Io sto con Hélène Darroze

"Uomini, preparatevi ad accogliere più donne in cucina". Il commento di Cristina Bowerman

03-06-2015
Hélène Darroze, chef francese classe 1967, al ti

Hélène Darroze, chef francese classe 1967, al timone del Connaught di Londra, due stelle Michelin, e del ristorante Hélène Darroze a Parigi, una stella. Premiata due giorni fa come Cuoca dell'anno dalla World's 50Best, ha commentato: "Per una serie di circostanze, nella brigata del mio ristorante di Parigi lavoreranno presto più uomini che donne. Ragazzi, preparatevi nei prossimi anni ad accogliere più donne nelle vostre cucine"

Be ready guys, to welcome more women in the kitchen in the future. Ragazzi, preparatevi nei prossimi anni ad accogliere più donne nelle vostre cucine. Hélène Darroze ha fatto questa dichiarazione quando ha ricevuto il premio di best female chef della World’s 50Best, due giorni fa a Londra.

Mi ritrovo spesso a fronteggiare la classica domanda sul perché ci siano poche donne in cucina. Vorrei poter suscitare un po’ di ilarità, ma temo di non riuscirci, elencando le risposte più frequenti degli altri, soprattutto se uomini:
1 L'orario di lavoro che non permetterebbe alle donne di avere una famiglia,
2 L'incapacità di sopportare le lunghe ore di lavoro faticoso della cucina,
3 La scarsa forza fisica necessaria per lo svolgimento di questo lavoro.

Ce ne sono molte altre, qualcuna più fantasiosa come quella che volta in cui mi dissero che in cucina funzionavo peggio perché ero troppo bassa e non arrivavo a prendere le padelle in alto. A dirlo era lo stesso capopartita che si "dimenticava" di pulire sotto la propria postazione a inizio e fine lavoro. Ma poveretto, da lassù, come avrebbe potuto immaginare di aver sporcato tanto?

Silvia Capuano e Annalisa Macellaio, rispettivamente curatrice degli eventi esterni e sous chef di Romeo, la seconda insegna di Cristina Bowerman a Roma

Silvia Capuano e Annalisa Macellaio, rispettivamente curatrice degli eventi esterni e sous chef di Romeo, la seconda insegna di Cristina Bowerman a Roma

Quelle tre rimangono comunque le risposte più ricorrenti. In evidente disaccordo con quelle spiegazioni, sono sempre stata coerente, o almeno ho tentato di esserlo, e ho sempre sostenuto che le donne e gli uomini non si differenziano in cucina per il loro sesso ma per la loro storia. Sono contro il concetto di quote rosa: io non sono una minoranza che ha bisogno di essere protetta. Sono sempre stata convinta che l'inclusione sia l'unica via d'uscita per raggiungere una vera parità e d'altronde è statisticamente provato che le società inclusive siano anche le più resilienti.

Pochi mesi fa ho partecipato al Parabere Forum, la prima edizione di un nuovo forum che promuove il "female networking", dove tutte le partecipanti si sono rese conto, in molti casi per la prima volta, di quante donne straordinarie ci siano in giro per il mondo, e di quanta forza dirompente possa generare un network consolidato.

La settimana scorsa ho avuto l'onore di essere invitata a TEDx proprio a Milano. Si tratta di 15 minuti di talk per "ideas worth spreading" e il mio intervento, incidentalmente, era proprio sulla necessità di diffondere le figure di centinaia di role models femminili presenti nel mondo. Il problema non é la mancanza, ma la diffusione. Sentire Hélène Darroze che sostiene quello che ho sempre pensato e promosso mi fa felice e avvalora una posizione che mi è cara.

Giulia Lena, fornaia al lavoro con Cristina

Giulia Lena, fornaia al lavoro con Cristina

Ma allora io come sostengo quello che dico? Annalisa è il mio braccio destro da Romeo, Silvia mi cura gli eventi esterni, Veronica è la pasticciera di Glass, Vanessa, la "gelataia" di Frigo, Mirka, la nostra adorata e competentissima sommelier, Giulia una dei nostri fornai. Ma insieme a loro anche Claudio, Andrea, Edoardo...

Tutte queste professioniste sono state infatti scelte per la loro capacità, perché messe a confronto con altri colleghi sono risultate migliori, mai per il loro sesso. Leggere che Hélène Darroze sostiene che la scelta delle sue cuoche è basata solo sulle capacità rassicura e quindi «Be ready guys, to welcome more women in the kitchen in the future».


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Storie di cuoche

Donne che abbandonano per un attimo mestoli e padelle per raccontare le proprie esperienze e punti di vista