Altri otto nostri suggerimenti per un brindisi spumeggiante

Da Nord a Sud, la parola ai nostri esperti: Aiazzi, Alaimo, De Francesco, Lualdi, Torretta, Tortorelli, Trezzi e Visiello

24-12-2018

Ieri Cinzia BenziRaffaele Foglia, nostri responsabili di Identità di Vino, hanno fornito i loro otto consigli per il brindisi delle feste (leggi I brindisi delle feste: i nostri primi otto consigli). Oggi altri suggerimenti, uno ciascuno da parte di otto nostri specialisti, in ordine alfabetico Chiara Aiazzi, Marina Alaimo, Amelia De Francesco, Marilena Lualdi, Luca Torretta, Fosca Tortorelli, Maurizio Trezzi, Davide Visiello. Buona lettura e buone feste!

Cuvée Blanche di Reguta - A Natale, viene voglia anche di un po’ di primavera. Come un bagliore che vada oltre le luci ideate dall’uomo per rallegrare a tutti i costi. Così si presenta questa Cuvée Blanche, vino spumante extra dry. Bollicine garbate, anticipate da un giallo paglierino, che conduce con naturalezza agli antipasti e soprattutto a piatti di pesce. Primavera, perché le note floreali si colgono subito, con un tocco originario che fa pensare addirittura alle margherite. ChardonnaySauvignon e Pinot Bianco i vitigni, in un’armonia che si rafforza passando dall’olfatto al gusto. Un vino dell’azienda friulana Reguta, fondata da Ettore Anselmi 90 anni fa a Pocenia e portata avanti dalle generazioni successive. Un giardino sul mare, che non può che far sognare le prime fioriture. E Cuvée Blanche è come la prima onda, delicata ma non timida. Per iniziare (11,5°, una carezza di bollicine) un pranzo di Natale e spingere già avanti i sogni di primavera. (Marilena Lualdi)
 

Franciacorta E.B. Riserva Centoventi Ronco Calino - Uve Chardonnay Pinot Nero, rispettivamente in percentuale del 60 e del 40%, provenienti da Cazzago San Martino, in provincia di Brescia; 120 mesi sui lieviti; prodotto esclusivamente in formato Magnum per un totale di 400 bottiglie. È il Franciacorta Extra Brut Riserva Centoventidi Ronco Calino vendemmia 2007, la prima firmata dall’enologo Leonardo Valenti coadiuvato dall'agronomo Pierluigi Donna. Un ottimo prodotto, che rispecchia pienamente la filosofia aziendale, caratterizzato da grande complessità, struttura, eleganza e in grado di dimostrare la longevità che un Franciacorta come questo può raggiungere. «Ci rivolgiamo agli appassionati più attenti, che sanno apprezzare la particolare impronta dei nostri Franciacorta: eleganti, maturi, con dosaggio zuccherino limitato», ci spiega Lara Imberti, responsabile commerciale di Ronco Calino - dieci ettari monocru, gestiti interamente in regime biologico certificato, con una produzione annua di 70mila bottiglie - e moglie del proprietario Paolo Radici; industriale bergamasco della chimica, alla ricerca della bollicina perfetta da quando, dopo averla acquistata, vive in quella che fu la dimora di uno tra più grandi pianisti del Novecento, il bresciano Arturo Benedetti Michelangeli, circondata dai vigneti a pochi chilometri in linea d’aria dal lago d’Iseo. (Luca Torretta)
 

Brut Riserva Nobile di D’Araprì - Per i più distratti la Puglia è terra di vini strutturati, corposi e soprattutto rossi. O addirittura neri: NegroamaroNero di TroiadocetToni forti e possenti estrazioni. Fa specie allora scoprire il giallo paglierino, i riflessi dorati, il perlage sottile e prolungato di una bollicina prodotta a queste latitudini. Antesignani, pionieri, apripista: ai D’Araprìsono state messe tante etichette. Dal 1979 spumantizzano, con metodo classico a San Severo, profondo entroterra foggiano, le uve delle loro terra. Il Brut Riserva Nobile, oggi commercializzato nell’annata 2014, è fra i prodotti di punta della casa. 100% Bombino Bianco - vitigno autoctono raccolto a mano - fermenta in legno e poi riposa, sui lieviti, almeno 36 mesi in bottiglia. Il risultato un grande bollicina, fresca e sorprendente. Il colore è dorato, luccicante. Al naso emergono ananas e limone, corretti nel finale dalla vaniglia. In bocca è sapido e complesso, merito della grande annata. Perfetto per i sapori decisi che vengono dal mare, non disdegna un abbinamento a tutto pasto finanche con un festaiolo cotechino. (Maurizio Trezzi)
 

Redentor il suo Metodo Classico di Tessère - Bollicine per brindare, ma cosa scegliere? Se pensiamo al Veneto l’associazione con le bollicine sembra scontata e la prima cosa a cui si pensa è la versatile Glera, uva che ben si presta a questa antica metodica e trova nel Prosecco la sua espressione più nota. Ma seppur in piccole quantità, non è l’unica varietà autoctona che ben si adegua a tale brio, ecco quindi che nei dintorni pianeggianti della provincia di Venezia sorge la piccola realtà Tessère, cantina e azienda agricola capitanata da Emanuela Bincoletto, che con impegno e passione porta avanti le fondamenta gettate dal padre. Tra i suoi filari cresce il vitigno principe di questa zona ossia il RabosoEmanuela ama interpretarlo in diverse chiavi di lettura, è così che nasce il Redentor il suo Metodo Classico Spumante di Rabosoun rosé cangiante con sfumature tra il rosaceo e la cipolla ramata, di carattere e personalità, che rimane a maturare sui lieviti per almeno cinque anni esprimendo eleganti e fragranti suggestioni olfattive. Un ventaglio di profumi fruttati di melograno, ribes, lamponi e cenni di agrumi canditi; il sorso è profondo e persistente, fresco e cremoso, con un intrigante ritorno agrumato. Versatile e gioioso, compagno ideale per preparazioni marine che senz’altro allieteranno le tavole durante queste festività natalizie. (Fosca Tortorelli)
 

Contessa Franca Extra Brut Tasca d'Almerita - Dedicato alla moglie del Conte Giuseppe, padre di LucioContessa Franca rappresenta oggi per Tasca d’Almerita l’apogeo di un processo cominciato negli anni 80, quando lo stesso Conte scriveva: «Da qualche anno ormai la mia azienda, sotto la spinta giovanile di mio figlio Lucio, ha iniziato la sperimentazione di alcuni vitigni esotici quali lo Chardonnay, il Pinot Nero, il Cabernet Sauvignon, con l’obiettivo di realizzare prodotti speciali». Ecco dunque un metodo classico Extra Brutdi sole uve Chardonnay che resta a contatto con i lieviti in bottiglia per 60 mesi, vendemmia 2011 e degorgement a maggio 2017. Paglierino brillante dal perlage fine e continuo, si apre deciso al naso con sentori freschi di ananas, cedro e mandorla assolutamente integrati a dolci sensazioni di crosta di pane e a lievi sospiri di pepe bianco. In bocca è saporito e generoso ed esibisce un equilibrio scolpito tra la solida struttura acido-sapida e il piacere burroso di questo Chardonnay del centro Sicilia vendemmiato il 20 agosto. Magistralmente armonico ed esemplare per lunghezza, è uno spumante fortemente identitario ed emblematico degli effetti della famiglia Tasca sui terroir di Trinacria. (Davide Visiello)
 

Prosecco Col Fondo di Mongarda - Il Prosecco Col Fondo è il primo vino che Bruno Tormena ricavò nel 1978 dalla sua unica vigna di allora, Vigna Mongarda. Oggi i figli Martino e Anna gestiscono l’azienda, curando 12 ettari vitati, divisi in 9 parcelle, nella zona centrale dell'area del Valdobbiadene. Proprio nel 2013 Martinoha iniziato a dedicarsi a tempo pieno al vino, scegliendo per il Col Fondo uve provenienti dalle parcelle più ripide e alte, da piante vecchie che crescono nei terreni poco profondi di Col San Martino, un massimo di 50 centimetri di argilla che copre la roccia ricca di minerali. Si tratta di vigne difficili da coltivare che regalano, in compenso, un prodotto chiaramente riconducibile a quegli specifici luoghi. La versione in magnum da 1,5 litri si presta al meglio alla rifermentazione in bottiglia e consente di apprezzare le sfumature di questo vino, di evidenziarne l’eleganza, l’avvolgenza e la pienezza di bocca. Solitamente consumato in annata, questo vino può invece attendere qualche anno in cantina. Da provare anche il Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Dry. (Amelia De Francesco)
 

Champagne Terroirs D'Ecueil Lacourte Godbillon - In tema di festeggiamenti e brindisi, fra un’infinità di proposte che arrivano da ogni dove è divertente anche muoversi oltre confine senza però scomodare i grandi nomi dello champagne. Si può scegliere allora fra qualche piccolo produttore che propone etichette interessanti ma senza alleggerire il portafogli. Lacourte Godbillon, famiglia di viticoltori da oltre 70 anni, è un recoltant manipolant in zona della Montagna di Reims e la cuvée base Champagne Terroirs D'Ecueil 1er Cru è un assemblaggio di uve di Pinot Nero 85% e Chardonnay 15%, vinificato in acciaio, che riposa 30 mesi sui lieviti. Fresco e versatile, ha perlage fine e persistente con profumi intensi di fiori bianchi, agrumi e note di crosta di pane. Per la sua acidità delicata è perfetto per un aperitivo o in abbinamento a piatti di pesce crudo e crostacei. E per un buffet informale? Accompagnatelo a crostini con lardo di Colonnata e a panini mignon con lampredotto. Unica raccomandazione: vietati i bicchieri di plastica. (Chiara Aiazzi)
 

Gioi rosè metodo classico 2014 San Salvatore - Sembra quasi incredibile che dal rude aglianico si possa ottenere un metodo classico rosé di tale finezza. Già dal colore rosato pallido, di quelli che ricordano la Provenza, si intuisce la delicatezza del vino. Tonalità del tutto insolita a queste latitudini. Gioi Rosè Metodo Classico millesimato rappresenta una delle grandi sfide di Peppino Pagano, genius loci illuminato, innamorato del Cilento che racconta con entusiasmo nel suo progetto di azienda agricola e vitivinicola. La grande cantina è all’avanguardia, in prossimità dei templi millenari di Paestum. Fa da ponte tra il passato importante di questo territorio e il suo futuro, come testimoniano le tecnologie più avanzate utilizzate per garantire una qualità altissima dei vini -  e ovviamente del nostro Gioi. Attenzione massima è dedicata al rispetto dell’ambiente e la cantina è dotata di impianto fotovoltaico che la rende autosufficiente. Tra i filari il lavoro è invece molto manuale, l’aglianico viene seguito e vendemmiato al momento giusto perché diventi Gioi Rosè metodo classico. L’eleganza traspare in ogni suo aspetto, dal colore delicatissimo e luminoso alla finezza del perlage, nei profumi sussurrati di roselline selvatiche, ribes e gesso, per culminare con l’assaggio agile e sinuoso, un po’ birichino, vivace nella freschezza che non tende mai all’invadenza. (Marina Alaimo)


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