"Io apro", nuovi appelli al buon senso: Magistà, Duca e Prete

14-01-2021

Altre prese di posizione critiche nei confronti dell'iniziativa annunciata per domani. Magistà e Duca esortano al rispetto della legge, Prete propone però di lasciar le luci dei locali accese, “Non spegniamo la ristorazione”

Dopo il documento redatto dagli Ambasciatori del Gusto e firmato da quasi cento grandi chef e professionisti del food italiano (leggi "Io apro" non è la soluzione. Ma servono subito misure per una riapertura in sicurezza, regolamentata e controllata), giungono altre prese di posizione e inviti al buon senso in vista della giornata di domani, 15 gennaio, quando è prevista la discussa iniziativa "Io apro".

Antonello Magistà

Antonello Magistà

Un appello alla ragionevolezza in questo senso è stato lanciato da Antonellò Magistà, patron del Pashà di Conversano (Bari):

Mi dispiace tanto di questa presa di posizione di molti colleghi. E lo dice uno che sta soffrendo esattamente come tutti gli altri ristoratori. Inevitabilmente questa iniziativa contribuirà a sfilacciare e allontanare tra loro i componenti di una categoria tanto importante per l’Italia che, è vero, non ha mai eccelso per compattezza, unità, univocità di intenti, ma che comunque si è sempre distinta per garbo, compostezza e genuinità di azioni, di buoni propositi. Per tanti cittadini che ci seguono e che ci osservano siamo anche modelli di stile, di un certo vivere, inevitabilmente ci viene riconosciuto un ruolo nella nostra società, e che ci piaccia o no, abbiamo la responsabilità di onorare. Nelle difficoltà, nelle sofferenze che quotidianamente ci confidiamo e che a volte solo tra noi comprendiamo, abbiamo il dovere di continuare a rispettare le regole anche se spesso ci appaiono ingiuste! Non commettiamo questo grande errore che potrebbe costarci davvero caro, e non mi riferisco solo ad eventuali sanzioni, ma pagheremmo in termini di immagine, credibilità, vanificheremmo la reputazione di una categoria che rimane il fiore all’occhiello dell’ Italia e che appena sarà possibile ripartire avrà un ruolo fondamentale per la rinascita del paese! Vi prego stringiamo i denti, continuiamo a mantenere  visione e lucidità, avremo una ripartenza grandiosa che ci ripagherà di tutti i sacrifici fatti in questo anno! Sicuramente è importante far sentire in modo forte e determinato, la nostra voce, le nostre istanze, far capire che i ristori sono insufficienti, che molte attività sono a rischio chiusura, che i nostri collaboratori sono in difficoltà esattamente come noi, ma facciamolo nel rispetto delle regole, come la nostra generazione ha sempre fatto. Diversamente faremo solo altro male a noi stessi e al Paese.

Rino Duca

Rino Duca

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Rino Duca, de Il Grano di Pepe di Ravarino (Modena):

Comprendo la rabbia e la frustrazione di una intera categoria, quella dei ristoratori a cui appartengo. Siamo martoriati e messi in ginocchio da una situazione che - per dirla con le parole della Merkel - «il peggio deve ancora venire». Assieme alla mia categoria ce ne sono altre piegate in due dalla pandemia e mi sento solidale anche con loro. Basti pensare al cinema che io adoro, non c'è spiraglio per ora di ripartenza, aggiungiamoci che il cinema non può farti un delivery o take away del film. Quindi chiusura totale. Provo a guardare cosa stanno facendo gli altri Paesi per contenere i contagi e dappertutto i ristoratori sono tra i più penalizzati. Non vedo altri Governi che hanno trovato altre valide alternative per i locali aperti al pubblico. E allora non me la sento di cavalcare l'onda della disobbedienza civile di chi adesso sta paventando di aprire nonostante i divieti. Questo non mi fa sentire pecora, ma solo dentro un sistema di regole che volente o nolente scelgo di rispettare.

Massimiliano Prete

Massimiliano Prete

Da Torino, ecco la presa di posizione di Massimiliano Prete, di Sestogusto:

Vogliamo rispettare le regole quindi restiamo chiusi, ma con le luci accese per ricordarvi che esistiamo. Siamo contrari alle chiusure a singhiozzo, inutili e peggiorative per tutta la categoria. Siamo disponibili ad accettare nuove soluzioni e nuove regole per aperture in sicurezza, ma che siano definitive. Siamo disposti ad accettare una chiusura lunga, purché motivata, ragionata e contestuale a ristori congrui. Mi auguro che tanti colleghi possano raccogliere e condividere il mio appello “Non spegniamo la ristorazione” e che questa “protesta nel rispetto delle regole” dimostri al Governo la buona volontà e la piena disponibilità dei ristoratori, ma anche la necessità di scelte ponderate, pianificate, sensate e condivise con chi deve tenere in piedi un’azienda e tanti posti di lavoro.