Salealto, l'ultima, nobile, novità di Cusumano

La cantina siciliana ama i terroir in altura, pieni di carattere. E investe nella ricerca per produrvi vini di grande fascino

05-05-2020
Solealto, il nuovo nato di Cusumano, presentato co

Solealto, il nuovo nato di Cusumano, presentato con una degustazione online

A Partinico, nel 2001, dai fratelli Alberto e Diego fu fondata la cantina Cusumano, tuttora sede principale di produzione dei loro vini siciliani. Le tenute della famiglia si estendono dalla Piana degli Albanesi con Tenuta Ficuzza, alla zona di Butera, altre sulle colline di Monreale fino ad arrivare alla recente acquisizione, del 2013, di Alta Mora sull’Etna che racchiude, sotto un unico nuovo marchio, le contrade di Guardiola, Pietramarina, Verzella, Feudo di Mezzo e Solicchiata.

Sicuramente i vini prodotti a forti altitudini e con singolari terroir affascinano i Cusumano, che vi investono tempo e denaro. Progetti enoici singolari, in cui l’ispirazione storica guida le loro scelte produttive. Così il frutto di una ricerca territoriale gli ha fornito la prova che nella Real Casina di caccia del re Ferdinando IV di Borbone, a Ficuzza, sulla Piana degli Albanesi, il sovrano amava degustare il nettare di Bacco prodotto nella sua cantina.

Tenuta Ficuzza

Tenuta Ficuzza

Dai racconti di Diego Cusumano si evince che, seppur non esistesse una traccia ufficiale di cosa amasse bere il re, sicuramente si poteva tentare un’ipotesi veritiera con i vitigni locali quali Inzolia, Zibibbo e Grillo. Un’assemblaggio perfetto per produrre un nobile vino. Ecco nascere il progetto Salealto. Un vino che avrebbe dovuto essere presentato al Vinitaly ma è stato protagonista, insieme ad altri vini delle Tenute, di un’insolita e coinvolgente degustazione digitale, con il supporto di Diego affiancato dall’enologo Mario Ronco.

Il nome Salealto è nato da una crasi di Sale più Alto, vista la spiccata sapidità del vino e l’altitudine da cui proviene il vigneto, sito a 800 metri sul livello del mare. Un progetto che ha visto coinvolta la Scuola enologica di Alba per un triennio.

Alberto Cusumano e Mario Ronco

Alberto Cusumano e Mario Ronco

Racconta Ronco: «Sono stati prelevati dai vigneti, in maniera sterile, grappoli d’uva delle tre varietà, oggi anima di questo nuovo vino. I campioni sono stati sottoposti a test e microvinificazioni per una selezione. E’ seguito il regolare brevetto dei lieviti generati proprio dagli stessi grappoli che andranno a formare il nostro Salealto».

Un vino che colpisce per un equilibrio di struttura e una salinità infinita al sorso. Freschezza immediata e profumi che evocano la montagna. In effetti Tenuta Ficuzza è immersa nel bosco e con vigneti vicini alla dimora storica. Le altitudini piacciono alla famiglia di Partinico e proprio le venti vendemmie siciliane di Mario Ronco si sentono anche sulle produzioni etnee, in particolare su Alta Mora Feudo di Mezzo. Un rosso del vulcano ricco di note balsamiche, sfumature speziate, intriso di una singolare eleganza borgognona per un’annata 2016 ancora in fasce.

Abbiamo chiesto a Diego Cusumano qual è la sua personale riflessione sul momento attuale del vino: «Per il vignaiolo è un momento indubbiamente critico. Da una parte il mercato di riferimento è chiuso in tutto il mondo, dall'altra il ciclo della natura va sostenuto, dobbiamo coltivare la vigna e custodirla. Devo ammettere che sono preoccupato, tuttavia reagisco cercando di assumere il limite come un'opportunità. Per questo abbiamo scelto di presentare i nostri vini sia ai clienti che ai giornalisti attraverso la rete, inviando i campioni e organizzando le degustazioni. Realisticamente, potremo iniziare a ragionare su una reale ripresa della ristorazione non prima di settembre. Dobbiamo arrivarci pronti e veloci. Questa chiusura ci ha obbligati a una riflessione profonda sulla trasformazione in atto. Noi artigiani dobbiamo continuare ad avere idee, fare offerte, proposte, lavorare insieme ai ristoratori e alle enoteche. Dobbiamo lasciare la luce accesa perché il consumatore ci possa riconoscere. Noi parliamo dell'Italia, ma non dobbiamo dimenticare che tutto il mondo è fermo. Se chiedo al mio importatore "come va?" mi insulta. Però se gli faccio delle proposte, lo motivo, allora suscito una reazione. In sintesi, non è il tempo del business, bensì delle alleanze tra gentiluomini che ogni giorno vanno in azienda, che soffrono per il momento di stasi, guardando alla luce che sta in fondo al tunnel».

Tenuta Ficuzza

Tenuta Ficuzza

Il vino del Re - Salealto è la vera novità 2020 di Cusumano o avete altri progetti in cantiere che, necessariamente, sono stati bloccati per l’ attualità Covid-19?
La novità in assoluto è Salealto, su cui lavoriamo da oltre 3 anni. Dal punto di vista degli investimenti, ci sono i due nuovi vigneti sull'Etna, uno in contrada Santo Spirito e uno oltre quota 1000. Vigneti unici, diversi da quanto abbiamo già. Se vai in vigna ti torna il buonumore, capisci che il Covid non lo può fermare, è un patrimonio immune. Questo ti dà forza.

Diego Cusumano (foto di A. Rotoletti)

Diego Cusumano (foto di A. Rotoletti)

Come trascorre questo periodo di quarantena e quali progetti desidera lanciare alla riapertura?
In azienda, in vigna e con la mia meravigliosa famiglia. Mi paragono a un innamorato a cui dicono che potrebbe sposarsi "forse anche domani". Sono sempre pronto con l'abito da cerimonia.

Qual è la prima cosa che farà non appena ci sarà la possibilità di muoversi?
La cosa che mi manca veramente è andare in giro per il mondo a parlare di vino con un piccolo trolley, sentire l'odore del ristorante, raccontare il vino, la Sicilia. Quindi partirò, le ferie le abbiamo già fatte.


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