Energiche ed emergenti: ecco le donne protagoniste del Vinitaly

Quattro storie per raccontare la manifestazione di Verona sotto un altro sguardo, quello femminile

19-04-2019
Il Vinitaly ha regalato molte storie da raccontare

Il Vinitaly ha regalato molte storie da raccontare (foto dalla pagina facebook ufficiale del Vinitaly)

Il Vinitaly visto con gli occhi delle donne. Uno sguardo femminile sulla produzione di qualità, contraddistinto da classe, eleganza, sensibilità, ma anche forza e decisione.

Perché queste sono, ora, le donne del vino: con le radici ben piantate nel loro territorio.

Enrica e Dominga Cotarella

Enrica e Dominga Cotarella

Famiglia Cotarella e il nuovo volto del Montiano

L’entusiasmo che Enrica e Dominga Cotarella, figlie d’ arte ma con un una ricca personalità, è contagioso nel esprimere la loro visione di 25 anni di Montiano, della Famiglia Cotarella. Loro incarnano la nuova generazione delle donne del vino. Al Vinitaly 2019 hanno presentato, in anteprima, il nuovo Montiano, uno dei vini più conosciuti della produzione di famiglia. Le giovani donne svelano pochi dettagli di quella tradizione che si rinnova: bottiglia serigrafata con stemma di famiglia, nuova etichetta studiata con tecnologia e creatività ma ciò che era nei calici si fonde nella descrizione migliore: un merlot complesso che denota un vero fuoriclasse.

Il millesimo 2016 creerà una vera rivoluzione in casa Cotarella, con la migliore accezione del termine. E proprio noi di Identità Golose avremo l’onore di contribuire al lancio di questo nuovo Montiano. Vino rotondo, elegante, con una persistenza gusto olfattiva che fa questo Merlot un rosso italiano davvero innovativo. A brevissimo e con immenso piacere soddisferemo tutte le vostre curiosità.

Ottavia Giorgi di Vistarino

Ottavia Giorgi di Vistarino

Ottavia Giorgi di Vistarino e il suo Oltrepò

Se il Pinot Nero è stata la grande sfida che la famiglia Giorgi di Vistarino ha vinto con risultati di successo, oggi la tenuta dell’Oltrepò, Villa Fornace, di 200 ettari vitata è guidata da Ottavia (trisnipote del conte Augusto). Una donna del vino tenace e rivoluzionaria nel cambiare un’azienda con un mantra rivolto alla qualità.

Lo storico Pinot Nero, Pernice è stato affiancato da Bertone e Tavernetto e nel 2015 nasce Saint Valier, Pinot Nero vinificato in bianco senza scordare il millesimato 1865, metodo classico. In realtà Ottavia, coadiuvata da ottimi consulenti, si è dedicata ad un altro grande vitigno: il Riesling. Una sua grande passione che nei calici dei suoi vini si esprime con decisione: vini franchi e completi di una nota stilistica molto elegante.

Angela e Marianna Velenosi

Angela e Marianna Velenosi

Bollicine picene una sfida vinta da Angela Velenosi e sua figlia Marianna

Madre e figlia, un’immagine che mi porterò a casa da questo Vinitaly 2019 con volti sorridenti, fieri di mostrare il “loro Piceno” con tanti vini e una bollicina Metodo Classico 10 anni. L’insostituibile Angela Velenosi da qualche tempo è coadiuvata, in azienda, da Marianna che segue la madre con dedizione ed è fiera di presentarci il nuovo Metodo Classico.

Esattamente un decennio è stato necessario  per esaltare 70% di Chardonnay e 30%  Pinot Nero, millesimo in degustazione il 2008, sboccatura dicembre 2018.  Un progetto che nasce nel 1990 recandosi all’Istitute Oenologique di Epernay, tappa essenziale, per entrare nel mondo dello Champagne. Ecco in sintesi  genesi e fonte d’ ispirazione per questa bollicina. Oggi nasce Gran Cuvée etichetta Oro, uno spumante metodo classico che sarà prodotto solo nelle migliori annate, con circa 1.500 bottiglie numerate.

Giovanna Neri

Giovanna Neri

Giovanna Neri e la sua visione di Montalcino

La prima volta che ho incontrato a Vinitaly  Giovanna Neri rimasi colpita dai suoi vini e dalla descrizione che mi fece della sua storia di vignaiola che sintetizzo con questa frase: «Sono sempre i sogni a dare forma al mondo e con i miei vini ho costruito la mia realtà di oggi e del futuro».

In effetti Col di Lamo con le sue etichette ha studiato un’immagine femminile che potesse trasmettere non solo un profilo di donna del vino ma la cromaticità arancione e verde esaltano le bottiglie che esprimo la solarità della sua azienda a Montalcino. Il Rosso di Montalcino 2016, non filtrato, un alcol che sfiora i 13,5% ma stupisce per quell’ austerità contemporanea, raffinato e di apparente semplicità. Un calice che sintetizza il sogno divenuto realtà.


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