Audacia, lungimiranza e forte creatività: voilà La Grande Dame 2012 e l’interpretazione di Yayoi Kusama

Due grandi donne che hanno fatto la storia, Madame Cliquot e Kusama. La nuova bottiglia della Maison si veste di motivi a pois accompagnati dai fiori dell'artista giapponese

04-08-2021
Una bottiglia elegante creata dall'artista gia

Una bottiglia elegante creata dall'artista giapponese Kusama, che celebra l'energia vitale di Madame Clicquot. La nuova bottiglia della Maison si veste di motivi a pois accompagnati dai fiori inconfondibili dell'artista giapponese

Yayoi Kusama è un'artista giapponese che la maison Clicquot ha coinvolto per una nuova veste dello Champagne La Grande Dame e il millesimo 2012. Tutto nasce nel 2006 anno in cui Kusama crea un ritratto originale di Madame Clicquot attraverso il suo tratto distintivo dei pois. Oggi i motivi a pois accompagnati dai fiori inconfondibili di quest’artista vestono la bottiglia dello Champagne che omaggia l’audacia della vedova Clicquot, un simbolo di energia e ottimismo che racchiude un messaggio fondamentale in questo momento storico che stiamo vivendo. 

Un ritratto di Yayoi Kusama con la nuova bottiglia di Grande Dame 2021

Un ritratto di Yayoi Kusama con la nuova bottiglia di Grande Dame 2021

Un numero limitato di sculture del fiore by Kusama, simbolo di amore, energia vitale e omaggio alla vita si sposerà a pochissimi grandi formati de La Grande Dame 2012. Paradossale la diversità di queste due grandi donne, madame Clicquot e Kusama, vissute in epoche diverse ma con tanti punti in comune. Entrambe nate sotto una buona stella di famiglie agiate, vocate alle rispettive indipendenze per una singolare severità educativa. A soli 27 anni Madame Clicquot diventa vedova e prende il timone dell’azienda di Reims. Con audacia, coraggio e capacità imprenditoriali sfida l’impossibile con la convinzione che il Pinot Nero sia il vitigno più potente ed elegante su cui puntare le sue strategie in Champagne.

Colori, fiori e pois per una bottiglia che comunica gioia di vivere

Colori, fiori e pois per una bottiglia che comunica gioia di vivere

Intuizione confermata nel tempo dal successo che questa Maison che porta avanti  proprio con la Cuvée La Grande Dame che si compone di uve provenienti dai Grand Cru e gli storici vigneti di Aÿ, per la Grande Vallée de la Marne e Verzenay, Verzy, Ambonnay e Bouzy per la Montagne de Reims.  Uno spirito rivoluzionario simile è Lady Kusama che ha saputo conquistare con l’ arte il mondo Occidentale: pittrice, scultrice e regista famosa per le sue esperienze immersive. Due donne amanti del bello e dei dettagli.

«Il millesimo 2012 – chiosa Didier Mariotti, chef de Cave di Veuve Clicquot - si compone per il 90% di Pinot Noir con un 10% di Chardonnay. Sboccatura settembre 2019 per uno champagne che conferma uno stile Clicquot più teso, alla ricerca di mineralità e verticalità preservando la massima eleganza e finezza. Il suo potenziale di invecchiamento è immenso». Se nella precedente annata, la 2008, ritornano note terziarie di nocciola e tostature, il millesimo 2012 è un’esplosione al naso di gelsomino e fiori bianchi per poi aprirsi a cenni fruttati di pera decana e mela cotogna. L’evoluzione porta a sentori di mandorla che si ritrovano al sorso. Al palato convince un attacco diretto, teso con note di albicocca secca e lievi affumicature stemperate da cenni di zucchero candito. Un assaggio complesso e in continua evoluzione con cenni di pietra focaia e canditure agrumate che donano freschezza e setosa. Mariotti per un’inedita visita italiana in Puglia ha portato da Reims dei vini di riserva che ci hanno fatto comprendere, ancora una volta,  il complicato esercizio di stile e di assemblaggi.

Madame Clicquot vista con gli occhi e l'arte di Yayoi Kusama

Madame Clicquot vista con gli occhi e l'arte di Yayoi Kusama

«Il mio team è composto da 15 enologi e, in un anno, degustiamo almeno un migliaio di vini, di cui 700 sono vini della vendemmia e il resto vini di riserva. C’è una divisione programmata tra vini giovani, meno giovani e più maturi. Un viaggio sensoriale che deve portare equilibrio nel tempo con lungimiranza, senza mai perdere di vista lo stile e la creatività». L’ esercizio stilistico per La Grande Dame si basa senza dubbio sulla verticalità che noi di Identità abbiamo ritrovato sia nel millesimo 2008 sia nel 2004 che cela una spiccata versatilità gastronomica. Applausi per il 1995, 1990 e 1989, senza dimenticare un 1979 caratterizzato da una nota di tartufo inebriante.