Saggio di vino

La solita enoteca? No, un solido indirizzo di cucina moderna europea. In Nuova Zelanda

09-06-2013
L'ingresso di Saggio di Vino a Christchurch, 179-

L'ingresso di Saggio di Vino a Christchurch, 179-181 Victoria street, telefono +64.(0)3.3794006. Aperto nel 1991 da Lisa Scholz e Yommi Pawelke, nel 2012, dopo il terremoto di Canterbury, ha cambiato indirizzo trasferendosi al palazzo accanto

Non sono molto sicura di cosa voglia significare esattamente Saggio di vino. Ho avuto sin dall’inizio il sospetto che si trattasse di una leggera deformazione della lingua italiana attuatasi nella mente dei titolari di questo locale di Christchurch, nonostante sia grammaticalmente ammissibile. Se si riesce a tenere a bada per almeno due ore la tentazione di metterli a disagio chiedendo delucidazioni, la serata risulta piacevole, soprattutto se ci si trova lontani da casa da un certo periodo di tempo e qualunque cosa sappia del vecchio continente fa scattare un senso di cittadinanza europea mai avvertito prima (e pensare ai soldi che l’Unione spende per costruire un senso di identità comune...).

Ora, se mai l’espressione “cucina franco-italiana” dovesse avere senso, allora a Saggio calzerebbe alla grande e spiegherebbe le bottiglie in esposizione al di lá del bancone. A essere onesti, il ruolo di sirena ammaliatrice che ti induce a entrare spetta ai vini al bicchiere, una lista ampia e ben assortita seppure non profonda; la wine list accompagna la wine library, e qui il sorriso compiaciuto sale spontaneo guardando l’impostazione generale. Se poi ci si prende tempo per leggere ogni singola riga e si riflette su com'è stata organizzata, beh come dire, il mondo cambia aspetto e qualcosa di positivo nella globalizazione si trova facilmente.

Tonno con riso venere

Tonno con riso venere

La produzione targata Nuova Zelanda la fa da padrone ovviamente, ma rispecchia il modus operandi della scelta oltre confine - non c'è proprio la necessitá di mettere in carta qualche referenza nota o acchiappaclienti (la famosa carta fotocopia anche nelle liste alternative fa accendere la lampadina?). Essere aperti da oltre venti anni è un traguardo da queste parti, sebbene ormai stia diventando una caratteristica che non appartiene più al solo mondo anglosassone, con il carpaccio di manzo che è diventato impossibile togliere dalla carta.

Saggio si è spostato di un numero civico (ora al 179) in Victoria street e ha ripreso il consueto lavoro dopo il periodo di chiusura forzata a causa del terremoto che ha colpito Christchurch all’inizio del 2011. Con tutta probabilità, è il senso di familiarità delle due titolari a dare forma al locale; me ne stavo seduta da sola al bancone ad aspettare la lobster bisque (cinque minuti in tutto, tempo perfetto) quando Lisa Scholz mi ha offerto un bicchiere di vino e una rivista da leggere avendo inquadrato esattamente la situazione. Essendo il livello della cucina e del servizio fuori discussione, il dettaglio di questa offerta ha dato senso al modo in cui il lavoro è impostato e vissuto; c’è insomma un continuum che parte dal lavoro come offerta anziché vendita e ritorna al lavoro come alternanza di ruoli in cui il gestore riconosce nell’avventore la stessa esperienza vissuta su fronti diversi ma non antagonisti.

Lisa Scholz, proprietaria

Lisa Scholz, proprietaria

Viene da sperare che dopo tanta pompa magna spacciata fuori prezzo di mercato da molti ristoranti, sia in arrivo il momento di locali in cui si ritrova la misura delle cose e il lavoro viene riconosciuto per quello che è. Non partirei in quarta con una filippica sui temi cari alla sociologia del lavoro quali la dequalificazione o, grazie George Ritzer!, la dehumanization, tanto almeno tra queste quattro mura non si corre questo rischio; certo che in un mondo che ha incollato il piede all’acceleratore trasformando in un possibile bersaglio, ciò che si trova sul tragitto della corsa e rendendo impossibile ogni manovra per evitarlo in tempo, Saggio mantiene abbastanza calma addirittura per abbassare il finestrino e cambiare aria.


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