Fleur's Place: elogio della tranquillità

Nel piccolo villaggio neozelandese di Moeraki si nasconde un ristorante di grande fascino

01-05-2014
Per raggiungerlo bisogna percorrere stradine pitto
Per raggiungerlo bisogna percorrere stradine pittoresche e forse un po' tortuose: ma all'arrivo si viene ripagati dalla bellezza discreta della baia di Moeraki. Fleur's Place (+64.3.4394480), letteralmente, il posto di Fleur Sullivan, cuoca neozelandese che con i suoi piatti a base di pesce locale ha conquistato anche l'inglese Rick Stein (Foto christchurchdailyphoto.com)

I ristoranti piccoli, raccolti, magari che si affacciano su un porticciolo hanno sempre affascinato parecchio: sarà la spiaggia, sarà l’aria che rimarca i segni della pelle o un’idea d’avventura fatta di storie tramandate, un po’ vere e molto romanzate. Fleur’s Place sembra il posto inventato per far da sfondo agli avventori protagonisti di un moderno racconto di un centro marinaro che ha conosciuto una certa fortuna in passato ed ora sembra sonnecchiare nascosto nella piccola baia.

Legno, legno e ancora legno: il calore di questo piccolo ristorante deriva anche dai materiali che lo compongono

Legno, legno e ancora legno: il calore di questo piccolo ristorante deriva anche dai materiali che lo compongono

Fleur Sullivan si presta perfettamente a questa rappresentazione: aveva un ristorante a Central Otago, terra che più terra non si può; poi, quando ha chiuso, si è spostata sulla costa, a Moeraki. Che è davvero un piccolissimo villaggio, qualche casa di vacanza e qualche spazio per campeggiare, più i boulders, degli enormi massi semi-sferici che punteggiano la spiaggia principale richiamando i turisti, ma di cui si ignora esattamente l’origine.

Fleur
godeva già di una certa fama, e la sua notorietà l’ha seguita: una cucina semplice ma chiara, la ricerca di prodotti convincenti prima di tutto nelle vicinanze del ristorante, molta voglia di chiacchierare e di creare un posto che rispecchiasse il suo carattere di osservatrice. Quando ha aperto, nel 2002, qualcuno si è chiesto come avrebbe fatto a passare da un luogo turistico come quello precedente a uno più ritirato, ma pare che le cose belle non tardino troppo a farsi scoprire e la voce si è sparsa, facendo del ristorante anche un punto di incontro della gente di Moeraki e dintorni.

Nei giorni di bel tempo la terrazza di Fleur's Place diventa un luogo prezioso
Nei giorni di bel tempo la terrazza di Fleur's Place diventa un luogo prezioso
Rick Stein
, celebrity chef britannico, ha fatto conoscere Fleur’s al di fuori dei confini neozelandesi quando l’ha indicato come uno dei posti da non mancare, come orgogliosamente riporta il sito del ristorante. Arrivarci non è difficile ma contribuisce all’attesa e all’atmosfera, con le stradine che salgono e scendono rapidamente: chi guida si divertirà un sacco. Dove ti giri c’è legno, che sta lì probabilmente da ben prima che Fleur aprisse questa sorta di taverna a due piani e con una terrazza estiva; il bancone centrale che occupa la sala principale nasconde la cucina minuscola da cui senti i cuochi parlare e darsi il tempo.

Da Fleur’s ci si deve aspettare una cucina in cui il pesce e gli ingredienti sono quelli di questa parte del mondo, che parte da alcuni fondamentali francesi e li riadatta al pescato del giorno (cotture e salse di accompagnamento in primis), e in cui le zuppe sono sempre presenti e sono sempre leggere; di classico c’è il Kaimoana Platter, una selezione di pescato affumicata in casa, e una carta dei dolci minuta che chiude molto semplicemente la cena. La carta dei vini è meno corposa del libro di ricette che Fleur’s ha pubblicato e in cui si mescola molta della sua vita e dei suoi racconti, ma sufficientemente estesa per adattarsi alla cucina. Fleur’s resta nel cuore.


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