Cosa si impara lavorando in sala a Le Calandre

Elisa Jin, una dei due migliori allievi del Corso Superiore di Sala ALMA, racconta il suo tirocinio formativo a Rubano

30-01-2019
Elisa Jin ritratta il giorno della consegna del d

Elisa Jin ritratta il giorno della consegna del diploma: alla sua sinistra Matteo Berti, Direttore Didattico di ALMA. Alla sua destra Roberto Gardini, Coordinatore Corso Superiore di Sala, Bar & Sommellerie

Pubblichiamo il secondo di due contributi che arrivano dai due migliori allievi della VIII edizione del Corso Superiore di Sala, Bar e Sommellerie di ALMA Scuola di cucina. Che hanno avuto l'occasione di svolgere il loro tirocinio formativo presso ristoranti di grande importanza. Come, nel caso di Elisa Jin, foggiana di origini cinesi, a Le Calandre, a Rubano (Padova).

Leggete qui il primo contributo di Enrico Miro, genovese di origini colombiane, che racconta la sua esperienza a El Celler de Can Roca, a Girona, in Spagna.

Alla fine di questo intenso e sudato percorso sono qui a raccontavi a cuore aperto quella che è stata la mia esperienza ad ALMA e durante il mio stage presso Le Calandre. Tutto è iniziato a febbraio quando ho scoperto il Corso Superiore di Sala, Bar e Sommellerie che offriva ALMA.

Volevo imparare nuove cose nel minor tempo possibile e, provenendo anche da una famiglia di ristoratori, avevo la necessità di specializzarmi in quello che mi piaceva fare. Così, spronata anche dal mio compagno che lavora nell’alta ristorazione, ho deciso di lanciarmi in questo mondo. 

Entrai in ALMA insieme alla mia timidezza, quasi un po’ spaesata, insicura sulle mie capacità con la sola voglia di mettermi in gioco e vivere appieno questa esperienza. ALMA è stata un'esperienza più grande di quanto mi aspettassi.

Sicuramente tanta disciplina, tanta puntualità, tanto rigore. Ma prima ancora di tutto questo ALMA mi ha trasmesso la passione per questo lavoro e nel fare le cose e mi ha fatto capire quanto la cultura sia importante per un professionista di sala al giorno d’oggi.

Raffaele e Massimiliano Alajmo

Raffaele e Massimiliano Alajmo

Nottate a studiare, l’ansia degli esami, le risate con i compagni, le cene d’autore a scuola: sono momenti indimenticabili che porterò sempre con me. I mesi in ALMA mi hanno fatta crescere, mi hanno stimolata e mi hanno resa più consapevole di me stessa.

Poi è arrivato lo stage. Non ci sono parole abbastanza belle per descrivere la mia esperienza presso Le Calandre, dallo chef Massimiliano Alajmo, in provincia di Padova. Le Calandre è più di un ristorante tristellato, Le Calandre è una famiglia bellissima.

Mi sono sentita subito a mio agio, accolta dal direttore e da un team che mi ha fatta integrare appieno nel gruppo. Non solo, ma mi hanno permesso di mettermi in gioco, credendo in me e spronandomi a lanciarmi soprattutto nelle cose che io credevo difficili. 

La sala de Le Calandre

La sala de Le Calandre

Arrivata a Le Calandre, mi sono trovata bene fin da subito, sia per le persone che ho avuto al mio fianco, ma soprattutto perché ho potuto fare tesoro degli insegnamenti di ALMA e ho potuto applicarli in un contesto diverso. Diciamo che ALMA mi ha insegnato non solo la tecnica, i gesti e i modi, ma soprattutto l’attitudine al lavoro e allo spirito di sacrificio.

Con queste basi non è stato difficile integrarmi e adattarmi subito alla tipologia di servizio e di lavoro durante lo stage. Forse la difficoltà più grande è stata più la paura di sbagliare quando mi venivano assegnati compiti importanti.

All’inizio non credevo di essere ancora all’altezza per un ambiente di alto profilo come Le Calandre, poi ho capito che mi dovevo mettere in gioco anche con la possibilità di sbagliare, l’importante era sorridere e non mostrare insicurezza. Devo ringraziare tanto il maître Andrea per avermi spinta e incoraggiata in questo e per aver creduto in me e in quello che potevo fare. 

Non ricordo episodi particolari: ne ho vissuti molti belli, nonostante la pressione e i lunghi orari di lavoro. Sicuramente porterò con me le risate, gli abbracci e i sorrisi che mi hanno regalato i colleghi, facendomi sentire davvero a casa. Da questa esperienza esco fortificata, sicura di me stessa e serena, con la grinta di continuare su questa strada e migliorarmi sempre di più.


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