Cantina Urbana: produrre vino a Milano (sui Navigli)

Etichette buone per palati urbani: dettagli ed etichette del progetto milanese di Michele Rimpici, enofilo visionario

14-06-2019
Michele Rimpici (seduto) e lo staff di Cantina U

Michele Rimpici (seduto) e lo staff di Cantina Urbana, vinificazione e vendita al dettaglio in via Ascanio Sforza 87, Milano

Cantina Urbana®, “facciamo il vino in città” è un concept di cantina metropolitana ideato da Michele Rimpici, veneto, grande appassionato di vino. Sommelier e venditore per 15 anni, Rimpici ha creato nel 2012 Signorvino, un progetto vincente con dietro il gruppo Calzedonia.

Il progetto, ispirato al format Brooklyn Winery di Brooklyn, New York, riproduce quel modello sul Naviglio Pavese, in via Ascanio Sforza 87. È una vera azienda enologica (senza vigneti), ben orchestrata dal supporto di produttori provenienti da Lombardia, Piemonte, Veneto, Trentino, Toscana e Sicilia. Alcuni di loro conferiscono le uve pigiate e trasformate in vino a Milano; altre uve arriveranno già trasformate dalle stesse cantine medesime, scelte al termine di un’accurata selezione.

Il progetto, unico in Italia, si approccia al consumatore con l’obiettivo di produrre vini genuini a prezzi competitivi, organizzare degustazioni, consegne a domicilio ed eventi in uno spirito di condivisione totale. La vendemmia 2018 è il primo millesimo di Cantina Urbana, un luogo puntellato di barrique e anfore, un vero laboratorio sperimentale. «Mi definisco pirata del vino», racconta Rimpici, «Vorrei accorciare la distanza tra l’uva e la gente, abbandonando il superfluo e facendo un tuffo nel passato. I miei avi mi raccontavano che, una volta, il vino si acquistava nelle cantine portando le bottiglie vuote. C’era un rapporto stretto col produttore, sempre orgoglioso di spillare vino per i suoi clienti. Vorrei tornassimo lì».

La capacità produttiva di Cantina Urbana® è di 25mila bottiglie: si potranno fare vini ed etichette personalizzate con un supporto serio e garantito in ogni fase. L’attività, aperta al pubblico dalle 10 alle 24, aggiunge anche la possibilità di assaggiare selezioni importanti di salumi e formaggi, completati da pane artigianale.

E' stato prodotto  Naviglio Rosso, in omaggio a un simbolo importante di Milano, un vino ottenuto prevalentemente da uve Croatina e poca Barbera dall’Oltrepò Pavese. Carattere franco, immediato, affinato per un terzo in acciaio, anfora e barrique di rovere francese. Interessante la Tintilia molisana, un vino meno conosciuto ma di grande carattere con speziature marcate. Da non scordare la collezione Tranatt (nella tradzione milanese, il frequentatore seriale delle osterie) in versione rossa (blend di Syrah, Barbera e Teroldego), bianca (Trebbiano d’Abruzzo, Garganega e Sauvignon Blanc) e Rosè (Negroamaro, Primitivo, Barbera).

Nota di merito al Milano Rosso, da Corvina (il vitigno dei rossi della Valpolicella) e una piccola quantità di Merlot: intenso, spiccate note di frutta rossa croccante e speziature come pepe e chiodi di garofano. Un vino avvolgente, con un ottimo bilanciamento della trama tannica, e un’acidità molto persistente. Ma il pirata del vino non si ferma qui: ha fondato Wine Collective Club, associazione che prevede il coinvolgimento dei suoi membri nella produzione del vino di Cantina Urbana®, con l'organizzazione di incontri tematici divertenti e di contenuto. «Abbiamo portato il vino in città», conclude Michele, «una cosa che non aveva mai fatto nessuno. Vini buoni per palati urbani».


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