Kelly Mitchell: il canto della Wine Siren

Si fa chiamare la Sirena del Vino: la giornalista americana si è affermata come una delle più importanti influencer del settore

07-07-2020

Kelly Mitchell è tra le venti top influencer del vino nel mondo. Dopo aver vissuto, nel periodo adolescenziale, alle Hawaii, si è spostata in Napa Valley per realizzare il suo sogno. Scoprire tutto quello che è possibile sul vino e il mondo dell’enogastronomia, cercando di narrare le storie di chi crea un’etichetta o inventa un piatto.

Grande amante di Champagne e folgorata dal vino durante una degustazione di Château Margaux. Viaggia intorno al mondo con il suo inconfondibile cappello nero e la chioma bionda con un sorriso contagioso. Si cela sotto lo pseudonimo di The Wine Siren. Narra attraverso racconti e video, con una penna accattivante e curiosa, il mondo del vino e del buon vivere.

La California è ancora molto provata dal problema Covid. Abbiamo raggiunto Kelly digitalmente e le abbiamo fatto alcune domande.

Dove si trovava al momento del lockdown e come ha trascorso la sua quarantena? 
Ero in aereo, stavo rientrando a San Francisco da Parigi. Per fortuna un volo diretto. Avevo già la mia mascherina ed ero equipaggiata in base alle normative di sicurezza che stavano divulgando. Indossavo i miei occhiali, guanti e mi sentivo protetta. Ho trascorso tutta la quarantena in Napa Valley, in California. Per la precisione nei pressi del lago South Lake Tahoe dove vive mio figlio. Tuttora non mi muovo molto, vista la situazione molto congestionata per il virus, qui in California.

Cosa sta succedendo nel mondo del vino dal punto di vista di un’importante influencer come lei?
Sto lavorando a una nuova serie di video e smaltendo il lavoro arretrato che i ritmi di prima, i viaggi e la dinamica digitale, mi impedivano di fare. Sono una donna curiosa. Ho deciso di studiare nuove forme dinamiche che il digital può offrire per intrattenere il mio pubblico. Occorre offrire dei contenuti più intriganti. Anche negli Stati Uniti e in California dove vivo lottiamo duramente contro il Covid. È diventata una vera sfida continuare a lavorare, anche per noi, professionisti del vino. Molti miei colleghi sono rimasti senza lavoro. I ristoranti sono chiusi. Speriamo si possa recuperare rapidamente e ricominciare a vendere vino. Mi sento di dire che qui, in Napa Valley, la nuova normalità è tutt’altro che normale.

Le grandi manifestazioni del vino sono state annullate: anche voi, negli Stati Uniti, avete intensificato i digital tasting?
Le cantine sono sempre rimaste aperte. La natura non si arresta e molte aziende vinicole stanno facendo un ottimo lavoro nel contattare, direttamente, i loro clienti per supportarli. Io faccio molte esperienze digitali, più del passato. Cerco di sostenere, tempo permettendo, molti marchi di questa zona. Mi rendo conto che posso affermare un concetto spigoloso, ma qui è una lotta, quotidiana, per ritrovare, si spera presto, una condizione di convivialità.

In questo periodo di quarantena ha sviluppato nuovi progetti sul vino?
Si, ho lavorato molto e continuerò a farlo per dare un segnale significativo. Non mi sono mai fermata e proseguo la mia attività di girare video che veicolo sul mio canale YouTube e invito tutti a iscriversi: https://www.youtube.com/c/thewinesireninsidersguidetowine&travel

Kelly è anche una grande esperta di bollicine americane. Ci ha descritto la sua visione sul mondo degli spumanti prodotti nel suo paese: «La California offre molte varietà di spumanti: in particolare ci sono aree davvero vocate per i Pet Nat (è la fusione di Petillant e Naturelle, una derivazione francese per indicare spumanti e frizzanti naturali, ndr). Lo spumante crea subito convivialità. Tra i mie preferiti sicuramente Frank Family Vineyard, Buena Vista Winery e Roederer Estate, oltre a Chandon».


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