Il Soave diventa Patrimonio rurale della Fao, primo in Italia per la viticoltura

01-12-2018

L'agenzia delle Nazioni unite inserisce l'area in provincia di Verona tra i 53 siti mondiali denominati Globally Important Agricultural Heritage Systems

Un percorso lungo più di 10 anni si è concluso ieri con il riconoscimento come sito GIAHS - FAO del Soave (Giahs sta per Globally Important Agricultural Heritage Systems). Un lavoro portato avanti dal Consorzio Tutela attraverso studi, pubblicazioni e altri riconoscimenti, come Primo Paesaggio Storico Rurale Italiano, coronato ora con la dichiarazione di 53simo sito mondiale, il primo in Italia legato alla viticoltura.

Con questo riconoscimento sono tutelati come patrimonio dell'umanità i tratti distintivi di questo territorio che sono la pergola veronese, il sistema delle sistemazioni idrauliche fatto di muretti a secco e terrazzamenti (riconosciuti tra l'altro dall'Unesco come patrimonio immateriale), l'appassimento e il Recioto di Soave e l'organizzazione sociale fatta dai 3.000 viticoltori riuniti in una cooperazione virtuosa, che ogni giorno con fatica coltivano le uve che crescono sui suoli vulcanici e calcarei della denominazione. Valori e tradizioni centenari, tramandati di generazione in generazione e che oggi sono ancora vivi e portati avanti dai giovani che si stanno affacciando su questo mondo.

Un lavoro iniziato nel 2006 con la pubblicazione di Un paesaggio Soave, che prima di tutti ha riconosciuto come valore intrinseco tutti quegli elementi distintivi e identitari di un territorio che da più di 200 anni è dedito alla viticoltura; nel 2015 l'edizione di Origine, stile e valori pone le basi al lavoro coordinato dal Consorzio, che ha portato al riconoscimento come Primo Paesaggio Storico Rurale Italiano; infine la scrittura della candidatura GIAHS, redatta da Aldo Lorenzoni in collaborazione con Chiara Mattiello e tutto il team del Consorzio che ha lavorato alacremente in questi anni per raggiungere questo risultato.

«È una grande, grandissima soddisfazione - spiega Sandro Gini, presidente del Consorzio Tutela Vino Soave - che mette Soave tra i più importanti sistemi agricoli e vitivinicoli al mondo, per la sua capacità di mantenere tradizioni centenarie, pur nella innovazione che deve contraddistinguere un sistema produttivo moderno, efficiente e capace di produrre reddito. Soave diventa esempio per l'intera umanità e di questo non possiamo che essere felici».

«Il riconoscimento - dice Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio - non è un traguardo ma un punto di partenza fatto dai tanti progetti che stiamo impostando per la conservazione dinamica di questo sito che è considerato unico al mondo. Tutto il sistema produttivo, attraverso questi progetti sta andando nella stessa direzione, fatta di sostenibilità e di fiducia nel futuro».