Bastianich i voti, Marchi i funghi

Giuseppino vince il Bancarella in una Pontremoli dove brillano i sapori della Taverna dell'oca bianca

20-10-2015

Joe Bastianich e Sara Porro, il protagonista e l’autrice, con lo stesso ristoratore di New York, di Giuseppino da New York all’Italia, storia del mio ritorno a casa, il libro che domenica 18 ottobre ha vinto a Pontremoli (Massa Carrara) la decima edizione del Bancarella della Cucina. L’immagina è stata scaricata dal sito Dissapore

Giuseppino da New York all’Italia, storia del mio ritorno a casa, di Joe Bastianich e Sara Porro, pubblicato da Coedit, ha vinto domenica 18 ottobre a Pontremoli, in provincia di Massa Carrara, il 10° Bancarella della Cucina. Sei i volumi finalisti, con 42 voti Giuseppino ha preceduto Il genio del gusto di Alessandro Marzio Magno, edito da Garzanti, che ha ottenuto 35 voti; quindi Mangiato bene? di Roberta Schira per Salani, 33; Storia della cucina italiana di Alberto Capatti per Guido Tommasi, 32; XXL del sottoscritto, uscito presso Electa Mondadori, 21; infine sesto Unti e bisunti di Chef Rubio, Sperling & Kupfer, 17. Al notaio sono giunte sessantacinque schede (su 80) e ogni votante aveva l’obbligo di indicare tre libri, pena la nullità del voto. Strano ma vero, strano perché non si tratta di chissà quale complicazione, sono state annullate ben 5 schede. Portavano una sola indicazione.

Come viene ricordato in un lancio nel sito del Bancarella “Il titolo completo del libro, pubblicato da UTET, è Giuseppino. Da New York all’Italia: storia del mio ritorno a casa ed è un libro-confessione in cui Joe Bastianich si racconta nel suo intimo, mostrandosi così come è al di là del personaggio televisivo, grazie anche alla bravura di Sara Porro, tra le prime a occuparsi di MasterChef Italia che ha fatto conoscere al grande pubblico Joe Bastianich”.

Tre classiche e ottime torte comuni alle tradizioni della Lunigiana ma anche di Liguria e Versilia: almriso, alle cipolle e alle erbette spontenee e dell'orto

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La sola cosa che si può annotare circa il risultato, è che a livello libro di cucina, lasciando da parte i ricettari che non sono ammessi per regolamento al Bancarella, era ben più cucinato e pertinente Restaurant Man, dello stesso Bastianich tre anni fa. Chi invece si è indignato perché ha vinto un volto della televisione, mezzo che ha un suo peso, è innegabile, dovrebbe anche ricordarsi che un personaggio costruito apposta per lo schermo come Chef Rubio ha raccolto il minor numero di voti, segno che conta anche il libro in sé e non solo immagini e lustrini tivù.

La cerimonia di assegnazione del Bancarella è stata anche l’occasione per pranzare alla Taverna dell’Oca Bianca al 27 di via Cavour a Pontremoli, telefono +39.0187.833219. Quando penso alla Lunigiana e alle sue tipicità la mente va a testaroli, funghi e torta di erbi (al maschile, guai ordinare una torta di erbe). Così è stato anche stavolta anche se lì la carta è un mix tra la Toscana del patron Alessandro Ancillotti e la terra in cui si è trasferito nell’ormai lontano 1975 lasciando Firenze. Cercava natura e relax senza ritrovarsi totalmente fuori dal mondo. A Pontremoli e Lunigiana ha trovato le risposte giuste, a metà strada tra Parma, La Spezia e la Versilia.

Alessandro e Angela Ancillotti, il patrone la chef della Taverna dell'oca bianca a Pontremoli in Lunigiana

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I casi della vita, i bivi che, sovente all’improvviso, ti costringono a scegliere che strada imboccare. Ancillotti è stato per 33 anni albergatore, soprattutto del Golf Hotel che era il punto di riferimento per il Bancarella. Chiusa la struttura per differenza di vedute con la proprietà, nel 2009 si reinventa ristoratore. Vedovo, in cucina ecco Angela la sua nuova moglie. Mi sono tolto la voglia di funghi porcini: crudi in insalata, spadellati con veli di pasta, la cappelle al forno e poi a fette e fritte, naturalmente trifolati. Ma anche torta salata di riso, torta di erbi, torta alle cipolle, salami e salumi, testaroli al pesto, tanta roba buona fino a una tagliata di manzo che è una certezza targata Toscana, regione a cui appartiene la stessa Pontremoli anche se non lo si avverte facilmente.


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