Petra Valrhona 

Newsletter 9 del 19 marzo 2019

Gentile {{NOME}},

In un appuntamento di lavoro a Parigi mi sono ritrovato a parlare e a confrontarmi su tanti aspetti della tavola francese e di quella italiana, registrando un interesse importante verso di noi da parte dei cugini. Quasi impossibile una decina di anni fa.

Solo su un aspetto mi è stato risposto che è ancora prematuro pensare a confronti pari: la pasticceria. Il divario è marcato e a loro non pare destinato a colmarsi in breve tempo. Pasticceria da ristorazione. Però a scorrere il programma di Identità Golose 2019 si nota come di anno in anno cresca la forza del nostro movimento dolce.

C’è ancora tanto da fare per crescere. Però sai che bello percorrere strade nuove. Per noi di Identità la pasticceria a fine pasto è una prateria che abbiamo iniziato a esplorare da subito e chissà se un giorno avremo un congresso esclusivamente in chiave dolce.

Paolo Marchi

 

Contaminazioni dolci a Dossier Dessert

I cinque relatori di Dossier Dessert, l'intero pomeriggio di sabato 23 marzo dedicato alla grande pasticceria, a Identità Milano 2019. Da sinistra Jordi Butron (Espai Sucre, Barcellona); Will Goldfarb (Room 4 Dessert, Ubud - Bali); Roger Van Damme (Het Gebaar, Anversa - Belgio); Antonio Bachour (Bachour, Miami); Corrado Assenza (Caffè Sicilia, Noto – Siracusa)

La numero 15 sarà l'edizione più ricca di sempre di Identità Milano (da sabato 23 a lunedì 25 marzo prossimi al MiCo, come ormai consuetudine); prevede un programma mai così denso - per consultarlo clicca qui - il cui il lato dolce confermerà i propri due prestigiosi spazi appositamente dedicati.

Al di là di Identità di Gelato (sabato mattina in sala Blu 1, clicca qui), le dolcezze saranno protagoniste fin dal primo giorno in Auditorium grazie a Dossier Dessert, pomeriggio dedicato all'altissima pasticceria internazionale organizzato in collaborazione con Valrhona. Poi ci sarà anche Pasticceria italiana contemporanea, un'intera giornata (appuntamento lunedì 25 in sala Blu 1) sull'arte dolce tricolore, organizzata in collaborazione con Petra® Molino Quaglia e la stessa Valrhona. Ma di quest'ultima sezione parleremo sotto. Partiamo piuttosto con Dossier Dessert.

Sul palco cinque super-relatori provenienti da altrettanti Paesi del mondo. Partirà il catalano Jordi Butron, immarcescibile creatore di quel luogo gioiosamente magico che è l'Espai Sucre di Barcellona. Lo seguirà Will Goldfarb, statunitense ora al Room 4 Dessert di Ubud, isola di Bali, dopo una vita con la valigia, tra le mete anche il Cibreo di Firenze ed elBulli, fianco a fianco di Albert Adrià. Quindi sarà la volta di Roger Van Damme, ovverosia come conquistare una stella Michelin con ciò che è a grandi linee una sala da tè, la Het Gebaar di Anversa, Belgio. Dopo di lui Antonio Bachour, portoricano a Miami con in salotto una caterva di premi, tra gli ultimi in ordine di tempo quello come Best Pastry Chef per il The Best Chef Awards 2018. Chiuderà Corrado Assenza, del Caffè Sicilia di Noto, Siracusa: e non c'è bisogno di aggiungere molto...

Carlo Passera

Leggi l'intero articolo

La nuova Pasticceria Italiana Contemporanea

Gli otto relatori di Pasticceria italiana contemporanea, in collaborazione con Petra® Molino Quaglia e Valrhona, lunedì 25 marzo in Sala Blu 1 a Identità Milano. Nella fila in alto, da sinistra, Corrado Assenza (Caffè Sicilia, Noto – Siracusa), Massimo Alverà (pasticceria Alverà, Cortina d’Ampezzo – Belluno), Francesco Ballico (pasticceria Il Chiosco, Lonigo – Vicenza), Marco Pedron (Cracco, Milano). Sotto, sempre da sinistra, Lucia De PraiGian Luca ForinoCarmine Di Donna (Torre Del Saracino, Vico Equense – Napoli) e Gianluca Fusto (Fusto Milano)

Identità Milano 2019 vivrà due grandi momenti dedicati all'arte dolce. Del primo, Dossier Dessert, il pomeriggio di sabato 23 marzo in sala Auditorium, abbiamo già parlato ampiamente qui: Grandi maestri e contaminazioni dolci a Dossier Dessert. Si chiuderà, come ultima lezione del tardo pomeriggio, con lo stesso maestro - ossia il grande Corrado Assenza - che in un ideale proseguimento l'altra sezione, Pasticceria italiana contemporanea, l'intera giornata di lunedì 25 marzo in sala Blu 1 che sarà un lungo e approfondito focus sullo sviluppo della pasticceria italiana, tanto quanto invece Dossier Dessert dà invece molto spazio all'internazionalità.

Pasticceria italiana contemporanea è organizzata in collaborazione con Petra® Molino Quaglia e Valrhona. Dopo il recordman netino (recordman perché è l'unico relatore sempre presente in 15 edizioni di Identità Milano) sarà la volta di Massimo Alverà (pasticceria Alverà di Cortina d’Ampezzo, Belluno, leggi qui la sua storia); quindi Francesco Ballico (pasticceria Il Chiosco di Lonigo, Vicenza,leggi qui l'articolo che recentemente gli abbiamo dedicato). Lascerà poi il palco a Marco Pedron, pastry chef del Cracco di Milano, leggi qui quello che abbiamo scritto su di lui.

Tra tanti uomini, sarà piacevole scorgere, subito dopo, il volto femminile di Lucia De Prai, miglior pasticcere dell'anno per la Guida Identità Golose 2019 con la seguente motivazione: "Sei anni a lavorare sodo in Spagna al fianco di Paco Torreblanca e Quique Dacosta: a sole 28 primavere, questa ragazza romana vanta un curriculum che merita già grande rispetto. E il futuro si preannuncia ancora più radioso se continuerà a coniugare basi classiche e variazioni sul tema, solidità e leggerezza".

Gran finale con Gian Luca Forino, giovane talento romano già visto nella scorsa edizione di Identità; quindi Carmine Di Donna, ossia colui che presiede all'offerta dolce del bistellato Torre Del Saracino di Vico Equense, Napoli, chef Gennaro Esposito; infine Gianluca Fusto, "uomo-pasticcere, la cui soavità vellutata richiama un pan di spagna, la fragrante amabilità lo scrocchio della sfoglia fresca. Un buono che fa cose buone", come abbiamo abbiamo avuto modo di celebrare in passato questo giovane e talentuosissimo maestro.

Carlo Passera

Leggi l'intero articolo

Un genio sul palco: Jordi Butron

Jordi Butron (Espai Sucre, Barcellona) aprirà i lavori di Dossier Dessert (in collaborazione con Valrhona), alle ore 14,30 di sabato 23 marzo, in sala auditorium,

Jordi Butron sembra essere al mondo per compiere una missione: dimostrarci che un pasto completo può essere serenamente declinato secondo note dolci. E, sia chiaro, non cinque o sei dolci alleggeriti di zuccheri e serviti in successione più o meno logica, ma proprio piatti e menu degustazione completi dove è labile il confine tra dessert e proposte “salate”, dove tutto è morbido e rassicurante, mai mieloso e stucchevole. Dove, soprattutto, ogni passaggio ha una logica esatta, studiata e calcolata. Butron è un catalano che al menu dolce è arrivato per gradi.

Tecnica perfetta e un senso spiccato per l’insegnamento (ascoltarlo è un piacere assoluto, ricorda quei professori che rendono chiaro il problema più complicato), oggi è il titolare di Espai Sucre, ovvero Spazio Dolce o Spazio Zucchero, il primo Restaurant de postres al mondo, ristorante e non pasticceria...

Paolo Marchi

Leggi l'intero articolo

Will Goldfarb tra Usa e Indonesia

Dopo Butron, alle 15,15, palco per Will Goldfarb (Room 4 Dessert, Ubud - Bali)

Nel 2019, Will Goldfarb si crogiola al bagliore del suo primo (e sorprendentemente ben accolto) libro di cucina, pubblicato da Phaidon, e nell’episodio della quarta stagione di Chef’s Table, dedicato alla pasticceria (è uno dei quattro pasticcieri, e con lui c’è un certo Corrado Assenza). Tutto questo, al caldo del Room4Dessert di Ubud, in Indonesia, dove lui e la sua allegra banda di pasticceri rifugiati deliziano legioni di avventori e altri gastronauti.

Un’avventura che ha inizio oltre un ventennio fa, al prestigioso Cordon Bleu di Parigi, cui seguono esperienze da Gerard Mulot a Parigi, Fabio Picchi a Firenze, Tetsuya Wakuda a Sydney. Ma l’insegnamento più importante arriva da el Bulli, la cui eredità Goldfarb ha sempre cercato di tenere in vita nei due decenni successivi, soprattutto dietro all'insegna del leggendario Room4Dessert, al 17 di Cleveland Place, Manhattan, New York. Tutto il mondo viene a esperire il primo ristorante di soli dessert, una ragione per cui è invitato anche a Identità Milano, edizione 2007.

 

Leggi l'intero articolo

Stella dolce ad Anversa: Roger Van Damme

Alle 16 esordisce a Dossier Dessert il talentuoso Roger Van Damme (Het Gebaar, Anversa - Belgio)

L’anticonformismo e l’entusiasmo da ragazzino fanno di Roger Van Damme un caso da manuale nel mondo della pasticceria. Anche perché al di là del riconoscimento del 2017 come Best pastry chef in the world conferitogli al The Best Chef Awards e quello nel 2009 per il miglior dessert al mondo, lui ha anche conquistato nel 2010 la stella Michelin con il suo Het Gebaar, il ristorante di Anversa che dal 1994 gestisce con la moglie Cindy. Classe 1971, natali nella cittadina olandese di Oostburg, come avrete già compreso sarebbe riduttivo iscrivere Van Damme alla semplice, si fa per dire, categoria dei pasticcieri.

Di fatto questo olandese che ha messo radici in Belgio è un innovatore. Non per nulla Ferran Adrià si vanta di annoverarlo fra i suoi amici più cari. Dal cuoco spagnolo, tra i papà della cucina molecolare, il giovane Roger è andato più volte a nutrire la sua fame di conoscenza rivelandosi uno “studente” modello. Nei suoi dolci, vere e proprie opere d’arte tanto che si fa davvero fatica ad affondarvi dentro le posate, sono stratificati anni di ricerca e l’utilizzo di tecniche uniche e disparate. Una visione della pasticceria che Van Damme non limita ai suoi dessert signature, ma che applica anche ai grandi classici della tradizione.

Mariella Caruso

Leggi l'intero articolo

Antonio Bachour, un portoricano a Miami

Alle 16,45 riflettori su Antonio Bachour (Bachour, Miami)

Il suo palmares scoppia: c’è lo Zest Awards, riconoscimento ai protagonisti della cucina della Florida del Sud che ha conquistato nel 2016 nella categoria Baking and Pastry Innovator. Nel 2011, invece, è stato nella Top 10 dei pasticcieri statunitensi di Dessert Professional Magazine e finalista all’International Chef Congress Pastry Competition. Del 2018 l'alloro come Best pastry chef al mondo per i Best Chef Awards... E così via. 

Lui è Antonio Bachour, un predestinato. Farina, zucchero, cioccolato, ma soprattutto i frutti tropicali, per lui non hanno segreti, vere icone della sua pasticceria ispirata al sole della sua isola. Il motivo è semplice. Antonio in mezzo a tutti quegli ingredienti ci è nato e il bakery è un’arte di famiglia.

Siamo a Portorico, l’anno è il 1975 e Antonio Bachour emette i suoi primi vagiti... 

Mariella Caruso

Leggi l'intero articolo

Corrado Assenza dalla Sicilia al mondo

Corrado Assenza (Caffè Sicilia, Noto – Siracusa) chiuderà i lavori di Dossier Dessert, sabato 23 marzo alle 17,30, e aprirà quelli di Pasticceria italiana contemporanea (in collaborazione con Petra® Molino Quaglia e Valrhona), lunedì 25 marzo alle 10,45 in sala Blu 1

Prima della classificazione delle scienze operata oltre 2mila anni fa dal filosofo Aristotele, il sapere era uno solo e faceva tutt’uno col mondo del mito. Stabilita la divisione dei saperi, sono arrivate le discipline e così i professionisti iper-specializzati (chimici, politici, medici…) che oggi imperano. A Corrado Assenza le categorie che separano i saperi non sono mai piaciute: non esiste il cuoco “salato” di qua e il pasticcere di là «perché la natura stessa non è dolce o sapida: queste sono categorie che applichiamo noi umani, in maniera del tutto arbitraria, alla cucina e all’ordine delle pietanze».

La sostanza del concetto è rivoluzionaria perché è come se ricatapultasse i nostri palati alla dimensione del mito, a una comprensione del mondo come uno, a un’adorazione totale della natura non frammentata dai milioni di punti di vista che nei millenni l’hanno seviziata, impedendoci di coglierne i sacri sussurri.
Il creato è uno, e quello della Val di Noto è un microcosmo tra i più felici, è un geo-eden dei sapori, una miniaturizzazione da esplorare senza rifiatare. In compagnia di Virgilio-Assenza che dal Caffè Sicilia in piena Noto ci racconta tutto il creato vegetale e animale che circonda il barocco della città...

Gabriele Zanatta

Leggi l'intero articolo

Massimo Alverà: identità alpina ma non solo

Alle 11,30 sarà la volta di Massimo Alverà (pasticceria Alverà, Cortina d’Ampezzo – Belluno)

«La nuova sala è un inchino alle Tofane, le nostre montagne», racconta con illuminata lungimiranza Massimo Alverà, classe 1968, ampezzano doc e patron della pasticceria che nella bella Cortina porta il suo cognome. Una sala speciale quella voluta da Massimo. Un po’ perché si tratta di un locale - di 60 mq per 45 posti a sedere - tutto dedicato alla degustazione, colazione, pranzo o merenda che sia. E poi perché prima di essere uno spazio interno era una terrazza esterna. Ora chiusa da vetrate. «Da qui si può ammirare il 50% di tutto il panorama».

«La nostra identità alpina è incarnata nel soffitto», spiega, riferendosi alle massicce travi in larice provenienti da vecchie case, malghe e fienili d’alta montagna. «Mentre il nostro dinamismo è rappresentato dal resto della struttura, che privilegia acciaio, ceramica e linee pulite, minimali». Un luogo elegante, capace di esprimere un pensiero preciso. Quello di una pasticceria moderna, dal vibrante spirito italiano e dall'estetica francese. Perché è Oltralpe che Massimo guarda e prende ispirazione. Non tradendo qualche caposaldo mitteleuropeo, ma rendendolo contemporaneo.

Cristina Viggè

Leggi l'intero articolo

Francesco Ballico non si ferma mai

Dopo la pausa pranzo i lavori riprenderanno alle 13,20 con Francesco Ballico (pasticceria Il Chiosco, Lonigo – Vicenza)

Ha sempre avuto le idee chiare Francesco Ballico. Ma ora è determinato più che mai a dare un’ennesima svolta alla sua vita professionale. Grazie a una fucina di ben 1000 mq. A meno di un chilometro dal centro della vicentina Lonigo, dove sboccia, sotto le fresche frasche di un viale alberato, il suo dolce rifugio: Il Chiosco.

Perfettamente scandito in zona colazioni e spuntini, pasticceria e cioccolateria. «Lo aprii nel 1996. Era un baretto, originariamente in legno e successivamente in cemento, che vendeva bibite. Ho mantenuto il suo nome ma ho rivoluzionato contenitore e contenuti», racconta fiero Francesco. Abituato ai cambiamenti.

Certo perché lui, classe ’62 e autoctono di Lonigo (per capirci, è cugino dei Portinari, i bros de La Peca), i primi passi li ha mossi nella gelateria che papà Aldo gestiva in paese. Per poi trasferirsi - per una ventina d’anni - in uno dei Lidi Ferraresi: quello di Pomposa. «Un luogo turistico, dove era difficile fare qualità. Anche perché la stagione corta non offriva le giuste gratificazioni». Il giovane Ballico non è soddisfatto. Il ruolo di gelatiere gli sta stretto. Sogna di ampliare le competenze con la pasticceria...

Cristina Viggè

Leggi l'intero articolo

Marco Pedron, pasticceria con Cracco

Dopo Ballico, sul palco Marco Pedron (Cracco, Milano), alle 14,10

Non è difficile, se ci siede da Cracco in Galleria, imbattersi in un “figuro” che non troppo furtivamente controlla brioche e monoporzioni affinché tutto sia sempre in ordine. Il suo nome è Marco Pedron, il pastry chef dell'insegna. Il motivo? «Far sì che chi sceglie questo luogo abbia sempre il massimo. Per questo non farciamo mai più di sei o sette brioche e dieci cannoncini per volta, per evitare l’ossidazione delle creme. E glassiamo le monoporzioni almeno due volte al giorno».

Pedron, milanese classe 1981, è allievo di Luigi Biasetto per il quale ha gestito anche la logistica del locale a Bruxelles; vanta un passato al Principe di Savoia di Milano e come executive di Princi tra Milano e Londra («Dove è stata sviluppata la linea oggi inserita da Starbucks Milano»), prima di conoscere Carlo Cracco che l’ha voluto prima a Garage Italia e poi appunto nel suo ristorante gastronomico...

Mariella Caruso

Leggi l'intero articolo

Il giovane talento di Lucia De Prai

Alle 15 l'unico volto femminile, quello di Lucia De Prai

«Non puoi connettere i punti guardando avanti; puoi connetterli solo guardando indietro. Quindi devi fidarti del fatto che in qualche modo i punti si connetteranno nel tuo futuro. Devi credere in qualcosa – il tuo istinto, il destino, la vita, il karma, qualunque cosa. Questo approccio non mi ha mai tradito e ha fatto tutta la differenza nella mia vita». Tutta questa saggezza arriva da una bella ragazza classe 1990, dunque con un'età in cui tanti surfano ancora tra le lasagne di mammà, redditi di cittadinanza e fuoricorsismi vari. Lei invece ha un curriculum alto come un millefoglie.

Lucia De Prai è una romana elegante e affilata, avvicinatasi alla cucina per bisogno (studiava Giurisprudenza, era a Londra e doveva sbarcare il lunario) e alla disciplina che governa i fine-pasto per caso. Ma nella vita le combinazioni sono bluff che dura poco. E Lucia era una predestinata. Precisa, netta, nitida, mai sovraesposta, con un gusto per la bellezza raro, un po’ innato e molto figlio dei suoi maestri, molti e buoni (che grande fortuna sono, gli insegnanti): Roy Caceres di Metamorfosi e Heinz Beck della Pergola nella sua Roma, poi Paco Torreblanca dell’International School of Pastry Arts, quindi Quique Dacosta che l’ha promossa capopasticciera nel suo ristorante di Dénia...

Andrea Cuomo

Leggi l'intero articolo

Gian Luca Forino, il pasticciere in viaggio

Alle 15,50 il palco di sala Blu 1 per Gian Luca Forino

Molti lo conoscono per le sue partecipazioni televisive: da quella all’edizione 2014 de Il Più Grande Pasticciere – il talent show Rai dedicato alla pasticceria professionale, in cui si è piazzato al secondo posto e si è fatto notare, oltre che per la sua “erre” arrotata, per i dolci eleganti e ben costruiti – a quella, attuale, come tutor di pasticceria nel programma Detto Fatto.

Ma Gian Luca Forino – classe 1989, romano di nascita ma con un quarto di sangue austriaco – non è certo solo un pasticcere “di scena”.

La passione per quest’arte culinaria nasce fin da piccolo, quando la nonna Pina inizia a coinvolgerlo nella preparazione delle tipiche torte della tradizione mitteleuropee. Così – tra uno strudel, una Sacher e un’equazione, dopo essersi diplomato al Liceo Scientifico, Gian Luca decide di seguire la strada nel mondo del dolce e, in particolare, del cioccolato...

Luciana Squadrilli

Leggi l'intero articolo

Carmine Di Donna, i dessert del Saracino

All'esordio a Identità Milano anche Carmine Di Donna (Torre Del Saracino, Vico Equense – Napoli), parlerà alle 16,40

Classe 1979, nato a Torre del Greco, Carmine Di Donna ne ha fatta di strada, da quando da bambino ha iniziato a muovere i primi passi nella pasticceria di famiglia, lasciandosi conquistare dai colori e dai profumi della tradizione napoletana. Una passione che lo ha sempre più coinvolto e gli ha dato modo di muoversi con disinvoltura apprendendo le basi fondamentali di questo dolce lavoro da suo padre, per poi spiccare il volo, in un vortice continuo di crescita formativa ed esperienziale.

La sua formazione professionale è molto ampia; dopo gli studi ha viaggiato, facendo esperienze diverse, da Manchester alle navi da crociera, fino alla ristorazione di hotel. In parallelo Carmine ha sempre creduto e puntato sulla sua formazione, seguendo svariati corsi di aggiornamento, consapevole che il confronto e l’apprendimento sono fattori indispensabili per continuare a creare.

Fondamentale per lui il confronto con alcuni grandi maestri della pasticceria internazionale, tra i quali lo chef pasticcere Angelo Musa, che ha segnato il suo percorso e che ancora oggi è fonte di ispirazione...

Fosca Tortorelli

Leggi l'intero articolo

Gran chiusura con Gianluca Fusto

I lavori di Pasticceria italiana contemporanea terminano con una nostra vecchia conoscenza, Gianluca Fusto (Fusto Milano), sul palco dalle 17,30

Nel suo logo c’è il segreto della sua pasticceria: quell’avvilupparsi di linee arrotondate e cadenze rette che sfumano le une nelle altre sotto il segno caldo del marrone, il colore del cioccolato. Gianluca Fusto è così: bonario, giocoso, gaudente, ma al tempo stesso scientifico, riflessivo, ipertecnico. E soprattutto innamorato del cacao, il suo ingrediente feticcio, fregoli della pasticceria cui tende da dietro le quinte i travestimenti per la girandola dello show.

I natali meneghini, nel 1975, lo hanno instradato all’alberghiero Carlo Porta e lo hanno fatto bussare alla porta di Aimo Moroni, padre spirituale e interlocutore di uno scambio mai interrotto, giunto oggi ai menu di fine pasto della maison di via Montecuccoli. Quindi un pasticciere col pedigree dello chef, la sua sensibilità per i grandi ingredienti e la sua fantasia gustativa spiazzante...

Alessandra Meldolesi

Leggi l'intero articolo

Valrhona off con la Settimana del Belize

Costruire nuove memorie. Un tema che lascia spazio alla creatività. La ricerca del bello, del buono, dello spettacolare, che fa sì che un piatto, una creazione golosa, faccia storia e scriva nuovi capitoli di dolcezza. Con una partnership consolidata e duratura, anche quest’anno Valrhona contribuisce alla grande kermesse di Identità Milano con due imperdibili appuntamenti. Apre il sabato dalle ore 14,30 con il pomeriggio di Dossier Dessert, dedicato all’alta pasticceria d’autore. Dopo questo mirabolante pomeriggio, ci ritroviamo lunedì 25 marzo con il secondo appuntamento dolce: Pasticceria Italiana Contemporanea, dove si rinnova la collaborazione triangolare fra Valrhona, Identità Golose e Molino Quaglia, con una carrellata di lezioni dedicate alla pasticceria italiana, tra tradizione e innovazione. Di entrambi questi momenti, abbiamo parlato qui sopra.

A corollario, in chiave off, Valrhona propone quest’anno un evento che tocca diverse regioni d’Italia. Cercando di mettere in risalto la pasticceria della provincia e quella cittadina, Valrhona coinvolge 18 pasticceri e gelatieri che creano un ponte fra il loro modo di fare pasticceria e un paese lontano nella Settimana del Belize

Abbiamo chiesto a questi artigiani del gusto di interpretare la nuova copertura monorigine Belize, Tulakalum 75%, all’interno di una ricetta che rappresentasse l’essenza della loro arte dolce. Dal 23 al 31 marzo, non mancherà dunque l’occasione di poter gustare questi dolci limited edition nei seguenti punti vendita: Articioc Cioccolateria Senza Glutine, Savona; Dolce Capriccio Gelateria Artigianale, San Vendemmiano (Tv); gelateria Baci & Abbracci, Longiano (Fc), gelateria Badiani, Firenze; gelateria Gianni, Bologna; Lorenzo Pessina, Gelato, Castellanza (Va) e Tradate (Va); gelateria Neve Di Latte, Roma Flaminio e Roma Prati; L’ile Douce, Milano; pasticceria Alfieri, Correggio (Re); pasticceria Arte Bianca, Parabita (Le); pasticceria Brotini, San Miniato Basso (Pi); pasticceria cioccolateria Colombo, Barasso (Va) e Comerio (Va); pasticceria gelateria Chocolat, Lavagno (Vr); Pasticceria Gran Caffe Napoli 1850, Castellammare Di Stabia (Na); pasticceria Luciano, Barge (Cn); pasticceria Mac Mahon, Milano; pasticceria Marisa, San Giorgio Delle Pertiche (Pd); pasticceria Tonka, Terni (Tr).

La settimana si aprirà il 22 marzo con un aperitivo presso Identità Golose Milano, hub internazionale della gastronomia in via Romagnosi 3, nel capoluogo lombardo. Si degusteranno deliziose creazioni dell’École Valrhona, proposte da Franco Ascari; dell’amalfitano Andrea Pansa, recatosi in viaggio nelle piantagioni del Belize; e del gelatiere pluripremiato Paolo Brunelli.