Focus su Bellavista Riserva Moretti 2013

Francesca Moretti ci presenta da Erbusco la nuova bollicina di casa. Un concentrato di eccellenza, acidità e sapidità

29-05-2020
La nuova Bellavista Riserva Vittorio Moretti 2013

La nuova Bellavista Riserva Vittorio Moretti 2013 e Francesca Moretti, figlia di Vittorio, patron della cantina di Erbusco (Brescia)

Negli ultimi mesi, le degustazioni si sono trasformate in appuntamenti digitali. E non è per forza un male: c’è più concentrazione e, paradossalmente, più intimità di rapporti. Aver assaggiato la nuova bollicina di Bellavista è stato un vero privilegio. C’è un nuovo packaging rosso acceso, emozionante. Un’etichetta incorniciata da una nervatura delle foglie di vite. Un abito elegante veste la bottiglia, tipo haute couture.

È l’ultimo episodio di un progetto nato nel 1984, figlio dell’intuito e della creatività di Vittorio Moretti, tradotti nel vino che oggi più lo rappresenta. In 43 anni sono state prodotte solo 10 cuvée con una logica d'eccellenza fuori dal comune. Nei millesimi 1990 e 2012, grandi annate franciacortine, questa bollicina non ha visto la luce. Nasce da 146 vigne differenti che rappresentano molti terroir. Un blend che riassume l’aspirazione dell’imprenditore di valorizzare i maggiori appezzamenti di Bellavista, cioè quelli di Erbusco, Nigoline, Torbiato e Colombaro.

Una scelta di “famiglia”, sullo stile che questa riserva vuole e deve evidenziare. Uno spumante con un dosaggio zuccherino irrisorio (1,2 grammi per litro). Una proporzione quasi identica tra Chardonnay e Pinot nero, vinificata, parzialmente, sia in acciaio sia in barrique. 72 mesi di sosta sui lieviti, almeno. Una manualità essenziale, da progetto unico: remuage e dégorgement, tappatura finale con graffa metallica, bottiglia per bottiglia.

La Cantina Bellavista a Erbusco (Brescia)

La Cantina Bellavista a Erbusco (Brescia)

I vigneti

I vigneti

Senza dubbio, un vino per buongustai, di grande versatilità di abbinamento. Un equilibrio perfetto tra acidità e sapidità, con un’evidente tensione. Note che surfano tra la mela verde e una macedonia esotica, in un periodo storicamente non facile. «Noi non abbiamo mai interrotto il nostro lavoro», ci racconta Francesca Moretti, «la natura non si è mai fermata con la pandemia. Abbiamo il dovere di prenderci cura delle nostre vigne per garantire, nonostante tutto, lo standard qualitativo che abbiamo sempre dato».

Come trascorre questo periodo di quarantena e quali progetti desidera lanciare per la riapertura?
Mi trovo in Franciacorta, ed è mio dovere tutelare i nostri dipendenti con un obiettivo preciso: proseguire con costanza e dare il via a una ripresa significativa.

Visto l’annullamento delle principali fiere, come presenterete le nuove annate e i nuovi progetti?
Come in questo caso, col web tasting. Proseguiremo senza dubbio in questa direzione, sia con la forza vendita italiana sia con quella internazionale. Il nuovo progetto è legato a doppio filo all’e-commerce, un’opportunità in termini di fatturato, che non possiamo ignorare.

Cosa farà appena ci si potrà muovere tra regioni?
Tornare da Petra, la mia amata tenuta in Toscana.


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