Il valore degli Intrecci

Dopo un anno di attività della scuola dedicata alla Sala fondata dalle sorelle Cotarella, il dibattito organizzato a Orvieto

22-12-2018

Dominga, Enrica e Marta Cotarella con Bruno Vespa sul palco di Note a Margine

Orvieto, 17 dicembre, Ore 11:00, Teatro Mancinelli. 
La locandina recita: Note a Margine, presentazione, incontro e dibattito promosso da Intrecci, scuola di Alta Formazione di Sala. Modera: Bruno Vespa.

Intrecci nasce esattamente un anno fa: il 17 dicembre 2017 partiva la prima scuola italiana dedicata totalmente alla Sala. Nasce da un’idea di Dominga, Enrica e Marta Cotarella, forti del loro know how in ambito enologico e della loro esperienza presso l’azienda di famiglia Falesco. E nasce con un'idea precisa: riportare la Sala al centro della narrazione ristorativa, al pari della cucina, che in questi anni ha preso sempre più importanza e ha fatto quasi dimenticare che "un ristorante lo scegli per la cucina, ma ci ritorni per la Sala e l'esperienza che hai vissuto".

Per dare ancora più visibilità a questa istituzione e per definirne l'aspetto culturale, formativo, di centralità del "fattore umano" che ancora una volta la caratterizza, le sorelle Cotarella hanno deciso di creare questo nuovo appuntamento, Note a Margine, di condivisione e discussione del concetto di squadra e ospitalità.

Molti gli ospiti, da Brunello Cucinelli a Stefano Domenicali, già direttore squadra corse di Ferrari e oggi presidente di Lamborghini, da Giuseppe Palmieri, Restaurant manager dell'Osteria Francescana di Modena, a Roberto Mancini, CT della Nazionale Italiana di Calcio, Riccardo Agostini (Gruppo Spaggiari), Alessandro Pipero  (ristorante Pipero Roma), Lamberto Tacoli (Perini Navi), Giovanni Scambia (Politecnico Gemelli di Roma). Tutti amabilmente "interrogati" da Vespa sul concetto di squadra.

A questo "Porta a Porta teatrale", ha fatto seguito la presentazione del progetto di internazionalizzazione della scuola. Intrecci infatti si fa Academy: la scuola di Sala si apre al mondo, con un portale di diffusione di contenuti didattici multilingue , sia tramite collaborazioni con istituzioni didattiche estere, accogliendo studenti stranieri e diffondendo il modello Intrecci nei paesi ospitanti.

A parlare di questo grande balzo verso l'internazionalizzazione, che caratterizzerà il secondo anno di vita della scuola, sono stati chiamati a teatro Antonio Begonja, (già direttore di Per Se a New York e oggi di Lionelli Restaurant), Sunny Menon (consulente indiano che ha portato Intrecci a Bangalore ) e Pablo Marquez (critico e consulente gastronomico di GASMA, Centro Universitario di Gastronomia e Management Culinario). Tre primi ponti di Intrecci verso l'internazionalità.

L'ultima volta che sono entrato in un teatro dove veniva messa in scena una tavola ero a Milano, ad assistere al "Don Giovanni" di Mozart, dove nella scena finale Don Giovanni invita a cena, sfidando la sorte, il Convitato di Pietra. Mi è venuta spesso in mente quella scena, durante la giornata, perché ho letto sui visi di Dominga, Marta ed Enrica la stessa impavida sfrontatezza, lo stesso ardimentoso coraggio che si legge sul volto dei protagonisti che son sicuri, certi, determinati a perseguire il nuovo, il grande, il diverso. Una domanda a testa, quindi, è d'obbligo.

Coraggio. È' certamente il coraggio la prima delle caratteristiche che si notano in questa nuova impresa. Che cosa vi ha spinto a farlo? Lo chiediamo a Dominga Cotarella, anima del brand Famiglia Cotarella.

«Ci siamo lasciate trascinare dal quel pizzico di sana follia che ci contraddistingue. Quando ho incontrato per la prima volta alcuni dei nostri colleghi stranieri, è stato da subito chiaro l’entusiasmo, la passione, la visione che tutti avevamo per le nostre “creature”. Quindi la nascita di una progettualità comune è stata abbastanza semplice, direi. Tutti abbiamo come scopo una formazione di altissima qualità, che permetta ai nostri ragazzi di poter realizzare i loro sogni. Allora perché non condividere il sogno? Perché non collaborare per il futuro dei nostri studenti? Perché non fare “rete” e mettere a disposizione dei ragazzi diverse opportunità, diverse culture, diverse conoscenze? La risposta è stata istantanea e semplice da parte di tutti». 

Coordinamento. Con una scuola che è partita solo da un anno e che probabilmente deve ancora trovare un assetto definitivo, cosa vi spinge a gettarvi nell'internazionale e come intendete farlo? Risponde Marta Cotarella, che della scuola è la Direttrice e coordinatrice.

«Abbiamo fortemente voluto che Intrecci nascesse nel nostro territorio di origine professionale, individuando in Castiglione in Teverina la sua sede naturale. Ma è necessario uscire dalla propria confort zone ed esplorare nuovi mondi. Lo scambio e il confronto culturali sono fondamentali per la crescita non solo delle persone, ma dei progetti stessi. Ci sono arrivate tante richieste di collaborazione da parte di istituzioni estere e abbiamo deciso di cogliere alcune opportunità. Abbiamo ospitato a Intrecci i nostri attuali partner stranieri, e siamo andate noi a conoscere il loro lavoro nella loro terra. E’ stata una piacevole scoperta, ci siamo entusiasmati a vicenda, ed abbiamo avviato alcune collaborazioni che prenderanno poi effettivamente vita a partire dal 2019. Intrecci quindi si apre al mondo sotto diversi punti di vista: dalla piattaforma digitale con contenuti didattici in 10 lingue diverse, alla nascita di collaborazioni con altre scuole straniere inserendosi all’interno di realtà formative già presenti, integrandone l’offerta con la parte dedicata alla sala; ma anche con l’arrivo di studenti stranieri in Italia, per trasmettere loro la cultura dell’accoglienza italiana».

Comunicazione. Cosa vuol dire gestire tutto questo dal punto di vista della diffusione delle informazioni su Intrecci e quanto questa manifestazione a Orvieto ha rappresentato per la scuola? La domanda va a Enrica Cotarella, che della comunicazione di Intrecci si occupa.

«Il Teatro Mancinelli di Orvieto è il principale centro culturale del territorio in cui si trova la Scuola. Quindi, essendo la cultura uno dei valori cardine di Intrecci ed essendo noi nate a Orvieto, ci è sembrato giusto omaggiare la città ritornando a festeggiare qui, a un anno dalla nascita della scuola. Il lavoro di diffusione delle informazioni riguardanti Intrecci è un’attività abbastanza complessa, soprattutto per la quantità di progetti che vengono svolti in contemporanea. Per noi è importante focalizzare l’informazione, in modo da non generare confusione nei vari interlocutori che con il passare del tempo entrano in contatto con Intrecci. E poi una delle nostre fortune è quella di essere in tre, e quindi di poter utilizzare almeno “tre canali” di diffusione… Mica poco!».

Tre donne, tre risposte, un progetto. In comune la lettera C. Anche la stessa parola Intrecci, se analizzata, si può dividere in: In  - 3 -  C. «E non è un caso», sorridono le Cotarella. Un progetto unico, che già tanto interesse ha suscitato nel mondo della gastronomia. Un progetto anch'esso nato da una grande ma semplice idea: "far meglio" il lavoro di Sala e far crescere la ristorazione italiana. E ora anche internazionale.


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