Il favo delle meraviglie

Una cella piena di miele e un dolce ricordo che conduce all'emozionante rito della smielata

11-09-2015
Lo scatto di Francesca Brambilla e Serena Serrani

Lo scatto di Francesca Brambilla e Serena Serrani immortala la mano di Cristina Bowerman mentre estrae il favo di miele. La cuoca pugliese è Ambassador di Expo Milano 2015 e il miele è il suo ingrediente simbolo

Un tuffo nell’infanzia. Chi se lo aspettava che Cristina Bowerman estraesse dal cilindro del suo estro culinario quel magico pezzetto di favo intriso di miele? Il miele siamo abituati a vederlo solo in vaso o in terribili bustine e bottigliette in plastica.

Noi però abbiamo un altro ricordo infantile. Ce le ricordiamo bene le api dell’alveare di nonna. In mezzo a quel pratone verde c’era quella buffa casetta in legno sollevata poche decine di centimetri da terra. Tutto intorno un ronzio e una danza. Ci si sedeva a poca distanza a osservarle atterrare, appesantite dal carico all’ingresso del loro alveare e ripartire leggere in cerca di altro nettare. Attendevamo con impazienza ed eccitazione il giorno della “smielata”. Non potevamo mancare per nulla al mondo!

Come davanti allo schermo del cinema, osservavamo affascinate ed emozionate quello strano uomo vestito con quella buffa tuta bianca e quel cappello con la rete al posto della visiera. Sembrava un uomo dello spazio, sceso dalla sua navicella su un prato invece che sulla luna. Un eroe che impavido estraeva quelle cassette magiche circondato da fumo. Come nel migliore dei film di magia, rovesciava miele in un contenitore e qualche cella (favo) in altro contenitore. Noi a distanza ad osservare quella magia che ci esaltava.

Con impazienza attendevamo di poter avere quel pezzetto di cella piena di miele succulento da succhiare. Quel momento giungeva sempre. Evviva! Eccolo l’uomo “spaziale” si avvicinava lentamente e ci porgeva quel quadratino magico e noi correvamo a nasconderci per mangiarlo nel nostro nascondiglio segreto per la paura che qualcuno ce lo togliesse.


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