Fivi, la crescita continua. «I consumatori si fidano di noi»

Successo per il Mercato dei Vignaioli indipendenti a Piacenza, soddisfatta la presidente Poggi: «Siamo sinonimo di qualità»

06-12-2019
Folla nei tre giorni del Mercato di Piacenza

Folla nei tre giorni del Mercato di Piacenza

FIVI, ossia la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, conta a oggi 1.300 soci, in rappresentanza di tutte le regioni. Si tratta di vigneron che si prendono cura in media di 10 ettari di vigneto, che sono artigiani e professionisti del loro settore, produttori che seguono il ciclo produttivo per intero, trasformando in vino le uve di loro proprietà e da loro coltivate.

Dal 23 al 25 novembre, Piacenza ha ospitato l’annuale appuntamento con il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, un’edizione di grande successo in quanto a presenze (626 aziende per oltre 22mila ingressi) che ha visto la novità dell’apertura prolungata dal sabato al lunedì.

Il consiglio della Fivi

Il consiglio della Fivi

«Il nostro è un mercato, non una fiera. Proprio per questo, perché avviene l’incontro fra i consumatori finali, i wine lover, e i vignaioli che sono dietro al desk, abbiamo pensato di allungare l’evento su tre giorni, per dare ai visitatori il tempo di chiacchierare e di assaggiare tutte le etichette con la dovuta calma» racconta Matilde Poggi, presidente FIVI.

«Se ripensiamo alla prima edizione del 2011, in cui sia le aziende che i partecipanti erano molto meno numerosi, non possiamo che essere soddisfatti per come FIVI sia riuscita a crescere velocemente. Prova ne è il logo sulle bottiglie, diventato in pochi anni elemento distintivo e di scelta per il consumatore, sinonimo di acquisto di qualità. E anche la fiducia che sempre più aziende vinicole ci danno entrando a far parte della federazione e reputandoci interlocutori credibili cui affidare la parola in sedi prestigiose e di importanza strategica come l’Europa».

I vini presentati da Francesco Rosso

I vini presentati da Francesco Rosso

Il Mercato FIVI è un’occasione per degustare uno spaccato dell’Italia del vino. Capita così di imbattersi nei 3 ettari vitati di Rosso Francesco, un’azienda a gestione familiare, con il suo Roero Arneis 2018, autoctono piemontese, e la Barbera 2010 succosa, elegante e pronta da bersi.

E di proseguire fino in Val d’Aosta per i vini di Grosjean, e di soffermarsi sulla bollicina di montagna alla sua quarta annata, Montmary Rosé Metodo Classico Extra Brut: floreale, una bevuta piacevole e da aperitivo.

Le bottiglie di Elena Fucci

Le bottiglie di Elena Fucci

O può capitare di scendere fino in Toscana, al Molinaccio di Montepulciano per La Spinosa 2016, un Nobile da terreno di origine marina, un Sangiovese sapido e balsamico; per arrivare poi nel Vulture da Elena Fucci, dalle cui vigne di 75 anni sono state prodotte circa 2.500 bottiglie di Aglianico Titolo per commemorare nel 2019 il ventesimo anno di attività dell’azienda.

E di chiudere magari in Campania, con il Capafresca, Aglianico 100%, di Cantina del Vesuvio, un divertente Rosé Extradry, metodo Charmat.


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