Il Marsala sta ritrovando forza e dignità

La bella storia di Francesco Intorcia: il suo progetto Heritage dà nuova luce alle bottiglie di famiglia e al metodo Soleras

02-10-2019
Francesco Intorcia davanti ai vigneti di propriet

Francesco Intorcia davanti ai vigneti di proprietà in Contrada Casale

Il Marsala è un vino complesso, non di facile approccio, figlio dell’ossigeno. Lo è da sempre. Il Grillo, una volta vinificato assieme a piccole percentuali di Catarratto, Ansonica e Damaschino, viene messo a riposare in botti da 400 litri, accatastate in tre file sovrapposte: è il metodo Soleras. Mano a mano che le vendemmie si avvicendano, il vino passa da un livello superiore a uno inferiore e si riduce, si ossida, si concentra.

Ma Marsala è anche sinonimo di una denominazione dalla storia travagliata: scelte vincenti nell’immediato, ma molto poco lungimiranti, hanno portato negli anni ’60 e ‘70 a svenderne il nobile passato in favore di un prodotto più facile da proporre sul mercato, come la versione “all’uovo” per lo zabaione o quello in bottiglioni da cucina. Il risorgimento, iniziato nei primi anni ’80 con Marco De Bartoli, sta vedendo la luce grazie a un manipolo di produttori che hanno investito nella qualità, restituendo orgoglio e dignità a questo grande vino siciliano.

Ne è un valido esempio Francesco Intorcia con il suo progetto Heritage, telefono +39.0923.999133, iniziato nel 2010 con lo scopo di dare nuova luce alle bottiglie storiche della cantina di famiglia, risalenti a quaranta e trent’anni fa, e al contempo far ripartire una moderna produzione Soleras. Le uve provenienti da Contrada Casale, una delle zone più vocate dell’agro marsalese, vengono vendemmiate al grado di maturazione ottimale per ottenere naturalmente un alto grado alcolico e riuscire a utilizzare una bassissima percentuale di mistella e alcol. I vini così ottenuti saranno più fedeli al terroir, ma anche più bevibili ed abbinabili. Ma è l’anima deliziosamente decadente, frutto del processo ossidativo del metodo Soleras, a donare al Marsala un fascino irresistibile e un’incredibile modernità.

Abbandonata definitivamente l’idea stantia di vino da meditazione, è giunta l’ora di provare abbinamenti di rottura, come quello del Vergine da vecchi millesimi con i ricci o la bottarga di tonno, o di proporne l’utilizzo nella mixology come base caratterizzante.

Il Marsala Heritage Riserva Superiore Oro Semisecco Vintage 2014 è il più giovane di casa Heritage-Intorcia. È un vino dai profumi di fichi secchi e scorza d’arancia, rinfrescanti richiami di alloro e delicati accenni di cuoio, dal sorso avvolgente, che conserva freschezza e vivacità.

Nel Marsala Heritage Superiore Ambra Semisecco Vintage 1994 lo spettro dei richiami olfattivi va dai toni affumicati e speziati, alle note albicocca disidratata, con un intenso sottofondo salmastro. Il sorso è materico e caldo, ma con un buon contrasto rinfrescante e ritorni fruttati dall’integrità sorprendente.

Il Marsala Heritage Vergine Riserva Vintage 1980 si offre in tutta la sua purezza di foglie di alloro, zenzero, fiori secchi, richiami di noce e radice di liquirizia, poi gli sbuffi iodati, intensissimi. Il sorso risponde con una perfetta concordanza, grande materia, freschezza ben percepibile e lunghissima risonanza marina.

Il Marsala Heritage Riserva Superiore Ambra Dolce Vintage 1980 rappresenta la quadrature del cerchio, con le note di caramello, arancia candita, cannella e fave di cacao che si fondono ai richiami più profondi di sottobosco e alle note incensate.   Un vino dalla dolcezza mai stucchevole, contrastata da un’acidità ancora integra, che si arricchisce di un lungo finale salino.


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