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NEWSLETTER | 16

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29/11/2021

Bollicine dal Mondo

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Newsletter Bollicine del mondo numero 16, la più importante dopo quella d’esordio il 9 giugno del 2020. Scriviamo di due Champagne, di un prodotto israeliano e di sei italiani, in particolare due Franciacorta, un Oltrepò, un laziale, un piemontese e un campano. Siamo fedeli alla scelta di non avere confini, senza quindi oscillare, come fanno invece molti, tra una realtà transalpina ben precisa e le più blasonate di casa nostra, le due appena citate, nonché il Trentino.

Le firme, in questa circostanza, sono quelle di Cinzia Benzi, coordinatrice di questo bollettino, nonché di Alessio Pietrobattista, Andrea Grignaffini, Adele Granieri, Bruno Petronilli, Luca Torretta, Manlio Giustiniani, Luca Turner e Monica Coluccia. Sabato scorso, 25 settembre, primo giorno di Identità Golose 2021, tutti loro sono saliti sul palco dell'auditorium per essere presentati e applauditi. Assieme con Giovanna Abrami, Raffaele Foglia, Fosca Tortorelli, Elio Ghisalberti, saranno infatti le firme della Guida di Identità Golose alle Bollicine del Mondo, in uscita a dicembre, senza voti come quella dedicata ai ristoranti. In pratica, dentro o fuori, che in fondo sono voti anch’essi, molti diretti e secchi.

Paolo Marchi

Champagne Brut Nature - Remy Leroy, Francia

La famiglia di Rémi Leroy ha una storia comune a quella di molte dell’Aube, una zona che per decenni è stata, e lo è tuttora, bacino di approvvigionamento per le grandi e medie maison di Champagne del nord, soprattutto per il Pinot Noir. Dalla partita del conferimento molti si sono sganciati, totalmente o in parte, per avviare produzioni proprie e identitarie, definendo l’attualità della Côte des Bar e offrendo la proposta variegata, spesso “naturale”, che in molti abbiamo imparato ad amare. Tra i nomi da seguire con attenzione c’è quello di Rémi Leroy, che sfila ai nove ettari di vigneto di famiglia, nel comune di Meurville, le uve per la sua linea di Champagne.

Figlio d’arte, quindi, ha affinato una mano dallo stile nitido, che certamente gli deriva dai suoi studi in enologia e agraria, che affianca a una conduzione a basso intervento in vigna e in cantina (lieviti autoctoni, fermentazioni spontanee, decantazioni naturali, basso utilizzo della solforosa). L’equilibrio e l’accessibilità -anche economica- sono le principali doti del Brut Nature (Pinot Noir, in maggior quota, e Chardonnay, con un 30% di vin de reserve), con aromi fruttati e speziati consolanti e un sorso lontano dalle katane gustative: caratteristiche da jolly prezioso su una tavolata multietnica, sia per preparazioni sia per commensali.

Monica Coluccia

Yarden Galilee Blanc de Blancs 2012 - Golan Heights Winery, Israele

Nel 1991 il giovane enologo californiano Victor Schoenfeld viene accolto dalla israeliana Golan Heights Winery - fondata nel 1983 dall’unione di quattro kibbutzim e quattro moshavim - e subito inviato in Francia, presso la Maison Jacquesson & Fils, per approfondire tecniche e segreti dello champagne. A lui, che nominato capo enologo nel 1992 ricopre ancora quel ruolo, alla sua dedizione e a quella fondamentale esperienza champenois, si deve il fatto che la cantina, con sede sulle omonime colline della città di Katrin, sia stata la prima a produrre spumanti metodo classico di alta qualità in Israele.

L’attuale gamma produttiva di rifermentati in bottiglia, a cui si aggiungono altrettanto interessanti vini fermi, sia a bacca bianca sia rossa, include un non millesimato brut e due millesimati: rosé oppure blanc de blancs, con quest’ultimo che assurge ad etichetta più eloquente del livello raggiunto. Nello specifico, lo Yarden Galilee Blanc de Blancs 2012, Chardonnay in purezza figlio di un’annata climaticamente regolare con rese inferiori alla media e ottima qualità, si presenta con un’effervescenza fine e persistente che veicola note di fiori bianchi, agrumi e frutta verde. In armonico equilibrio l’assaggio che conferma le sensazioni olfattive completandole con freschezza e sapidità.

Luca Torretta

Spumante Metodo Classico Pinot Nero Rosé Brut “Allure” - Sartieri 1931, Lombardia - Oltrepo' Pavese

Alla fine del 2020, in Oltrepò Pavese, è nata Sartieri 1931, nuova realtà nel panorama enoico con cento anni di esperienza.

I Saviotti,  famiglie di agricoltori, amici, dal cognome omonimo, vantano una storia quasi surreale. Intrecci generazionali con un presidio del territorio. Tuttavia, solo nel 2000 c’è la svolta. Vitale Perucchini, classe 1931, imprenditore meneghino di successo, zio dell’attuale proprietaria Enrica Saviotti,  torna in Oltrepò e  decide di creare un vero e proprio Atelier del vino. Un visionario con l’unico obiettivo: produrre vini di alta qualità. Oggi  si contano 40 ettari di proprietà, di cui 20 vitati. Vigne piantate dal 1978 al 2018, dove il Pinot Nero è protagonista e genitore di Allure, uno spumante metodo classico 36 mesi. Bollicina creata con solo il mosto fiore delle uve, messo in commercio almeno quattro mesi dopo il dégorgement. Un vino setoso,  al naso pervadono profumi di ciliegia e fragolina di bosco con ottima rispondenza gustativa. Un sorso cremoso dall’effervescenza persistente, delicata, fresca.  Il colore rosa tenue e una nota sapida, inaspettata, sono la sintesi perfetta del nome. Un’etichetta che esprime l’eleganza assoluta di questa bollicina totalmente gastronomica, perfetta per le pietanze delicate, eccellente con la cucina asiatica.

Cinzia Benzi    

Spumante Metodo Classico Dosaggio Zero Rosato “120 Mesi” 2006 - ERPACRIFE, Piemonte

Erpacrife. ERic, PAolo, CRIstian, FEderico. Risolta la prima curiosità che il nome vuole suscitare. Un rimando apparente ad una greca classicità che ahimè sempre meno ci appartiene. Avremmo potuto richiamare un Archistrato o un Epicuro che dei piaceri hanno approfondito ogni sfumatura, e invece si tratta di quattro giovani amici appassionati che decidono di dare vita ad un progetto brillante ed effervescente. Erpacrife è la sintesi in cui si risolve il desiderio di creare un luogo che presto diviene azienda, nientepopodimeno che ad Alba.

Alba della scuola enologica, Alba delle vigne piemontesi che affondano le radici in terreni magri e leggeri ad un’altitudine di 400 metri ben esposti ad Est, laddove il sole sorge e arricchisce quei grappoli che raccolti con buon anticipo diventano ottima base spumante. Il Nebbiolo di questo rosato ha una forza espressiva intensa e vibrante come l'amicizia e la voglia di sperimentare di questi quattro ragazzi. Rosato 2006, 120 mesi sui lieviti, bel colore vivo, bouquet ampio ed avvolgente, sorso pieno, palato ricco, lunghezza che dona memoria al vino e al momento in cui lo si è assaggiato. Un bellissimo esempio di Nebbiolo, qui spumantizzato classicamente ad arte.

Luca Turner

Spumante Metodo Classico Kius Pas Dosé 2013 - Marco Carpineti, Lazio

Sicuramente il Lazio non è la prima regione che possa venire in mente a tema bollicine: una tradizione lunghissima nel vino, millenaria, una memoria che si perde sin dai tempi dei romani sfogliando le pagine dei preziosi lasciti di Columella e Plinio il Vecchio. Eppure, proprio nell’arte della spumantistica, sono poche le realtà che sono riuscite a trovare una chiave di lettura originale e qualitativamente costante nel tempo, magari attraverso l’utilizzo dei molteplici autoctoni di cui la regione dispone. Marco Carpineti è, per questo motivo, degno di essere considerato un maestro: non solo ha intrapreso la via delle bollicine in tempi non sospetti e con grande convinzione ma, soprattutto, ha puntato tutto sui vitigni autoctoni di Cori coltivati secondo i dettami biologici. E proprio dal nero buono, vitigno che regala rossi di struttura e corpo, nasce questo spumante senza alcuna aggiunta di dosaggio.

La sosta sui lieviti di circa 5 anni dona complessità ed equilibrio: l’olfatto apre su note di agrumi, pompelmo e arancia tarocco su tutti, cenni di torrefazione e tamarindo con una chiusura terragna e vegetale sul fieno. Il sorso è robusto, di indubbio spessore gustativo, che ricalca le sensazioni olfattive amplificate da una saporita scia finale. Ci voleva il blanc de bon noir!

Alessio Pietrobattista

Franciacorta DOCG Cuvée Blanc de Blanc Brut - Monogram, Lombardia

Dal Lambrusco alla Franciacorta il passo è più breve di quanto si possa pensare. Lo ha dimostrato Sandro Cavicchioli, un cognome importante nel mondo della bolla emiliana, che ha deciso di mettersi alla prova anche nell’universo franciacortino. Siamo a Calino di Cazzago San Martino, tra i comuni di Borgonato ed Erbusco, dove sorge il Castello di Faglia su una collina a 300 metri di altitudine di origine morenica, costellata di vigneti di cui molti terrazzati su un sottosuolo pietroso, questo un fattore ideale per riflettere il calore durante il giorno.

Due sono le linee di produzione: Castel Faglia e Monogram, quella al vertice. Di questa linea scegliamo il Franciacorta DOCG Cuvée Blanc de Blanc Brut a base di Chardonnay all’80% e Pinot Bianco per il rimanente. La fermentazione avviene prima a freddo in vasche inox e barriques, poi si passa alla bottiglia con maturazione minima di due anni. Si presenta di colore paglierino con riflessi verdognoli, al naso subito l’incipit fiorito che volve in una compostezza fruttata innervata da scorze di agrumi e lievi tocchi mielati che anticipano una bocca ben dimensionata e congruente tra inizio del sorso e persistenza, allungata da una acidità integrata.

Andrea Grignaffini

Spumante Metodo Classico Brut - Vigne Guadagno, Campania

È il 2010 quando i fratelli Pasquale e Giuseppe Guadagno acquistano tre ettari di vigneto a Montefredane, in Irpinia, con l’idea di produrre un Fiano autentico e visceralmente territoriale, rispettando fino in fondo la magnifica alchimia tra il vitigno e la splendida collina, da sempre culla di grandi bianchi. Ad affiancare i due fratelli, sin dagli esordi, ci sono Gennaro Reale e Fortunato Sebastiano, a cui è affidata la consulenza agronomica ed enologica, che vede vigna e cantina condotte secondo tecniche a basso impatto ambientale, nel massimo rispetto del suolo e della pianta. Fiore all’occhiello della produzione, accanto al cru di Fiano di Avellino “Contrada Sant’Aniello”, un Fiano spumantizzato che affina per 7 mesi in acciaio sulle proprie fecce fini, per poi sostare in bottiglia per altri 24 mesi prima della sboccatura. Profumi leggiadri di cedro e mela cotogna che arricchiscono il vino con note più scure di terra bagnata, corteccia e radice di genziana, vero preludio a un sorso pieno e carnoso, che riporta nel calice tutta la potenza salina delle marne argillose di Montefredane.

Adele Granieri

Franciacorta Biologico Satèn - Elisabetta Abrami, Lombardia

Elisabetta Abrami fondò l’omonima azienda nel 2006, in quel di Paderno Franciacorta: proveniva da un passato di oltre 20 anni nel settore metalmeccanico, poi decise di stravolgere tutto e dedicarsi completamente a una nuova avventura. Per Elisabetta produrre eccellenti Franciacorta significava sposare la filosofia biologica, con un approccio al vigneto che fosse il più rispettoso possibile della pianta e del territorio.

L’agricoltura biologica come unica possibilità per valorizzare l’armonia dei fenomeni naturali, accettandone le belle e le brutte sorprese, semplificando al massimo qualunque tipo di intervento agronomico in campo ed enologico in cantina. Ma è l’innata passione per l’eleganza il segno distintivo che firma le etichette di Elisabetta, con la supremazia del Pinot Nero quale sfida per creare vini incisivi, di carattere, equilibrati talvolta da una percentuale di Chardonnay, che sa apportare una carezza complementare al nerbo. È proprio nello Chardonnay e nel Satèn che abbiamo individuato tutta la raffinatezza, umana e professionale, di Elisabetta: un Franciacorta tagliente, minerale e gessoso, dolce, suadente, fascinoso e fine, che regala un palato sinuoso, vividissimo, vibrate, morbido, di grande pulizia e leggerezza.

Bruno Petronilli

Champagne Les Fontaines Rosé Brut Nature - Domaine de Bichery, Francia

Raphaël Piconnet e la moglie Hannah, lei tedesca, lui francese originario di Meurville nella Côte de Bar, si incontrano nel 2012 a Bordeaux, dove entrambi lavorano. Tornati nel 2013 nell’Aube, iniziano a coltivare qualche ettaro di vigne e cominciano a produrre il loro Champagne, debuttando nel 2019 con Les Fointaines rosé e La Source.

Oggi possiedono 8 ettari vitati a Neuville sur Seine, certificati bio dal 2019. Gli Champagne prodotti sono della stessa annata e ogni cuvée esprime il terroir di provenienza, con una produzione di sole 6.000 bottiglie di prestigio. Les Fontaines Rosé Brut Nature è un assemblaggio di Pinot Noir per il 70% di cui il 15% vinificato in rosso, e il 30% di Chardonnay, provenienti dalla vendemmia 2017. Dopo il dégorgement nessuna aggiunta di zucchero con una produzione di 1.400 bottiglie. Colore petali di rosa, all’olfatto espressivo, sensualità floreale con note di rosa e violetta, aromi di frutti rossi, mirtilli rossi, more e lamponi, note speziate di pepe rosa e mineralità marnosa. Al palato si manifesta con un’effervescenza cremosa, bell’acidità, e una elegante espressione aromatica di grande purezza sul cassis, oltre un finale di grande piacevolezza.

Manlio Giustiniani

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