Atlantis vuole emergere: l'obiettivo è il Vermentino di Gallura

La storia di Francesco e Andrea Sannitu: l'ingegnere e l'avvocato tornati alla loro terra. Con grandi ambizioni

25-10-2019
Crizia, il Vermentino di Gallura di Atlantis

Crizia, il Vermentino di Gallura di Atlantis

«Non guardate la cantina. È solo un capannone, anche troppo grande per quello che facciamo…». Francesco Sannitu è un ragazzo umile. In quello che fino a pochi anni fa era un capannone industriale, un magazzino di stoccaggio o poco più, ha preso vita il sogno suo e di suo fratello Andrea.

Ci troviamo a Berchidda, paese della Sardegna che negli anni è stato reso famoso dal Festival Jazz creato da Paolo Fresu. Ma che nasconde altri tesori nascosti, come l’azienda Atlantis – Terre di Sardegna. Il richiamo è al mito di Atlantide, quest’isola meravigliosa scomparsa.

Vasche d'acciaio per far esprimere il vitigno

Vasche d'acciaio per far esprimere il vitigno

Ma che in realtà potrebbe essere proprio la Sardegna, in quanto alcuni studiosi sostengono che le colonne d’Ercole fossero in realtà lo Stretto di Sicilia e questo “spostamento” porterebbe a individuare Atlantide nell’Isola dei Nuraghi.

Lasciando perdere la mitologia, a Berchidda nasce l’azienda di Francesco e Andrea Sannitu, il primo ingegnere gestionale, il secondo avvocato. Ma il richiamo della terra era troppo forte. «Mio padre aveva i terreni e i vigneti – spiega Francesco – ma vendeva le uve ad altri. Per lui era un hobby. Io mi sono laureato nel 2013 e da allora ho deciso di intraprendere questa avventura, insieme a mio fratello».

I fratelli Francesco e Andrea Sannitu

I fratelli Francesco e Andrea Sannitu

Il focus è chiaro fin dall’inizio: il Vermentino. «Volevamo fare dei prodotti molto eleganti – spiega ancora Francesco – cercando di rispettare al massimo le caratteristiche del vitigno». L’azienda nasce così un po’ in sordina: non esiste una cantina storica da far visitare, ma un capannone (senza nemmeno un’insegna o un cartello all’esterno) anche sovradimensionato rispetto alle reali esigenze dei fratelli Sannitu, anche a causa di un accordo con un’altra azienda che poi si era tirata indietro.

In quel capannone, dove le condizioni ideali di clima, temperatura e umidità sono comunque rispettate, si nasconde un inatteso patrimonio di vini. Atlantis può contare su 12 ettari vitati in produzione, ai quali se ne aggiungono 3 appena impiantati. La produzione attuale si attesta attorno alle 80mila bottiglie all’anno, delle quali 60mila sono di Vermentino.

I vini dell'azienda

I vini dell'azienda

Il prodotto chiave è il Crizia, Vermentino di Gallura Docg. Una verticale delle annate prodotte fa comprendere la strada intrapresa dall’azienda: il 2014 è sicuramente un vino baciato da un’annata particolarmente positiva e questo ha dato una bella spinta di ottimismo ai fratelli Sannitu.

Il 2015 è stata un’annata più calda e anche il Crizia ne ha risentito un po’, mantenendo comunque un’ottima acidità che, d’altronde, è un po’ il “marchio di fabbrica” di Atlantis.

Francesco Sannitu controlla l'affinamento del Clos

Francesco Sannitu controlla l'affinamento del Clos

Così si nota il 2016, annata più regolare, come acquisisca anche un buon equilibrio. Il 2017, invece, è leggermente più carico, ma con un particolare tocco salmastro. Il 2018 risente invece dell’annata piovosa, ma stupisce per l’immediatezza e franchezza dei profumi, unita a una splendida bevibilità.

Ma in cantina c’è qualcosa ancora a riposare, anche se la sua uscita è prossima: si tratta del Clos, un Vermentino di Gallura Superiore Docg  2018, che, assaggiato in anteprima, si prospetta come un vino di grande classe, di grande prospettiva futura, ma anche di eccezionale bevibilità nell’immediato, ricco ma non stancante, con un finale secco e sapido. Da non farselo sfuggire.

Anche il Cannonau tra i prodotti di Atlantis

Anche il Cannonau tra i prodotti di Atlantis

Atlantis ha anche una produzione di vino rosso. Molto gradevole è il Demiurgo 2015, un Cannonau in purezza senza troppi fronzoli, ma molto pulito e piacevole. Il Maju 2015 è Merlot al 50%, Cabernet al 25% e Syrah al 25%: di certo è il meno identitario dei vini prodotti dai fratelli Sannitu, ma comunque è ben realizzato, e dalla buona complessità.

In quella cantina, comunque, c’è parecchio fermento: meglio non perderli di vista, potremmo davvero vederne delle belle.


Rubriche

In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo