Addio a Paolo Marzotto, il conte veneto che amava la Sicilia e i suoi vini

Se n'è andato a 89 anni. Negli anni Novanta aveva fondato Baglio di Pianetto, vicino a Palermo: un omaggio all'isola cui sentiva di appartenere. Il nostro ricordo

26-05-2020
Il conte Paolo Marzotto. È scomparso lunedì ne

Il conte Paolo Marzotto. È scomparso lunedì nel tardo pomeriggio a 89 anni

Gli era riuscita più di una magia: come quella di far incontrare anime diverse nel vino, ad esempio la “sua” Sicilia e la Francia. Il conte Paolo Marzotto è scomparso lunedì nel tardo pomeriggio a 89 anni. A lui Baglio di Pianetto - con l’amministratore delegato Renato De Bartoli - ha reso un commosso saluto sui profili social dell’azienda: «Risalendo la strada tra i filari… mi ha catturato una luce intensa quasi dorata, come un’aura che faceva splendere quello che per lui è stata una delle passioni più grandi, la viticoltura, che ha fortemente voluto e realizzato in Sicilia e che lo ha accompagnato dalla fine degli anni Novanta…».

In quelle parole e in un’immagine stupenda del conte che cammina tra le vigne, si intravede l’inizio di un sogno che via via si è fatto sempre più reale e che non può finire. Un sogno che sboccia fin da bambino, quando il piccolo Paolo riceve un dono insolito per la sua età. A dire  il vero, era stato lui stesso a chiedere alla mamma di comprargli una bottiglia di vino. Dieci anni dopo – rispettando la promessa con la madre - la aprì, ma era rimasto ben poco, quasi tutto evaporato. Una suggestione che lo guidò verso la Sicilia, isola che lui – veneto – amava immensamente. Anzi, come ha avuto modo di ricordare De Bartoli durante una recente degustazione dedicata ai suoi bianchi e a una nuova, straordinaria creatura: aveva l’idea di essere stato siciliano in un’altra vita.

La tenuta di Pianetto

La tenuta di Pianetto

Quell’isola l’aveva esplorata e sentita, grazie anche a un’altra grande passione, quella delle auto: nel 1952 aveva anche vinto il Giro di Sicilia.

Poi ecco la decisione negli anni ’90 di aprire un’azienda vitivinicola a venti chilometri da Palermo. Puntando sull’identità dell’isola, ma anche spingendola verso la scoperta di se stessa e altre anime. Come la Francia, appunto, da dove proveniva la prima moglie Florence e considerata come un’altra casa.

Difatti il conte si era posto l’obiettivo o di produrre dei vini che esaltassero l’unicità di questo speciale terroir (in collina, con un’accentuata escursione termica) attraverso il savoir faire di grandi chateaux francesi. Così come nel vigneto di Tenuta Baroni, acquisito nel ’98 tra Noto e Pachino, ha puntato sul Nero d’Avola (il Cembali), che gli ha dato grandi soddisfazioni con la sua morbidezza.

Nei giorni scorsi proprio De Bartoli, con Alessandro Scordato – sommelier che si occupa dell’accoglienza a Baglio di Pianetto – e Nicola Bonera, aveva presentato i fieri ed eleganti bianchi (Muriali Monreale Doc, Timeo Sicilia Doc, Ficiligno Sicilia Doc, Viafrancia Riserva Bianco Sicilia Doc).

Ma anche una nuova, affascinante sfida, prima vendemmia il 2019: quella di Baiasyra, il cui nome evoca la baia del borgo di Marzamemi, nei pressi della tenuta, quando la sera - “sira” in siciliano - il cielo si colora di rosa. Syrah, altra traccia d’amore per la Francia, che naturalmente ha abbracciato l’isola con il conte. Amore senza tempo, provato prima di tutto dai profumi, quelli mediterranei con gli agrumi protagonisti, e poi la frutta che rende omaggio a sentori di rosa.

Un’altra armonia riuscita, un altro omaggio sincero del conte alla Sicilia con la promessa di un’attenzione alla natura e alla sua profonda bellezza, portata avanti dalle nuove generazioni. Omaggio che quest’isola meravigliosa ora ricambia più che mai, orgogliosa di aver conquistato Paolo Marzotto e di essersi fatta conquistare.


Rubriche

In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo