Cuzziol: dall'Armenia alla Champagne, dalla Valtellina alla Borgogna

Cronache da una ricca degustazione di vini. Etichette distribuite dall'azienda trevisana di Santa Lucia di Piave

28-02-2019 | 12:00
Lo sloveno Marjan Simcic, tra i protagonisti dell

Lo sloveno Marjan Simcic, tra i protagonisti della degustazione organizzata poche settimane fa da Cuzziol Grandivini all'hotel Excelsior Gallia di Milano

Dall’Oltrepò Pavese al Monte Ararat, dal coraggio della Valtellina alle valli della regione dello Champagne. Con il tasting all’hotel Gallia Excelsior di Milano, un giro del mondo non in 360 giorni, bensì in poche ore con un dirompente incontro con storie e sensazioni.

L’evento milanese di Cuzziol Grandivini è stato preso d’assalto da molti appassionati, a testimonianza di una formula vincente. Per affrontare questo viaggio, siamo saliti su un “treno” come prima cosa: tappa di partenza molto vicina, l’Oltrepò Pavese, con la storia e i vini di Frecciarossa che quest’anno taglia il secolo di vita. E lo fa anche con l’ardore dei I Moschettieri, spumante extra brut metodo classico del 2016, da uve Pinot nero in purezza a Casteggio: 22 mesi sui lievi, un’armonia che si presenta con la freschezza dei fiori bianchi.

Nelle due sale dedicate all’Italia e all’estero, tante conferme ma anche new entry dell’evento. Tra le prime, l’esplorazione di un confine con Marjan Simcic. Indugiare sui paesaggi del Brda, conduce anche alla Ribolla e alla sua mineralità offerta generosamente dalla Ponca, o meglio della Oponka per rimanere in Slovenia, ovvero dal suolo scandito da marne e arenarie.

I Meursault di Domaine Vincent Bouzereau

I Meursault di Domaine Vincent Bouzereau

Ecco allora un derby in casa, tutto firmato Ribolla. Una classica del 2017, 13 gradi, la macerazione di 48 ore e poi la maturazione sui lieviti per 7 mesi che unisce profumi e gusto di agrumi. E una Cru selection del 2016 (13,5% vol.) in cui la macerazione prolungata accentua la complessità e la persistenza di un vino, capace di rivelarsi anche dopo15 anni.

In Toscana ci fermiamo alle Cinciole con il viaggio che si fa sempre più un omaggio alla natura con un’agricoltura biologica. E risale lo sguardo fino alla Valtellina, con Scersé e il suo Infinito Sforzato. Un carattere che resta impresso nell’annata 2015, con l’intensità offerta dall’olfatto tra frutta sotto spirito e spezie e garantita al palato con una morbidezza che accompagna a lungo.

Torniamo all’estero, dove la Francia chiama. Prima un assaggio d’obbligo tra le aziende della Borgogna. Ci fermiamo al Domaine Vincent Bouzereau, dove la dodicesima generazione porta avanti con dedizione la tradizione del terroir di Meursault. Eleganza e mineralità sono una nota distintiva in questa Bourgogne 2017. E certo non ci si può poi non spostare sullo champagne, che offre produzioni varie e accattivanti.

Zohar, cantina armena

Zohar, cantina armena

Champagne Mandois

Champagne Mandois

Ma è bello anche condividere sogni più distanti. Proprio Yeraz – ovvero sogno – è un’etichetta della cantina armena Zohar. E davvero suggestivo è provare a cogliere le sfumature di questo vino ottenuto a 1.600 metri di altezza. Il suo cammino passa anche da anfore tradizionali e questo acuisce la sensazione di un viaggio nel tempo, oltre che nello spazio. Zorik Gharibian – cresciuto tra Venezia e  Milano – è innamorato della terra dei suoi padri.

Questo Yeraz (che è anche il nome della moglie) 2013 proviene da uve autoctone - Areni noir - ed è un rosso che vive un primo invecchiamento nelle anfore appunto e poi un passaggio in grandi botti di rovere, quindi in bottiglia. Le forti escursioni termiche ne rafforzano la personalità, che evoca di primo impatto lamponi e note speziate, ma sprigiona una forte complessità.


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