I camerieri, attori sempre all'esordio

Le riflessioni di una professonista ventenne: «Noi non debuttiamo in provincia, ma già alla Scala e ogni volta è la prima volta»

24-08-2019

Da bambina, non molto tempo fa visto che sto per compiere ventun’anni, la prima volta che entrai in un teatro, a spettacolo finito, incuriosita dal poter parlare con un attore perché in quell’occasione nessuno schermo ci divideva, gli chiesi cosa provò la prima volta che salì su un palcoscenico, e lui mi rispose: «La prima volta è ogni volta. Gioia, ansia, adrenalina, emozioni contrastanti che ti esplodono dentro, che ti accompagnano per tutta l’esibizione e ti lasciano una volta essa sarà terminata». E le prove? Le prove non aiutano a placare queste emozioni? «No, mia cara. Le prove migliorano la tua esibizione a livello tecnico ma le emozioni che tu provi e trasmetti la rendono viva».

Così i giorni prima di esordire sul mio palcoscenico, la sala di un ristorante perché io sono cameriera, li passai a immaginare come sarebbe stato trovarsi

La sala del ristorante della famiglia Cerea, il tre stelle da Vittorio a Brusaporto vicino Bergamo. L'autrice di questo articolo, Carlotta Cenedese, displomatasi a Intrecci, la scuola di alta formazione di sala, vi ha sostenuto uno stage dal 9 luglio al 5 ottobre 2018

La sala del ristorante della famiglia Cerea, il tre stelle da Vittorio a Brusaporto vicino Bergamo. L'autrice di questo articolo, Carlotta Cenedese, displomatasi a Intrecci, la scuola di alta formazione di sala, vi ha sostenuto uno stage dal 9 luglio al 5 ottobre 2018

dinanzi un pubblico così vasto, quanto le emozioni dall’attore citato avrebbero potuto aiutarmi a farmi risultare piccola quanto una formica.

Pensai e ripensai a quante “prove” mi sarebbero servite prima di esser pronta a salire su quel palco. Gli attori sono soliti a iniziare dai piccoli palchi di paese prima di arrivare Alla Scala. Noi giovanissimi camerieri no, noi veniamo catapultati su una grande tribuna da subito, per i più fortunati dopo un po’ di gavetta fatta a scuola con compagni di classe.

Il momento del cambio abito, quello era il momento cruciale, lì iniziavo a sentire il magone nello stomaco. Allacciato l’ultimo bottone della giacca mi dirigevo dietro le quinte, uno scambio di chiacchiere e si iniziava.

Benno's restaurant a New York, seconda esperienza della Cenedese l'autunno scorso

Benno's restaurant a New York, seconda esperienza della Cenedese l'autunno scorso

Il nostro è uno spettacolo difficile, a quattro occhi con il cliente. Non vi è un copione: pura improvvisazione. L’adrenalina ci accompagna per tutta la scena, ci rende vivi, ci fa emozionare.

Io ho sempre amato il mio lavoro perché nel bene e nel male mi continua a entusiasmare anche dopo anni. Non conosci la monotonia. Mi annoierei al solo pensiero di lavorare seduta a una scrivania dove l’unico contatto che posso avere è con uno schermo e una tastiera.

Guardare ogni giorno occhi diversi, conoscere mille culture senza prendere neppure un volo, gioire per aver reso felice un cliente e arrabbiarsi per aver fatto attendere l’altro, imbarazzarsi per quella domanda a cui non abbiamo saputo dar risposta. Mille sfaccettature diverse.

Materiaprima Osteria Contemporanea, il locale di Pontinia in provincia di Latina, dove lavora attualmente Carlotta

Materiaprima Osteria Contemporanea, il locale di Pontinia in provincia di Latina, dove lavora attualmente Carlotta

 Ogni spettacolo sarà diverso dall’altro, il pubblico cambierà ogni sera, non esisteranno prove senza quest’ultimo, non vi saranno solo applausi. Imparerai a stare sul palco quando inciamperai, cadrai e ti rialzerai con classe.

Il tempo e la tenacia non ti faranno sentire più un pesce fuor d’acqua.
La cultura ti donerà sicurezza, la quotidianità allontanerà il timore e laddove vi è, la timidezza. L’umiltà ti permetterà di raggiungere “La Scala”. Ho imparato tanto dai miei clienti, l’ho fatto con umiltà, a volte sono io a scendere dal palco, mi siedo in platea, lascio a loro la scena, applaudo.

L’esperienza ti aiuta a capire chi hai dinanzi, semplicemente osservando e ascoltando, diventiamo psicologi senza una laurea. Ero una bambina quando iniziai a muovere i primi passi sul palcoscenico. Oggi, quel palcoscenico è la mia casa. Lo spettacolo si è perfezionato, le emozioni sono rimaste invariate.


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Il lato pubblico del ristorante visto dai suoi protagonisti: maître e camerieri