Giovedì 29 cena nel ristorante del carcere di Bollate nel segno del film Ratatouille, Marchi come Anton Ego

27-07-2021

Giovedì 29 luglio, appuntamento alle ore 20 al ristorante InGalera, all’interno del Carcere di Milano Bollate in via Cristina Belgioioso 120, Milano. Continuano così le serate chiamate Ti racconto il carcere, in cucina lo chef Davide il cui menù, ispirato al film Ratatouille, prevede Crema di patate e porri con finocchietto fresco e tartare di vacca vecchia; Risotto allo spumeggio; La ratatouille del topino Remy e Cremoso al mango. Costo vino e bevande comprese 40 euro, prenotazioni al numero +39.334.3081189 o alla mail ristoranteingalerabollate@gmail.com. Parteciperanno i giornalisti Roberta Rampini de Il Giorno e Paolo Marchi nel ruolo del critico Anton Ego.

L’intero progetto è figlio della volontà e della passione di Silvia Polleri che fondò la cooperativa Abc La Sapienza in tavola nel 2004 come lei stessa ricorda: «Aprire un catering per gestirlo con persone in esecuzione di pena portando il bon ton in prigione e uscire utilizzando le misure alternative alla detenzione per allestire matrimoni, convegni e feste, fu davvero un'impresa rivoluzionaria. Nel 2012, convinti che la ristorazione potesse essere un vero strumento di reinserimento e l'occasione  di apprendere un mestiere ancora molto spendibile, favorimmo l'entrata dell'Istituto Alberghiero Paolo Frisi, sezione carceraria. Nel 2015, il sogno si realizza: apriamo il Ristorante InGalera, primo in Italia dentro un penitenziario, gestito da detenuti e aperto a tutta la società esterna, per scoprire poi un grande interesse in tutto il mondo.

«Le nostre serate a tema: ti racconto il carcere. Lo scopo è far scoprire alla società esterna che il carcere è parte a pieno titolo della società esterna, non è un mondo alieno e le persone che lo abitano sono parte attiva, temporaneamente fermate, della società stessa. Usciranno e la società dovrà essere preparata a riaccoglierli.

«Perché questa volta lo spunto del film Ratatouille? Il tema è quello del riscatto, dell'andare oltre i pregiudizi, di guardare la realtà da prospettive differenti; analogie straordinarie con il mondo carcere che riprenderò nel corso della serata. Il nostro chef Davide, che guida dal 2016 la cucina di InGalera, era già chef prima del suo ingresso in carcere, essendosi diplomato all’Alma di Gualtiero Marchesi a Colorno. La passione per questo lavoro gli ha permesso, nonostante tutto, di continuare a studiare, aggiornarsi ed esprimere la capacità creativa in questo lavoro che, se interpellato, definisce un gioco meraviglioso.

«E poiché frequentemente si pensa che il detenuto lavori gratis in cambio di sconto di pena, preciso che tutti i nostri interni e il maître esterno sono assunti con il contratto delle cooperative e beneficiano ovviamente in busta paga di tutte le previdenze INPS, INAIL, acconto di TFR».