Asolo, obiettivo farsi conoscere: «Noi, il Cru del Prosecco»

Il presidente del Consorzio Ugo Zamperoni ha presentato il nuovo logo e rilancia: «Siamo in grande crescita>

03-07-2020
Asolo Prosecco

La rocca domina sul paese di Asolo

Un nuovo logo, nuove strategie di marketing, ma soprattutto una comunicazione più attiva, a 360 gradi. È questa la strada intrapresa dall’Asolo Prosecco, anche sulla base di un’impennata che questa denominazione ha avuto negli ultimi anni.

La spiegazione arriva direttamente dal presidente del Consorzio Asolo Montello, Ugo Zamperoni: «Il Consorzio è cresciuto: siamo arrivati a 400 soci, tra i quali 40 vinificatori. Abbiamo 2.000 ettari potenziali, ma sono 1.400 quelli rivendicati e dall’agosto del 2019 c’è il blocco delle rivendiche, in modo tale che sarà il Consorzio a gestire questo aspetto. Siamo arrivati a 17 milioni di bottiglie contro i 3 milioni del 2014». E a questo si aggiunge il dato del 2020: da inizio gennaio a fine giugno la produzione certificata di Asolo Prosecco è stata pari a 7,8 milioni di bottiglie, con un balzo in avanti dell’8,3% rispetto al primo semestre del 2019.

Il consiglio di amministrazione del Consorzio: il presidente Ugo Zamperoni è il quinto da destra, in piedi

Il consiglio di amministrazione del Consorzio: il presidente Ugo Zamperoni è il quinto da destra, in piedi

Numeri sicuramente molto importanti: «Ma si tratta di una crescita che va gestita – continua Zamperoni – In questo momento stiamo valutando la situazione determinata dal Coronavirus. Fortunatamente i dati in nostro possesso non evidenziano particolari rallentamenti nelle vendite, ma ci vorrà tempo per capire gli sviluppi futuri. Ma non vogliamo alimentare pessimismo laddove non c’è».

Una crescita negli anni che ha portato, da un punto di vista economico, un bilancio più roseo al Consorzio stesso che ha avuto quindi una maggiore possibilità di azione, soprattutto per quanto riguarda la promozione dell’Asolo Prosecco, puntando sulla comunicazione.

È stata commissionata un'indagine per capire il posizionamento dell'Asolo Prosecco in Italia

È stata commissionata un'indagine per capire il posizionamento dell'Asolo Prosecco in Italia

Ma, come ha spiegato Angelo Peretti, scelto come content strategist dal Consorzio, prima di tutto è stata effettuata un’indagine conoscitiva tramite Bva Doxa per capire il posizionamento dell’Asolo Prosecco: sono stati così intervistate mille persone che si sono dette abituali consumatrici di vini spumanti o frizzanti.

Così si è scoperto come il 36% abbini alla parola Asolo una zona dove si fanno vini di pregio. Ma la questione più importante era capire: è meglio l’abbinamento con il nome Prosecco o no? L’85% degli intervistati ha spiegato che ha una maggiore propensione ad assaggiare un vino con il nome Prosecco affiancato a quello di Asolo, una percentuale che scende notevolmente se si utilizza solo l’indicazione geografica, ovvero Asolo.

Il nuovo logo

Il nuovo logo

Quindi Asolo, a livello strategico, non può fare a meno del nome Prosecco. Con questi presupposti nasce anche il lavoro sul nuovo logo, sicuramente più moderno, dove appaiono la rocca e il profilo delle colline, sia quelle più dolci, sia quelle più impervie.

«E con questo logo appariremo d’ora in poi nelle manifestazioni che riguardano l’Asolo Prosecco – spiega Zamperoni – Questo non significa che lasceremo stare la zona del Montello, sia chiaro. Il Consorzio rimane uno e gestirà anche quell’area con lo stesso impegno di prima. Si tratta di due realtà distinte gestite da un unico ente». E in futuro si parla di un nuovo logo anche per il Montello.

I vigneti e le colline di Asolo

I vigneti e le colline di Asolo

«Per certi versi, vogliamo diventare una sorta di Cru del Prosecco – conclude Zamperoni, facendo riferimento alle altre zone spumantistiche – Il Prosecco Rosé? Faccio i complimenti al Consorzio del Prosecco Doc per questo risultato. È una loro scelta, per noi invece è una strada che al momento non è assolutamente all’ordine del giorno».


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