Cirò rosso, bianco e rosato: Librandi cala il tris

In occasione del cinquantesimo anniversario della Doc, la storica azienda vitivinicola calabrese lancia 3 nuove referenze

13-12-2019
Panoramica della Tenuta Rosaneti, una delle 4 ten

Panoramica della Tenuta Rosaneti, una delle 4 tenute di proprietà della famiglia Librandi, vignaioli a Cirò Marina (Crotone) dal 1953

Tre nuove etichette che si aggiungono alla batteria della famiglia Librandi, storica azienda familiare fondata a Cirò Marina, in Calabria, nel 1953. Si tratta proprio di 3 referenze di Cirò: rosso, rosato e bianco, riflesso della terra e del desiderio di Nicodemo, Raffaele, Paolo, Francesco e Teresa Librandi, figli di Antonio.

«La linea Segno Librandi», specifica nel comunicato la famiglia, «con le tre nuove etichette simbolizza al meglio il frutto di un meticoloso lavoro di sintesi di quanto acquisito in decenni di esperienza nel Cirotano. Fondamentale, in tutti questi anni, è stata la collaborazione con i migliori viticoltori locali in tutte le sottozone della Doc. Innumerevoli sono state poi le vinificazioni separate delle uve provenienti da sottozone diverse e che hanno permesso all’azienda di capire in profondità il territorio».

Cruciale poi l’apporto delle 4 tenute di proprietà dell’azienda all’interno del territorio della Doc. «Qui la tradizione si è incrociata con il lavoro di selezione massale prima e clonale poi, oltre che con un programma di ricerca dei migliori portinnesti da utilizzare. Felice esempio di questo instancabile lavoro di ricerca e selezione portato avanti dalla famiglia Librandi è la tenuta di Rosaneti dove si trova la collezione di vitigni autoctoni dei Librandi che accoglie attualmente circa 200 varietà recuperate su tutto il territorio regionale calabrese».

Tutto questo accade nei giorni di una ricorrenza importante: l’anniversario di nascita della Doc Cirò che quest’anno festeggia i 50 anni. «Ci fa piacere sottolineare la concomitanza di questi due eventi – racconta Raffaele Librandi, Presidente del Consorzio Cirò - in quanto la nascita della Doc Cirò cinquant’anni fa e la presentazione di questi nuovi vini rappresentano per noi motivo di orgoglio, segno, in un’ulteriore accezione, di una progressiva evoluzione nella conoscenza e comprensione profonda del nostro territorio che ha radici nel passato ma uno sguardo rivolto al futuro».

 


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