Mountain lodge, ma made in Italy

Scopriamo il Super G di Courmayeur, format moderno del classico hotel-rifugio sulle piste

13-03-2016

Il Super G di Courmayeur è un "italian mountain lodge", ossia un nuovo format per una struttura ricettiva di classe, a due passi dalle piste e che garantisce tanto divertimento e anche buona cucina

La cucina anche in Italia è cambiata molto, e Identità Golose in questo ha i suoi meriti. Ci stiamo impegnando affinché possa modernizzarsi anche la sala, in modo da renderla più contemporanea, ricollocando il maître allo stesso livello dello chef, o quasi. Il nostro Stivale soffre però di ritardo cronico per quanto riguarda invece l’hôtellerie, rimasta troppo spesso legata a vetusti canoni, che la rendono assai poco competitiva rispetto all’offerta della quale si può godere in altri Paesi. Per questo ci piace segnalare un’iniziativa al passo coi tempi, non a casa mutuata da modelli esteri: il Super G “Italian Mountain Lodge” di Courmayeur.

Tutto nasce da un’idea di due milanesi, Andrea Baccuini e Giacomo Sonzini, soci e  amministratori del Super G. Il primo è da sempre un creativo, per quattro anni è stato direttore generale della Filmmaster, oggi è consulente strategico per diverse aziende italiane. Sonzini, che vanta un trascorso alla Pirelli Real Estate, è amministratore delegato della filiale italiana di un private equity di Londra. Cosa li ha uniti in questo progetto? L'amicizia di vecchia data e la passione sfrenata per lo sci: «Abbiamo girato il mondo con gli scarponi ai piedi – spiegano - Andavamo spesso in Canada, dove ci piaceva poter essere ospiti in questi mountain lodge esclusivi, dove si viene coccolati da mattino a sera». Non a buon mercato, certo; ma capaci di soddisfare appieno una clientela che cerca un’esperienza di livello assoluto: «Dormire da re, mangiare meravigliosamente ai piedi delle piste, immersi nella neve».

Sonzini e Baccuini

Sonzini e Baccuini

Super G è sorto su questi presupposti, come format che nasce sotto il Monte Bianco ma è pronto a espandersi altrove. Nulla a che vedere, per intenderci, con il rifugio d’alta quota, o con l’hotel vecchio stampo, pur di livello, con moquette magari un po’ lise e zero possibilità di affrancarsi dal trinomio sci-struscio per le vie del paese-letto. In una Courmayeur che vuole complessivamente scrollarsi da dosso l’immagine tradizionale della stazione sciistica italiana, sonnolenta e priva di attrattive quando si abbandonano le piste da sci, il mountain lodge di Baccuini-Sonzini punta le proprie carte della dinamicità.

«Anche negli eventi non seguiamo mai piste battute – spiegano i due - Al Super G stiamo tracciando un nuovo modello d’intrattenimento e vogliamo dimostrarlo ogni giorno. Abbiamo costruito un fitto calendario di appuntamenti. Musica giusta, sempre, ovunque». L’apice arriva all’après-ski, il primo e l’unico di “Courma”, come dicono i meneghini. Si parte alle 14,30 con un dj set che suona sopra gli occhi dei barman con le braccia rivolte allo spalto che guarda la montagna. Così, finito di sciare, il divertimento continua con un calice di champagne in mano, tra i partner Super G c’è anche Veuve Clicqout.

Il bello è che tutto questo si trova proprio ai piedi delle piste. Al Super G si arriva con la funivia che parte dal centro del paese, di fronte si trovano 2 scuole sci e gli impianti di risalita. «Il cliente sarà il primo a svegliarsi in paradiso, sfreccerà su piste appena battute e avrà il privilegio di poter essere il primo ma anche l’ultimo a chiudere gli occhi ad alta quota. Una webcam “always on” dirà se è il giorno giusto per godere o quello giusto per fermarsi».

Super G nasce nella sua forma attuale nell’ottobre 2013, da una struttura alberghiera pre-esistente, a Plan Chécrouit, proprio sopra Courmayeur. A inizio dicembre 2015, ha riaperto le sue porte (che chiuderà a fine stagione, tra poco meno di un mese, il 10 aprile) con interni e arredi completamente nuovi. Il lodge punta in alto, con 8 stanze (2 suites e 6 giants rooms) dove gli ospiti possono dedicarsi al proprio benessere in ogni momento della giornata. La location è unica, dotata di spettacolari terrazze per un aperitivo a tu per tu con il Monte Bianco. Da non perdere anche l'area gym, wellness & spa, dove non mancano sauna policromatica, chaise longue, doccia e tisaneria.

Una struttura del genere non poteva che avere anche una ristorazione di buon livello, con la possibilità di scegliere tra ristorante-champagneria o bar-sandwicheria, per un break più veloce. Alcuni assaggi: Burrata con carciofi saltati con aglio e mentuccia, pomodorino confit e zest di agrumi; Che Spigola!, ossia carpaccio di spigola con petali di pomodoro candido; la Zuppa del Gigante, cocotte di legumi in crosta soffice di albumi; il Raviolo De Filippis (lo chef è il molisano Pasquale De Filippis), vale a dire un raviolo ripieno di risotto Acquerello, castagne e salsiccia in velo di pasta all’uovo fatta a mano con farina di grano arso, servito con schiuma di parmigiano. Tra i secondi, da provare sono le variazioni di God save the Polenta con al polpo, cervo o funghi porcini. Oppure Una valdostana così la mangi solo al Super G, vitellino in crosta di Granbiscotto alla brace con fontina croccante in cubi di polenta.


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