Easywine, il metodo Cristiana Lauro

Linguaggio semplice, abbinamenti cromatici, il ritratto degli enomostri. L'ultimo libro dell'autrice esperta di vini

23-10-2019
Cristiana Lauro e la copertina di

Cristiana Lauro e la copertina di "Il Metodo Easywine. Impara il vino in poche mosse", edizioni Pendragon, 12 euro (10,20 euro se acquistato online)

Aprire una carta dei vini ricca nell’assortimento e non sapere cosa scegliere, un grande classico. Come superare l’impasse? Acquistando “ "Il Metodo Easywine. Impara il vino in poche mosse"”, il nuovo libro di Cristiana Lauro che detta poche mosse per degustare e acquistare le migliori bottiglie oppure abbinare quel vino a quel tal piatto. Figurone assicurato.

Ogni capitolo consente di arricchire, in modo semplice, le vostre conoscenze in materia, senza farvi perdere di vista la terminologia del vino. Capitolo dopo capitolo, riuscirete a comprendere un’etichetta, la vera carta d’identità della bottiglia e saper distinguere un vitigno da un vigneto. Un esempio pratico: non esiste il vitigno Prosecco (mai dire “spumante da uve Prosecco”) perché l’uva dell'ubiqua bollicina, prodotta in Veneto e in Friuli, si chiama Glera.

L’autrice, origini bolognesi ma romana d’adozione, si definisce ironicamente «assaggiatrice seriale» avendo avuto un maestro preparatissimo, Daniele Cernilli. Ha collaborato con lui per molti anni, per la Guida ai Vini d’Italia del Gambero Rosso mentre da qualche anno cura una rubrica su Dagospia. Lo stesso Cernilli ha integrato alcune parti più tecniche del libro e, per la felicità dell’autrice, ha supervisionato e approvato il suo metodo.

«Il vino può essere un’esperienza appagante, un flacone di territorio, un modo per condividere esperienze e sensazioni, ma solo se affrontato con intelligenza», è scritto giustamente nella prefazione del testo. Lauro è stata coraggiosa a scriverne con schematicità e semplicità, sintetizzando in due pagine i metodi di spumantizzazione che, normalmente, vengono descritti in capitoli infiniti e spesso con tecnicismi indecifrabili a molti del settore.

La scintilla è stato “Elogio dell’invecchiamento”: «Il testo di Andrea Scanzi», ci spiega l’autrice, «mi ha convinto che dovevo avvicinare la gente all’argomento in maniera rispettosa, ma sdrammatizzando al tempo stesso una materia complessa. Il vino non va spiegato ma raccontato. Questo testo è indirizzato a un pubblico digiuno di materia enologica. È un metodo che colma l’ignoranza in materia. Mi piacerebbe che il lettore si incuriosisse a conoscere produttori, cantine, aree vinicole del nostro bel Paese, per condividere in primis un buon calice di vino. Tutti possono diventare bravi degustatori attraverso l’esperienza e la curiosità».

Per Cristiana la missione è culturale e il linguaggio immediato, a tratti irriverente. Il volume spiega le differenze tra biologico, biodinamico e vegano; illustra le regole fondamentali per assaggiare un vino o servirlo alla giusta temperatura e nel calice più adatto. Ci ha colpito la sezione relativa all’abbinamento cibo/vino: zero tecnicismi, utilizzo dell’arte della concordanza di colori: un piatto di contenuti a prevalenza rossi chiama un vino dello stesso colore. Se invece state mangiando una bella sogliola o un branzino al sale, puntate su un bianco leggero. E su un rosato in presenza di gamberi. Facile, no?

C’è anche un capitolo dedicato agli “enomostri”: «Sono quelli», ci spiega, «che si autodefiniscono ‘esperti di vino’ ma poi si trasformano in creature abominevoli. Chi usa l’olfatto come elemento distintivo per raccontare noiose sensazioni o chi esalta la polvere, notoriamente inodore! Poi c’è l’acidista, l’amanuense, il bio-talebano, ossia il vero fanatico dei vini biologici. E la gatta morta, di solito molto forte sui social e pur avendo un bel diploma da sommelier e corteggiatori discutibili, in verità fuori dall’ambiente non è che si distingua poi tanto. Un altro enomostro è il millantatore che consuma il suo tempo tra una degustazione e l’altra, cercando prevalentemente di farsi notare».

Un’ultima riflessione intelligente che abbiamo letto nel libro: Italia e Francia producono in media 40-50 milioni di ettolitri di vino all’anno. Ma la cantina più grande del mondo è in California con una produzione annua di più di un miliardo di bottiglie…


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