiaccio, cui segue un poker di antipasti semplici, locali e di stagione (zucchine alla poverella, gamberi e legumi, il buonissimo capocollo di Martinafranca…) e della carne di gran qualità, cotta su una scenografica griglia che dà sulla sala, affacciata a sua volta sulla buca 18 del golf. La pace.

E un modo intelligente per distinguersi dal coro dei ristoranti mediocri, quasi tutti di pesce, che popolano la zona. Un buon segnale per un territorio che sta lentamente imparando a tradurre con efficacia le sue potenzialità.


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