Podere Conca, nuove prospettive nella zona di Bolgheri

Il progetto di Silvia Cirri è ambizioso, ma la zona è quella giusta: si parte con due vini, ne arriverà un terzo

08-02-2019 | 12:00
Silvia Cirri è l'anima di Podere Conca, azien

Silvia Cirri è l'anima di Podere Conca, azienda di Bolgheri proiettata al futuro

«Noi siamo quelli subito dopo Ornellaia, di fronte a Tenuta San Guido». Così Silvia Cirri, medico di professione ma ora anche produttrice di vino, spiega con un sorriso dove si trova il suo Podere Conca, nel cuore di Bolgheri.

E visto che la sua è un’azienda nuova, che si affaccia per la prima volta in un territorio tanto prestigioso per il mondo del vino, per indicare dove si trovano i suoi vigneti, si affida a particolari coordinate, cioè quelle dei blasonati “vicini di casa”.

Le portine rosse caratterizzano il Podere Conca, tanto da diventarne parte integrante del logo aziendale

Le portine rosse caratterizzano il Podere Conca, tanto da diventarne parte integrante del logo aziendale

Ma quella di Podere Conca non è un’avventura estemporanea, nata solo per una moda passeggera, in quanto è una storia che parte da lontano, visto che la tenuta è la casa di famiglia di Silvia Cirri dal 1977. «E già dal 1983 produciamo olio, con gli oltre mille uliveti che abbiamo» precisa subito la stessa Cirri.

Per quanto riguarda la vigna si tratta invece, al momento, di 5 ettari vitati, con gli impianti recentissimi, puntando su Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Ciliegiolo. La parte di vinificazione e affinamento è seguita dall’enologa Laura Zuddas, origini chiaramente sarde, ma toscana a tutti gli effetti.

L'enologa Laura Zuddas

L'enologa Laura Zuddas

Silvia Cirri è, come detto, medico: primario del servizio di Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva dell’Istituto Clinico Sant’Ambrogio del Gruppo San Donato di Milano e Fondatrice e Vicepresidente della Onlus Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo. Dopo essersi appassionata durante i corsi da sommelier, coinvolge nel progetto vitivinicolo il nipote Giovanni Gastel Jr, nipote del celebre nonché omonimo fotografo e di Luchino Visconti, e l’amico di lungo corso Livio Aloisi, e successivamente Manuela Gastel e Virginia Archinto Rocca Saporiti, figlia di Silvia.

«Amiamo molto questo posto – spiega Silvia Cirri durante una cena nella sua abitazione milanese, dove ha presentato l’azienda – anche per la vicinanza del mare. Io mi sono appassionata al vino e abbiamo deciso di intraprendere questa avventura, circondati da tanti giovani. Forse siamo un po’ matti, ma crediamo che qui si possano fare davvero dei buoni vini».

L'Agapanto è il vino rosso dell'azienda

L'Agapanto è il vino rosso dell'azienda

La produzione è molto limitata. Podere Conca, al momento, esce con due etichette: l’Elleboro, un Igt Toscana bianco realizzato in 4.500 bottiglie con Viognier, Chardonnay e Sauvignon blanc, e l’Agapanto, un Bolgheri Doc con Cabernet Sauvignon al 50%, Cabernet Franc al 30%, Ciliegiolo al 20%. «La scelta di utilizzare il Ciliegiolo – spiega l’enologa Laura Zuddas – nasce dalla volontà, condivisa con Silvia, di dare un tocco di freschezza e di novità ai vini del bolgherese». Ed è un vitigno che mi piace molto» incalza subito Silvia Cirri.

L’Agapanto è un vino, realizzato in 8.000 esemplari, che trascorre un anno in barriques di secondo passaggio, per poi rimanere un altro anno in bottiglia. L’annata 2016, ultima uscita, è molto fresca e piacevole, anche se rimangono delle piacevoli durezze che fanno pensare a una possibile (e augurata) prospettiva per un medio-lungo affinamento in cantina. Il 2015 inizia a mostrare che questa potenzialità c’è e inizia a mostrare i primi frutti: il bouquet aromatico si amplia, rimanendo comunque una grande finezza di fondo, lasciando intravedere le prime note di spezie e di cuoio. Anche in questo caso il consiglio è quello di lasciarlo ancora riposare in cantina, se si ha tempo e pazienza.

Silvia Cirri con la figlia Virginia

Silvia Cirri con la figlia Virginia

Si tratta di vini che potremmo considerare “il manifesto” dell’azienda, in quanto al momento non sono prodotti con le uve raccolte al podere. La prima vendemmia, infatti, è stata la 2018, con i vigneti che non sono ancora entrati a regime. Proprio con le uve del 2018, però, arriverà nel 2020 un Bolgheri Superiore, che sarà un Cabernet Franc in purezza, che affinerà almeno 18 mesi in tonneaux di primo passaggio. Si chiamerà Apistos.


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