Vini altoatesini: è un bel 2019

Il Consorzio Alto Adige ha presentato le etichette dell'ultimo millesimo. Uve raccolte in flessione, qualità sempre alta

03-06-2020
La Bassa Atesina, foto di Florian Andergassen

La Bassa Atesina, foto di Florian Andergassen

Il Consorzio Vini Alto Adige ha presentato con una serie di eventi digitali la nuova annata 2019. Eros Teboni, sommelier campione del mondo WSA nel 2018, ha condotto una singolare degustazione di 6 aziende altoatesine. Elena Walch con la sua interpretazione di Chardonnay, Terlaner di Cantina produttori di Terlano, Gewürztraminer di Pfitscher, Moscato Giallo di Manicor, un Lagrein Kretzer di Muri Gries per terminare con il Pinot Nero Malojer Gummerhof.

Il direttore del consorzio, Eduard Bernhart, ha descritto il millesimo 2019 come una buona annata. Le 200 cantine del Consorzio hanno una produzione più spostata sui vini bianchi (38% lo spazio dedicato ai rossi). Teboni ha posto l’accento sulla freschezza dei primi, evidenziandone acidità spiccate e grande potenziale di invecchiamento: «I bianchi dalle alte quote hanno una spigolosità più marcata. Il frutto è netto, elegante e in continua evoluzione. Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Grigio e Sylvaner si faranno notare per una spalla acida di struttura. Molto più rotondo il Gewürztraminer o lo stesso Sauvignon». La vera grande riconferma è la Schiava che si fa apprezzare per una complessità che non ti aspetti da un vino così giovane.

Eduard Bernhart, direttore del Consorzio

Eduard Bernhart, direttore del Consorzio

La sfida del Consorzio è stata quella di fare un’orizzontale di altoatesini così diversi tra loro ma fortemente identitari di quella ineguagliabile porzione d’Italia. Nota di merito: nonostante una vendemmia in calo del 15% l’asticella dello stile e della qualità rimane altissima. La forza dei vini dell’Alto Adige è la versatilità, accompagnata a un singolare spettro aromatico. Elementi che permettono molti abbinamenti oltre confine.

Tutti i vini in degustazione sono stati interessanti. Conferme e nuove scoperte. Ci ha colpito il Lagrein Kretzer, ossia il rosato, di Muri Gries per eleganza e struttura. Il Lagrein è uno dei vitigni a bacca rossa che vanta una genesi storica nobile fin dagli inizi del Trecento. La conca di Bolzano è il cuore della coltivazione. Condizioni climatiche straordinarie che si riflettono nei calici. Quasi 500 gli ettari vitati nella regione e solo nel quartiere di Gries circa un terzo della produzione. La tipologia Kretzer, ben interpretata da Muri- Gries, esalta i frutti rossi e una nota di prugna davvero dominante. Un vino che all’unisono avremmo abbinato a un cibo orientale e, decisamente, meno alpino, come il sushi. Stessa sorte per il Moscato Giallo di Manicor: secco, intenso, un color oro brillante di raro fascino. Inebriante al naso e al palato da note di sambuco e salvia, ben alternate tra loro.

Vigne in Val Venosta (Florian Andergassen)

Vigne in Val Venosta (Florian Andergassen)

Sul sito del Consorzio Vini Alto Adige è stata creata una nuova sezione dalla quale è possibile accedere, direttamente, ai siti delle cantine socie che hanno attivato i servizi di e-commerce e consegne a domicilio. La positività sinergica che denota, ancora una volta, la coesione di un consorzio.

Lo spirito d’iniziativa contro Covid-19 è stato espresso molto bene dallo stesso direttore Eduard Bernhart: «La crisi non ha tolto nulla alla qualità dei nostri vini. I produttori stanno portando avanti in queste difficili settimane un’importante accelerata dal punto di vista della digitalizzazione e ci auguriamo che questa iniziativa contribuisca a dare un po' di ossigeno alle vendite, facendo arrivare nelle case degli italiani il meglio della qualità vitivinicola della nostra terra».


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